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Carol, di Patricia Highsmith: il romanzo da cui è tratto il film con Cate Blanchett

 
Patricia Highsmith, Carol
Patricia Highsmith, Carol
Patricia Highsmith, Carol

 
Scheda del libro
 

Autore: Patricia Highsmith (traduzione di Hilia Brinis) - pubblicato in origine con lo pseudonimo di Claire Morgan
 
Titolo: Carol
 
Casa editrice: Bompiani
 
Anno: 2007
 
ISBN: 9788845247897
 
Pagine: 284
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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20 total ratings

 

Aspetti positivi


Lo spirito innovativo del romanzo che ribalta pregiudizi annosi e luoghi comuni accumulatisi nei secoli. L'amore omosessuale una volta tanto non è destinato a finire in foschissima tragedia. In lacrime da tregenda. Il tutto raccontato in uno stile asciutto in grado di perforare con poche stringate parole la superficie delle cose.

Aspetti negativi


Una lentezza che ad alcuni lettori può sicuramente apparire esasperante, ma che tuttavia sottolinea con un passo quasi ossessivo (e qui il difetto può diventare in un solo istante pregio) il graduale e inesorabile avvicinamento tra le due giovani donne.


In sintesi

Carol è un intenso romanzo di Patricia Highsmith che racconta la storia d’amore tra due donne e da cui Todd Haynes ha tratto il film con Cate Blanchett

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Posted mercoledì, 20 Maggio 2015 by

 
La nostra recensione
 
 

Patricia Highsmith, CarolUscito in America nel 1952 sotto lo pseudonimo di Claire Morgan e con il titolo indubbiamente più sibillino (e ricco di echi) di The Price of Salt, Carol venne ispirato a Patricia Highsmith , allora commessa in un grande magazzino di New York, da un suo incontro (che potremmo definire, senza timore di smentite, fatale) con una bellissima cliente. Uno scambio forse di poche parole, ma un turbamento così assoluto da portare quella sera stessa la scrittrice a stendere febbrilmente il canovaccio di un nuovo romanzo.

Un romanzo che non solo ha come cardine una storia d’amore tra due donne, la giovanissima Thérèse e la più matura e sofisticata Carol, ma per la prima volta nella storia della letteratura d’oltreoceano la tragedia, la mannaia sinistra del destino non cade a falciare la felicità delle due protagoniste. Le due donne, pur costrette a fronteggiare svariate prove di forza e coraggio (non ultimo il ricatto del marito di Carol e la conseguente rinuncia alla custodia della figlia) crescono insieme al libro, rivendicando il diritto inalienabile di essere sé stesse. Di appropriarsi della propria vita. Di ascoltare fino in fondo la propria natura.

Dal loro primo incontro in un grande magazzino, dove Thérèse viene colpita dritta al cuore dal fascino squisito di Carol, passando per quel biglietto d’auguri natalizi che fatalmente annoda il destino delle due protagoniste, un vero coup de théâtre da parte di Patricia Highsmith, fino a giungere alle pagine finali del romanzo, dove le campane una volta tanto (non dimentichiamoci che siamo negli anni ’50, celebri per le sue svariate cacce alle streghe) non suonano a morto, ma sembrano piuttosto aprire possibili scenari di felicità e condivisione.

L’unica nota di demerito del romanzo sembra dunque fermarsi in copertina ovvero nella scelta poco coraggiosa di uno pseudonimo. Di quel ventaglio di poche sillabe dietro cui la scrittrice già nota per Sconosciuti in treno, reso poi celeberrimo da Alfred Hitchcock in L’altro uomo, decise di nascondersi e forse, visti i tempi gramissimi, proteggersi.




Giorgio Podestà

 
Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon).


One Comment


  1.  
    Ivetta Fuhrmann

    Il romanzo Carol di Patricia Highsmith a me è parso noioso come un romanzo di appendice, per niente degno di essere chiamato letteratura. Lo stile sciatto (forse la tradizione?) non ne fa un’opera letteraria. Se non ci fosse stato recentemente il film, che ne ha rispolverato il testo scritto e che l’editore si è affrettato a rspampare, si sarebbe perduto nella nebbia





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