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Crisco disco, di Luca Locati Luciani. Recensione a mo’ di cronaca

 
Crisco disco, di Luca Locati Luciani. Recensione a mo’ di cronaca
Crisco disco, di Luca Locati Luciani. Recensione a mo’ di cronaca
Crisco disco, di Luca Locati Luciani. Recensione a mo’ di cronaca

 
Scheda del libro
 

Autore: Luca Locati Luciani
 
Titolo: Crisco disco. Disco music & clubbing gay tra gli anni '70 e '80
 
Casa editrice: Vololibero
 
Anno: 2013
 
ISBN: 9788897637097
 
Pagine: 360, con illustrazioni
 
Formato: formato
 
Genere: , , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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13 total ratings

 

Aspetti positivi


Ho imparato tante cose su un argomento di cui ero completamente digiuna: scorrendo le pagine ho colto aspetti che mi erano sconosciuti. Ho aggiornato il mio sapere con qualcosa di diverso e divertente. Credo che non dovrebbero leggerlo solo i gay ma dovrebbe avere una diffusione più estesa anche in altri ambiti.

Aspetti negativi


Aprendolo mi sono trovata davanti un muro di parole che subito mi hanno mi hanno intimorito. La prima cosa che ho pensato è stata: “Porca puzzola! Non riuscirò mai a leggerlo tutto”.


In sintesi

Luca Locati Luciani scrive “Crisco disco. Disco music & clubbing gay tra gli anni 70 e 80”. Recensione a mo’ di cronaca a margine di una presentazione.

3
Posted 29 Aprile 2013 by

 
La nostra recensione
 
 

Crisco disco, di Luca Locati Luciani. Recensione a mo’ di cronacaLa prima volta che sentii pronunciare il titolo Crisco Disco immaginai qualcosa di croccante e gustoso. Strana associazione di idee la mia, ma neanche tanto, perché qualche tempo dopo scoprii che il primo locale gay torinese era in realtà una trattoria la cui specialità erano i funghi fritti impanati.

Mercoledì 24 aprile ho partecipato alla presentazione del libro Crisco Disco alla Feltrinelli di piazza CLN a Torino: è la libreria in cui i torinesi amano fare un salto tutti i sabato mattina prima di tornare a casa per pranzo, una sorta di rito sabaudo.

Sono presenti l’autore Luca Locati Luciani, in T-shirt, e Gianluca Meis (che è presente nel libro con un saggio sul camp), in giacca senza cravatta. Moderatore dell’incontro Alessandro Golinelli con la partecipazione di Enzo Cucco.

Il sottofondo musicale è altamente Disco, le sedie grigie metallizzate opache finiscono, siamo in tanti etero e non. Qualcuno sta in piedi facendo finta di sfogliare libri inutili per non dare nell’occhio, ma in realtà vedo che è molto sul “pezzo”.

Apre la presentazione Alessandro Golinelli, sottolinenado il fatto che Torino è stata una piazza molto importante per il movimento omosessuale, perché proprio nella mia città, così austera sono nate le prime discoteche gay, che forse è meglio chiamare sale da ballo. Incredibile, penso, i gianduiotti fanno finta di essere persone rigide e fredde ma alla fine sono più avvezzi al cambiamento di altri.

Sobbalzo sulla sedia quando viene citata Pinerolo. Tra un fungo fritto e l’altro, nella città famosa per il Panettone Galup, nel 1965 (circa) il figlio gay del proprietario della trattoria Il Break iniziò a organizzare, dopo la chiusura del locale, feste private per i suoi amici. In una delle sale più grandi, sgombrata dai tavoli, si ballava tutti i sabato sera prevalentemente il liscio.

La Disco Music, spiega Luca Locati Luciani, nascerà solo nel 1971 a New York con l’abolizione di una legge che impediva alle persone dello stesso sesso di ballare insieme, ed a quel punto è uno scoppio di edonismo. In quegli anni la Black Music era molto omofoba. Così come lo è stata Donna Summer, che eletta icona gay, non ha mai voluto essere associata al movimento omosessuale, ma che sul viale del tramonto, non vendendo più un disco fu costretta, dalla sua casa discografica, a chiedere scusa per le sue dichiarazioni anti-gay.

La mascella mi cade quando scopro che i Village People, da tutti noi etero considerati simbolo degli omosessuali, in realtà non sono amati dal popolo gay, anzi! Per me è stato come scoprire a otto anni che Babbo Natale non esisteva. Insomma, i Village People sono stati in realtà dei furbacchioni perché parodiavano le abitudini gay per accappararsi più pubblico e consensi su entrambi i fronti. Ora canticchierò YMCA in modo diverso o forse non la canterò più.

Si parla di Camp, tengo le orecchie tese, ho letto e riletto ma mi è difficile capire esattamante cosa significhi. Gianluca Meis, il massimo esperto in materia, usando paragoni e citando personaggi quasi quasi me lo fa capire. Camp significa riconoscibilità. Nei Campus americani si usava dire: “Essere amici di Dorothy” per dire essere omosessuali (Il Mago di Oz è stato terreno fertile da cui trarre un’iconografia gay). Ho ancora parecchi dubbi ma non oso fare domande.

Per concludere questa è una delle frasi che mi rimane nella mente:

La disco music è legata all’ambiente gay ma come sonorità non è gay.

Luca Locati ha scritto il libro in un anno. Gli chiedo come sia possibile e mi spiega che il materiale era già tutto a sua disposizione, visto che lo collezionava dall’età di quindici anni. Bruno Casini è stato per lui una guida iniziale fondamentale nella stesura del libro, la memoria storica di tutti i locali gay e non sparsi in Italia. Gianluca Meis autore del saggio sul Camp è stato contattato dall’autore dopo aver letto il suo saggio/intervista su Paolo Poli nel libro In scena en travesti e leggendolo ha capito che nel suo scritto c’era qualcosa di particolare e geniale che non aveva trovato in altri scrittori.

Luca Locati Luciani
Crisco disco. Disco music & clubbing gay tra gli anni 70 e 80
Con un saggio di Gianluca Meis
Vololibero edizioni, 2013
ISBN 978-88-97637-09-7
pp 360, con illustrazioni, euro 20




Anna Wood

 


3 Comments


  1.  
    giorgio d'amato

    questa recensione va oltre il libro e diventa narrazione su narrazione – i funghi fritti, le sedie che finiscono subito, i dettagli lanciati qua e là, le caratteristiche sabaude. e il libro descritto pare molto interessante, da acquisto.. GD




    •  
      raimondo.q

      Concordo in pieno, mi piacciono le recensioni/cronache di Anna Wood, tra note sobbalzi appunti e citazioni. (emoticon da ballo)




      •  
        anna wood

        Raimondo la colonna sonora del #Baccanalevegano che is terra’ in occasione del Salone del lbro avra come sottofondo la DISCO MUSIC !





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