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Dora Bruder, di Patrick Modiano

 
Patrick Modiano, Dora Bruder
Patrick Modiano, Dora Bruder
Patrick Modiano, Dora Bruder

 
Scheda del libro
 

Autore: Patrick Modiano (traduzione di Francesco Bruno)
 
Titolo: Dora Bruder
 
Casa editrice: Guanda
 
Anno: 2011
 
ISBN: 9788860884879
 
Pagine: 136
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Un libro unico, il resoconto dettagliato della spasmodica volontà dell’autore di dare l’immortalità a una quindicenne che rappresenta la vita in un contesto di morte, e che non sarà più solo un nome in una lista, un fantasma senza volto né storia.

Aspetti negativi


In vari passaggi, il dettaglio delle ricerche compiute dall’autore o la sequenza di dati e date, possono rallentare la lettura o distrarre, così come gli elenchi di strade, incroci, vicoli e piazze, allontanando il coinvolgimento del lettore.


In sintesi

Dora Bruder è probabilmente il romanzo più famoso di Patrick Modiano, Nobel per la letteratura 2014 ed è un viaggio alla ricerca di una ragazza scomparsa.

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Posted mercoledì, 11 marzo 2015 by

 
La nostra recensione
 
 

Patrick Modiano, Dora Bruder

Dora Bruder, scritto dal Premio Nobel Patrick Modiano, non è un romanzo, e definirlo “libro” appare quasi riduttivo: tra queste pagine – pubblicate in Italia da Guanda – vi troviamo una vita scomparsa tra milioni di altre vite, che grazie all’autore ha finalmente nome, connotati, voce, desideri e ribellioni.

La trama di Dora Bruder di Patrick Modiano

Patrick Modiano, Dora BruderÈ per caso, che Modiano si imbatte – nei primi anni ’90 – in un vecchio numero di Paris-Soir, datato 31 dicembre 1941, il quale riporta un annuncio accorato: dei genitori cercano la loro figlia quindicenne scomparsa a Parigi durante l’Occupazione tedesca. Chissà quali e quanti annunci simili apparvero in questo e altri giornali del tempo, eppure l’ansia di questi due genitori disperati, diviene dopo tanti anni dalla pubblicazione un chiodo fisso per l’autore, che decide di saperne di più compiendo ricerche motivate da qualcosa di più profondo della semplice curiosità: la ragazzina ebrea diviene per lui ossessione, presenza costante, domande che necessitano di risposte, vuoto da colmare per restituire dignità e storia a troppi esseri umani – compreso lo stesso padre dell’autore – annientati da un mostro chiamato Auschwitz. È fuggita volontariamente, Dora? A quali sogni desiderava andare incontro? Che cosa ha provato, lasciandosi alle spalle il collegio di suore dal quale è scomparsa?

In quel gioco di memoria che impregna i libri di Modiano, si mescolano passato e presente, mentre percorriamo con lui vie, attraversiamo piazze, incroci, cerchiamo cinema e hotel dei quali non vi è più traccia neppure nella vecchia Parigi, e tracciamo la sua stessa vita mentre ricostruisce quella di Dora e della sua famiglia: le origini dei genitori, i trasferimenti, le scuole frequentate dall’adolescente, il suo carattere e l’atmosfera che respira proprio in quelle strade che lui così bene conosce. Dora fugge eludendo i controlli degli adulti, e poi riappare: dov’è stata e quali sono state le ragioni della sua “evasione”, Modiano non riesce a scoprirlo, ma ricava da questa fuga (forse d’amore?) una splendida immagine della ragazza e di ciò che la circondava in quella che suppone fosse una assolata domenica invernale, quando l’aria è frizzante e ci si sente liberi, in vacanza, immortali e vivi…

Dora dunque riappare per poi scomparire ancora e purtroppo per sempre, ingoiata dagli orrori del nazismo, ma è attraverso l’immagine della sua fuga dal collegio e dalle regole che lui ce la presenta e vuole imprimerla nella memoria, così come quando si vuole ricordare una persona cara rivestendola di audacia e vibrante voglia di vivere, nella rievocazione di qualche sua “impresa”.

La nostra recensione di Dora Bruder

Patrick Modiano, Dora Bruder

Questo libro non può lasciare indifferenti: è uno scrigno che custodisce il prezioso dono della memoria, rivela non solo le ormai più che note capacità letterarie del Premio Nobel, ma ci racconta di una grande sensibilità, di un coinvolgimento profondo, di tenacia e volontà. Egli stesso, così definisce il lavoro compiuto:

credo a un dono di veggenza dei romanzieri… e la parola “dono” non è il termine giusto, dal momento che suggerisce una sorta di superiorità. No, si tratta semplicemente di qualcosa che fa parte del mestiere: gli sforzi d’immaginazione, necessari a questo mestiere, il bisogno di fissare la mente su piccoli particolari – e questo in modo ossessivo – per non perdere il filo e non lasciarsi andare alla pigrizia.

Ricerche durate anni, acquisizione di dati e storiografia, coinvolgimento a livello personale, fanno di questo libro qualcosa di unico: grazie a Patrick Modiano, Dora non è più il vuoto, l’assenza, il nulla ammucchiato in fosse comuni, bensì una giovane ragazza che vivrà per sempre. Nel vuoto incolmabile lasciato dagli elenchi di individui trasformati in numero esorbitante di vittime del nazismo, una qualunque quindicenne ebrea ha tra queste pagine una seconda possibilità: quella di esistere al di là di quel numero, e di non essere più un fantasma senza volto.




Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.


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