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C’è chi dice no di Sonia Serravalli, una lettura positiva della crisi

 
Sonia Serravalli, C'è chi dice no
Sonia Serravalli, C'è chi dice no
Sonia Serravalli, C'è chi dice no

 
Scheda del libro
 

Autore: Sonia Serravalli
 
Titolo: C'è chi dice no. Una lettura positiva della crisi e un nuovo lavoro attraverso la libertà creativa
 
Casa editrice: Kindle Edition
 
Anno: [s.d., ma 2012]
 
ISBN: [ASIN] B0065FCCQE
 
Pagine: 115
 
Formato: eBook
 
Genere:
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Sintetico ma esaustivo, “C'è chi dice no” offre sin dalle prime righe soluzioni pratiche per cambiare subito vita.

Aspetti negativi


Alcune citazioni banali e qualche consiglio decisamente scontato. L'autrice, inoltre, attribuisce “Lentamente muore” di Martha Medeiros a Pablo Neruda, un errore comune che ovviamente nulla toglie al messaggio della poesia.


In sintesi

“C’è chi dice no” di Sonia Serravalli è un manuale di downshifting rivolto a chi desidera cambiare vita e acquisire maggiore consapevolezza dei bisogni reali.

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Posted giovedì, 21 Novembre 2013 by

 
La nostra recensione
 
 

Sonia Serravalli, C'è chi dice noIl manuale di downshifting C’è chi dice no di Sonia Serravalli, con presentazione di Simone Perotti, ci offre una lettura positiva della crisi, intesa come opportunità di riscatto etico, umano e professionale. Una presa di coscienza da cui potrebbe scaturire un nuovo lavoro, meno alienante e rigido, autoprodotto lasciando libero sfogo a quella libertà creativa troppo spesso ingabbiata in un sistema ormai logoro. Un sistematico e svilente sfruttamento che impoverisce e depreda di ogni entusiasmo, e anziché valorizzare le risorse umane le condanna a un loop insopportabile.

Un’altra vita è possibile, scrive l’autrice, offrendo a chi legge la sua esperienza e una nuova visione dell’attuale degrado umano e lavorativo. Oggi che tra gli infelici si annovera indistintamente chi un posto fisso ce l’ha, chi è precario e lo rincorre, chi non riesce a trovarlo, chi non lo vuole ma soffre perché viene additato come un folle che non vuole “sistemarsi” e crescere, leggi finire nella trappola per topi, sapientemente costruita per soffocare ogni anelito di una vita diversa da un percorso preconfezionato.

Una visione, quella presentata senza fronzoli nel saggio della Serravalli, che lascia da parte ogni fatalismo, ogni scusa, ogni “prima o poi lo farò”, ogni attesa di un deus ex machina. Il primo no nasce sottovoce dentro quell’unico angolo di animo rimasto per miracolo ancora sveglio e vivo, e lì  muore generalmente, soffocato dai doveri, dagli impegni presi, dalle poche sicurezze acquisite che per quanto misere ci sembrano pur sempre un’oasi in mezzo al deserto. Il primo no nasce mentre si sta ammassati come sardine su di un treno per pendolari, più simile a un carro bestiame in realtà, in coda come ogni mattina in mezzo al traffico, inchiodati ad una scrivania a schivare sguardi ostili o a lanciarli.

Ecco, il libro di Sonia Serravalli è come ossigeno per quel moto di ribellione che in tanti hanno udito risuonare, quasi impercettibile, mentre la monotonia, l’abitudine, il senso del dovere, la mancanza di alternative, la paura di perdere quel poco o tanto acquisito li conducevano come ogni mattina al solito inferno. Un inferno ritenuto a torto necessario e non soltanto per pagarsi l’indispensabile, un tetto sulla testa e un pasto caldo, ma per finanziare l’accumulo di oggetti inutili, beni di conforto, medicine per curare lo stress, auto per andare al lavoro, elettrodomestici e colf che fanno i lavori domestici al posto nostro. Noi, gli eterni assenti dalle nostre vite, dalle nostre case, e spesso dalle nostre relazioni più importanti.

Le domande che il ragionamento della Serravalli instilla nel lettore sono determinanti per imparare a conoscerci meglio e a capire quanto lontani siamo, a causa delle nostre scelte attuali e passate, da chi e da come vorremmo essere. Trascorrere gran parte del tempo, della propria vita, l’unica che ci è concessa, con persone che detestiamo per accumulare soldi e beni che non abbiamo il tempo di goderci è forse essere realizzati, è forse essere compiuti e rispettabili come uomini? Sono queste le posizioni invidiabili che dobbiamo rincorrere ad ogni costo e tollerando ogni genere di compromesso? La verità, l’altra verità, è che la vita è molto più di questo, di un sordido ciclo cieco produci-guadagna-consuma.

Il percorso di cambiamento illustrato da Sonia Serravalli è alla portata di chiunque, tra gli insoddisfatti, da chi ha le spalle coperte a chi stenta ad arrivare a fine mese, da chi combatte con un’eterna gavetta senza vedersi riconosciute le competenze acquisite, a chi è già arrivato in cima alla ruota dei criceti ma non ne può più di girare a vuoto. Sono tanti i consigli pratici e i no da cui partire suggeriti dall’autrice:

  • Cercare nuove attività lavorative meno redditizie ma che ci consentano ritmi più lenti.
  • Autoprodurre quello che ci serve, dal pane ai detersivi.
  • Cimentarci ogni giorno in sfide nuove per scoprire abilità, e dunque opportunità, che non sapevamo di avere.
  • Trasferirsi in campagna o in città più piccole e con un costo della vita inferiore.
  • Delocalizzare il nostro lavoro, al fine di acquistare maggiore valore come professionisti in contesti più piccoli e meno competitivi delle grandi aziende e delle grandi città.
  • Rinunciare alla macchina e a tutte le altre inutili zavorre che ci espongono ad imprevisti costosi, facendoci arrivare in rosso ogni fine mese, a dispetto di decine di ore di lavoro al giorno.
  • Investire tempo e risorse in una passione, in un sogno, in almeno uno dei tanti sogni fatti cadavere che hanno trasformato in un cimitero di delusioni e desideri intentati le nostre vite.
  • Mettersi in proprio, scegliere il part-time o il telelavoro, diventare free-lance, fare del risparmio un secondo lavoro per poter lavorare meno.

Le strade del cambiamento sono molte e si incrociano a quelle di tante, sempre più persone, che ce l’hanno fatta, in Italia o all’estero, poco importa, a cambiare vita. Insieme ad Adesso Basta di Simone Perotti, C’è chi dice no di Sonia Serravalli è più di una lettura, è un richiamo alla vita, un’altra vita, la nostra, quella lasciata incompiuta fuori dalla ruota dei criceti. Mollare tutto e ricominciare non è mai privo di difficoltà, ma  significa rinunciare alla sicurezza, di una vita infelice, per la libertà.

Un’ebbrezza e una leggerezza che ci restituiranno fiducia in un’esistenza diversa da quella che ci hanno sempre prospettato, come una minaccia. La punizione per chiunque non si allinea, non acconsente a perdere, a perdersi, per guadagnare un’illusione di ricchezza, uno status di benestante che puzza di povertà interiore  lontano un miglio, una prigione stabile che conduce, a conti fatti, a rinunce ben più sofferte dell’essere fuori moda.

Sonia Serravalli
C’è chi dice no
Una lettura positiva della crisi e un nuovo lavoro attraverso la libertà creativa
Presentazione di Simone Perotti
Kindle Edition, [s.d., ma 2012]
ASIN B0065FCCQE
pp 115, euro 1,58




Paola Pagliaro

 
Paola Pagliaro è nata a Cosenza e vive a Pavia. Dottoressa in lingue e culture moderne, è appassionata di psicologia, ecologia, letterature comparate e semiotica. Il suo motto è "Si conosce solo ciò che si ama" (Sant'Agostino). Per diversi anni ha collaborato come redattrice e coordinatrice con varie testate di nanopublishing, oggi si occupa della cura dei contenuti del suo portale di approfondimento, Minformo.it, di Salus, il blog di PharmaTruck e della gestione di canali social.


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