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Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social

 

 
Scheda del libro
 

Autore: Jaron Lanier (traduzione di Francesca Mastruzzo)
 
Titolo: Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social
 
Casa editrice: Il Saggiatore
 
Anno: 2018
 
ISBN: 978884282516642
 
Pagine: 160
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Grande lucidità, accuratezza, ma anche ironia nell’esposizione delle “ragioni” per cancellare gli account social.

Aspetti negativi


Una certa ripetitività di fondo e una spiccata tendenza all’iperbole.


In sintesi

Scopri perché il saggio Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social di Jaron Lanier è un libro che devi leggere quanto prima.

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Posted giovedì, 16 agosto 2018 by

 
La nostra recensione
 
 
Jaron Lanier, Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social

Jaron Lanier, Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social

Jaron Lanier è un autentico guru del mondo dell’informatica, celebre tra l’altro per il suo apporto allo sviluppo della Realtà Virtuale. L’aspetto da freak irriducibile, è anche musicista e scrittore, autore di saggi dal contenuto quasi sempre dirompente. Ricordo ad esempio Tu non sei un gadget, libro uscito quasi dieci anni fa, nel quale esprimeva il suo punto di vista sullo strapotere della Rete e in generale di Internet (recuperatelo, se potete).

Negli anni Lanier è divenuto una sorta di cyber pessimista, proprio in virtù della sua profonda conoscenza della Silicon Valley (ha lavorato anche per l’onnipresente, potentissima Google). L’oggetto della sua invettiva contenuta nel libro Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social, sono i social network, Facebook in primis.

Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social

Imperi di modificazione comportamentale

Lanier descrive, con la sua tipica tendenza all’iperbole, l’avvento di veri e propri “imperi di modificazione comportamentale a noleggio”, che operano sui social grazie a potenti algoritmi, in grado di monitorare esattamente tutte le azioni degli utenti dei social. Il fine è tracciare profili da sfruttare commercialmente o, peggio, condizionare gli utenti sul piano politico e sociale: gli algoritmi utilizzati da Facebook, Google, Instagram, WhatsApp, Twitter ecc. determinano l’andamento della vita umana sul nostro pianeta, afferma con cognizione di causa J.L.

Il problema tuttavia non è costituito tanto dalla modificazione dei comportamenti in sé, quanto dall’azione “implacabile, robotica e insensata al servizio di manipolatori invisibili e algoritmi indifferenti”.

La dipendenza genera follia

La crescente dipendenza dai social, sostiene non a torto Lanier, sta trasformando profondamente i nostri comportamenti. La continua ricerca di un’interazione, peraltro solo fittizia, con i nostri cosiddetti “amici” sui social ci sta conducendo alla follia. I meccanismi che ci spingono a bramare facile consenso – i famigerati “like” di Facebook – ci stanno rendendo schiavi degli algoritmi che regolano le dinamiche dei social e del Web.

Dalla vecchia pubblicità della tv agli spot personalizzati su social e Web

Il vecchio modello pubblicitario, basato sulla produzione e trasmissione di spot televisivi validi per tutti gli spettatori, è stato rimpiazzato da più efficaci forme di pubblicità “ad personam”. Queste inseguono letteralmente gli utenti sul Web e soprattutto all’interno dei social.

Accade a tutti noi, ma ormai non vi badiamo quasi più. E l’assuefazione è un male, naturalmente, perché ci fa soggiacere alle logiche mercantili delle onnipotenti corporation. Proprio così: diveniamo soggetti passivi di un consumismo imposto in maniera subdola, strisciante e pericolosa. E non stiamo descrivendo la trama di un romanzo di William Gibson, badate bene, ma della realtà (sia pure digitale) di tutti i giorni.

Il ruolo degli investitori

Grande attenzione è posta dall’autore del saggio al ruolo, tuttora da approfondire, dei soggetti – i clienti dei social – che investono nelle inserzioni pubblicitarie. La reale identità di questi committenti non di rado, per quanto strano possa apparire, spesso resta sconosciuta agli stessi amministratori dei social.

Esiste infatti un’ampia zona grigia popolata da oscuri intermediari, a volte prestanome al soldo di potenze straniere. È accaduto con le recenti ingerenze russe nelle elezioni presidenziali USA, mediante la creazione di centinaia, forse migliaia, di profili e gruppi falsi sui social attivi allo scopo di supportare l’elezione di Trump. E pare si sia verificato qualche mese fa anche nel nostro Paese, quando si è scatenata una violenta campagna d’odio su Twitter contro il nostro Presidente della Repubblica.

Il recente, clamoroso scandalo di Cambridge Analytica ha in parte sollevato il sipario sulle pratiche minacciose messe in atto ai danni della democrazia, ma Lanier è del parere che si tratti solo della punta di un lurido iceberg.

Come porre rimedio?

Il rimedio, nonostante tutto, esiste ed è alla portata di tutti: abbandonare i social. Subito, senza rimpianti né esitazioni. Solo così potremo avere qualche speranza di riconquistare la nostra umanità vilipesa e manipolata.

Se abbiamo la possibilità di chiudere i nostri account, ripete con forza Lanier in Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social, rinunciare a farlo significa rinforzare le sbarre dell’orrenda prigione nella quale tanti utenti sono loro malgrado intrappolati:

«Il business segue i soldi, quindi noi che abbiamo possibilità di scelta abbiamo anche il potere e la responsabilità».

Lanier è dunque un luddista?

Niente affatto. Lanier non sta lanciando una guerra donchisciottesca ai danni di Google, Facebook o Twitter. Al contrario, si augura che questo stato di cose possa mutare in meglio, quando afferma:

«Tu, proprio tu, hai la responsabilità di inventare e dimostrare modi di vivere senza questa schifezza che sta distruggendo la società».

E l’unico modo per farlo, al momento, è chiudere i nostri account, al fine di capire cosa possiamo fare per risolvere questo catastrofico errore.

I social media tendono al basso

Lanier ha verificato che i social prosperano sulle manifestazioni negative e più in generale sull’aggressività degli utenti. Il motivo non è difficile da comprendere, dal momento che l’odio e la violenza verbali scatenano reazioni a catena, in una spirale vorticosa che genera contatti e traffico sui social a dismisura. E dunque più possibilità di interazioni da parte degli inserzionisti – manipolatori.

Come spiega bene J.L. in Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social, i social

tirano fuori il peggio di te, spingendoti a manifestazioni d’odio di cui non ti pensavi neppure capace; ti ingannano con una popolarità puramente illusoria; ti spacciano dopamina a suon di like, intrappolandoti nella schiavitù della dipendenza. Distorcono il tuo rapporto con la verità e degradano la tua capacità di empatia, disconnettendoti dagli altri esseri umani anche se ti senti più connesso che mai. Corrompono qualsiasi politica che ambisca a dirsi democratica e devastano qualsiasi modello economico che non sia fondato sul lavoro gratuito.

Inoltre – e questa è la cosa che ti scoccia di più, se ci pensi – si arricchiscono infinitamente vendendo tutti questi dati agli inserzionisti (che sarebbe più corretto chiamare manipolatori attivi della società e della natura umana), plasmando la tua volontà attraverso pubblicità targettizzate; e lo fanno attraverso algoritmi che spiano e registrano qualunque cosa tu faccia. I benefici che ti danno i social media non controbilanceranno mai le perdite che subisci in termini di dignità personale, felicità e libertà di scelta.

Un grido d’allarme

Il saggio di J.L. intende scuotere le nostre coscienze. Ci mostra cosa stiamo utilizzando noi, ma anche come siamo a nostra volta usati quando utilizziamo un social network. È nostro dovere riflettere sul grave danno che ci stiamo autoinfliggendo e correre ai ripari, prima che sia troppo tardi.

Dobbiamo imparare cioè a diventare gatti (!), come spiega bene Lanier nelle prime pagine del suo saggio.

Come diventare gatti

Nella divertente ma acuta introduzione al suo pamphlet Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social Lanier, prendendo spunto dalla dilagante presenza dei nostri amici felini su Internet, ci spiega che anche la società umana si divide idealmente in cani e gatti.

I primi di norma sono obbedienti, fedeli e prevedibili. Al contrario, i secondi sono autonomi e imprevedibili:

«Questo libro spiega come diventare gatti. Come restare autonomi in un mondo in cui siamo costantemente sorvegliati e sollecitati da algoritmi gestiti dalle più ricche corporation della storia, la cui unica fonte di guadagno consiste nel farsi pagare per manipolare il nostro comportamento».

In definitiva dunque Jaron Lanier vuole metterci in guardia. E direi che lo fa egregiamente: il cyber totalitarismo dominante dei social network finirà per distruggerci, se lo lasceremo dilagare impunemente. Internet certo non rappresenta il Male, ma è indubbio che vada ripensato a fondo.




Luigi Milani

 
Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Autore di due romanzi e una raccolta di racconti, ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tešanović, Processo agli Scorpioni e Nefertiti (Stampa Alternativa 2008-2009), e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). È tra i fondatori delle Edizioni XII. Vive e lavora a Roma. Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.


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