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Il “non romanzo” di Giuseppe Genna: Hitler

 

 
Scheda del libro
 

Autore: Giuseppe Genna
 
Titolo: Hitler
 
Casa editrice: Mondadori
 
Anno: 2008
 
ISBN: 9788822727466
 
Pagine: 668
 
Formato: cartaceo
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Un’opera avvincente, scritta in modo superlativo.

Aspetti negativi


A volte l’autore indulge a un’eccessiva aulicità


In sintesi

Leggi il libro Hitler scritto da Giuseppe Genna e scopri perché è un ottimo lavoro anche se è da definire come non romanzo, pur essendo un romanzo storico.

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Posted sabato, 15 Giugno 2019 by

 
La nostra recensione
 
 
Giuseppe Genna, Hitler

Giuseppe Genna, Hitler

Innanzitutto: cos’è Hitler, di Giuseppe Genna? Forse la definizione di “non romanzo” è quella che più gli si addice, data la natura sfuggente e quasi sperimentale del testo. Del resto, lo stesso autore definisce Hitler “non persona”, richiamandosi alla celebre chiave di lettura del grande storico tedesco Joachim Fest.

Hitler, un azzardo riuscito

Quella di Genna è stata un’impresa ardua e certamente molto ambiziosa, da molti aspramente criticata, a mio avviso più per motivi pregiudiziali che concreti. Genna, autore di indubbio talento, oltre a godere di un affezionato seguito di lettori, è spesso bersaglio di aspre critiche a causa anche di alcune sue posizioni politiche, spesso orgogliosamente controcorrente, e di una sua connaturata vis polemica.

Eppure, per tornare alo specifico del libro, direi che l’autore è riuscito molto bene nel suo intento, ossia raccontare in chiave narrativa la biografia del dittatore nazista.

Non altrettanto può dirsi, al contrario, dell’operazione, in fondo analoga, concepita da Antonio Scurati col suo monumentale M. Il figlio del secolo, dedicato alla figura, non meno ingombrante, di Benito Mussolini.

Un romanzo storico?

A ben vedere la definizione di romanzo storico, pur adoperata da molti nel tentativo di etichettare Hitler, si addice solo in parte al libro. Perché Hitler può sì essere considerato romanzo storico, ma non solo.

A tratti infatti l’imponente volume – quasi settecento pagine – di Genna assume i connotati affascinanti del poema epico, dal quale mutua con consumata abilità toni e linguaggi. E tuttavia quella descritta da Genna è una sorta di epica al contrario, che eleva il Male e la ricerca dell’annullamento a dis-valori universali.

In questo contesto “epico” s’inseriscono bene i frequenti riferimenti mitologici: il terribile lupo Fenrir della mitologia nordeuropea, nunzio apocalittico della fine del mondo, ad esempio. Tali richiami epici, molto riusciti e accattivanti da un punto di vista prettamente narrativo, non hanno però mancato di sollevare le inevitabili critiche dei puristi del romanzo storico o della biografia di stampo tradizionale.

Un’opera di grande valore, ma…

Il mio giudizio su Hitler di Giuseppe Genna è, insomma, di segno largamente positivo. E tuttavia, se una critica sento di poter muovere all’opera, è il ricorso, a volte un po’ troppo retorico o scopertamente strumentale, a un linguaggio e a una forma forse troppo aulici.

Si tratta di una precisa scelta stilistica dell’autore, teso alla drammatizzazione estrema della narrazione, ma che, a causa della sua frequente iterazione, può indurre nel lettore un po’ di fatica, lasciandogli la spiacevole sensazione di artificiosità.




Luigi Milani

 
Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Autore di due romanzi e una raccolta di racconti, ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tešanović, Processo agli Scorpioni e Nefertiti (Stampa Alternativa 2008-2009), e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). È tra i fondatori delle Edizioni XII. Vive e lavora a Roma. Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.


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