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Nella casa di vetro, di Giuseppe Munforte

 
Nella casa di vetro, di Giuseppe Munforte
Nella casa di vetro, di Giuseppe Munforte
Nella casa di vetro, di Giuseppe Munforte

 
Scheda del libro
 

Autore: Giuseppe Munforte
 
Titolo: Nella casa di vetro
 
Casa editrice: Gaffi
 
Anno: Roma
 
ISBN: 9788861651456
 
Pagine: 198
 
Formato: cartaceo
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Lo stile narrativo regala al lettore una lente d’ingrandimento sul quotidiano, su gesti e situazioni che sono di tutti e in cui tutti non ci soffermiamo più. È un romanzo che scava dentro di noi e che ci fa riflettere sulla felicità.

Aspetti negativi


Può risultare lento, privo di ritmo o di mordente, una lunga riflessione sulla vita mentre albe e tramonti si susseguono senza sosta.


In sintesi

Nella casa di vetro è un romanzo di Giuseppe Munforte candidato al Premio Strega 2014: un testo che va letto in solitudine.

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Posted 6 Giugno 2014 by

 
La nostra recensione
 
 

Nella casa di vetro, di Giuseppe MunforteL’ultimo romanzo dell’autore milanese Giuseppe Munforte, Nella casa di vetro (Gaffi editore), candidato al Premio Strega 2014, è un testo che necessita di silenzio, di solitudine per esser letto, perché rappresenta la grande capacità di scrivere versi sotto forma di prosa, di trasformare in poesia ogni dettaglio della normale esistenza, e richiede intimità con se stessi per essere assorbito.

Munforte, attraverso queste pagine, si rivela a noi come poeta, ma anche come grande conoscitore della parola scritta che trasforma in ricamo così come in pochi sanno fare.

Grazie a questa incredibile penna, al protagonista della storia – Davide – basta guardare oltre i vetri di casa per “vivere” ogni luce, ogni suono, per respirare e far sua la vita o il vibrare della strada, della pioggia, della notte che cela o del mattino che avvolge ogni cosa, e per trasmetterli poi senza parsimonia a noi che leggiamo.

Poi esci e trovi una mattina così, dopo giorni di pioggia e di fumi. L’aria che fila in grani che non portano più dolore. Alberi neri, la brina bianca dentro il colore dell’erba. Il desiderio di una passeggiata dentro la terra, a mezza costa, sulle foglie gelate che si spezzano e suonano come ostie.

Leggendolo si percorrono quelle stesse strade, si prova lo stesso desiderio, il naso si fredda e dalla bocca potrebbe uscire il respiro trasformato in fumo senza suscitare alcuno stupore, sebbene si stia leggendo seduti sul divano di casa!

E vorresti muoverti più adagio, rallentare ancora la corsa dell’auto, per vedere bene le cose. E vedere tutti i volti e i gesti ripetuti. Sentire una mano gelata nella tua mano, camminare un po’, parlare con la dolce fatica delle labbra sferzate dal freddo.

Un potere descrittivo fuori dal comune scorre tra le righe, e quel lento e attento soffermarsi sulle piccole cose che si affacciano nel quotidiano – il respiro di chi da anni ti dorme accanto, l’impronta di un piede, il gesto di un bambino – rende tutto degno d’essere ammirato e assorbito. E perfino il fiume di operai che alla sera lascia la fabbrica con passo stanco, diviene dipinto o poesia struggente. Ma cosa vuole dirci Munforte, dove vuole condurci davvero con il suo Nella casa di vetro, lo si comprende solo oltre la metà del libro, quando è svelato il mistero della voce narrante, del suo guardare e sentire, o di quel filtro nostalgico che si frappone tra l’uomo che osserva e racconta, e tutto ciò che lo circonda.

Una storia che non è una storia, bensì un lento franare dell’anima davanti a una grande verità: è l’insieme delle piccole cose, dei piccoli miracoli quotidiani, ad avere il potere di farci sentire ricchi e appagati. Non distogliamo lo sguardo da esse, o anche la nostra voce narrante, domani, sarà densa di rimpianto.




Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.


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