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Come un delfino, scorrevole storia narrata da Gianluca Pirozzi

 
Gianluca Pirozzi, Come un delfino
Gianluca Pirozzi, Come un delfino
Gianluca Pirozzi, Come un delfino

 
Scheda del libro
 

Autore: Gianluca Pirozzi
 
Titolo: Come un delfino
 
Casa editrice: L'Erudita
 
Anno: 2019
 
ISBN: 9788867705856
 
Pagine: 360
 
Formato: cartaceo
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


I personaggi sono ben delineati, la storia scorre piacevolmente suscitando interesse e coinvolgimento.

Aspetti negativi


Il dramma è sempre dietro l'angolo dunque non è un romanzo per chi cerca leggerezza in un libro. Nondimeno, è lo specchio di ciò che accade ogni giorno, nella vita reale.


In sintesi

Scopri il romanzo Come un delfino di Gianluca Pirozzi e leggi le avventure di Vanni che vive la sua infanzia a Napoli per poi trasferirsi a Roma per trovarsi.

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Posted 16 Gennaio 2020 by

 
La nostra recensione
 
 
Gianluca Pirozzi, Come un delfino

Gianluca Pirozzi, Come un delfino

Gianluca Pirozzi in Come un delfino elargisce a piene mani un desiderio che è quello di tutti noi: conquistarci una porzione di felicità che ci basti per tutta la vita, rendendola degna di questo nome.

Come, un delfino, si conquista la felicità?

Pubblicato da Giulio Perrone Editore per L’Erudita, il romanzo di Gianluca Pirozzi – autore che abbiamo già apprezzato in passato –  è composto di quattro parti che lo scrittore napoletano utilizza per coinvolgerci nella vita di Vanni, protagonista principale che vive la sua infanzia a Napoli tra gli anni ’60 e ’70 per poi trasferirsi a Roma.

Dinamiche familiari da cui fuggire

Nella prima parte conosciamo la famiglia di Vanni: un padre irascibile, una madre mite e sottomessa, un fratello e una nonna amatissimi. Le dinamiche tra i genitori creano nel bambino e poi nel ragazzo, un grande disagio e sono ovviamente fonte di conflitti, tuttavia non basta il desiderio di allontanarsene per affrancarsi da tutto ciò. Come spesso avviene nella vita, occorrono violenti scosse per cambiare vita fuggendo da un quotidiano che ci sta stretto: in questo caso, per Vanni, si tratta di un duplice lutto. È il dolore la spinta per il cambiamento, benché la mutilazione sia un prezzo davvero alto.

Diventare un uomo

Nella seconda parte di Come un delfino, Vanni ha trent’anni, vive a Roma, ha finalmente accettato la sua omosessualità, ma si lascia andare a storie che non gli danno la felicità con uomini che non riescono a colmare i suoi vuoti affettivi. Infatti non si tratta solo dei lutti che lo hanno privato di figure importanti, ma anche di mancanze durante l’infanzia e l’adolescenza, legate a un quotidiano durissimo. Facile purtroppo essere attratti da ciò che bene si conosce ma che finisce inevitabilmente per nuocerci, in una ripetizione deleteria. Tuttavia, tra questi incontri è Tiago a emergere, a rappresentare la concreta possibilità di un rapporto stabile, sebbene il timore di crederci la allontani, in quegli strani paradossi in cui spesso si cade.

Viaggiare per poi approdare in un porto sicuro

Nella terza parte, dopo viaggi in paesi lontani e circostanze non del tutto favorevoli, il giornalista spagnolo Tiago e Vanni sono finalmente pronti a pensare al loro rapporto nei termini di famiglia, da completare anche con un figlio. La possibilità di concretizzare questo progetto è offerta dalla cara Amadine, amica disposta a molto per realizzare i sogni della coppia. Un personaggio interessante, Amadine, al quale finiamo per legarci quasi fosse reale.

Desideri realizzati e sogni infranti

È nella quarta ed ultima parte che vediamo il cerchio che si chiude nel modo migliore, lasciando intendere che quando davvero si crede in qualcosa i sogni si avverano e ci si può affrancare da tanto dolore riempiendo vuoti che si credeva incolmabili. Eppure, il destino – così bravo a burlarsi di noi – è ancora una volta in agguato per i personaggi di Come un delfino, avvincente romanzo non solo di formazione. È infatti una storia che ci fa riflettere su ciò che inseguiamo, su ciò che può renderci felici e sulle deleterie idealizzazioni, sul senso della vita e sulle profonde influenze che ci portiamo dietro, legate alla famiglia d’origine, a ciò che durante l’infanzia e l’adolescenza respiriamo.

Perché Come un delfino?

«Sto provando a condividere con te una riflessione che ho dentro da qualche tempo: a me pare di aver vissuto finora proprio come un delfino».
«Cioè?».
«Ho la percezione di aver trascorso la maggior parte della vita in apnea e di essere riuscito a emergere e saltare sopra il mare solo occasionalmente per riprendere fiato…»

Un romanzo che contiene un messaggio positivo: dolore o no, bisogna fare proprio come un delfino, non opporsi agli eventi e… continuare con coraggio a nuotare.




Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.


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