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I due Hotel Francfort, di David Leavitt

 
David Leavitt, I due Hotel Francfort
David Leavitt, I due Hotel Francfort
David Leavitt, I due Hotel Francfort

 
Scheda del libro
 

Autore: David Leavitt (traduzione di Delfina Vezzoli)
 
Titolo: I due Hotel Francfort
 
Casa editrice: Mondadori
 
Anno: 2015
 
ISBN: 9788804652342
 
Pagine: 247
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


La narrazione fluida che permette di muoversi tra le strade di Lisbona con i protagonisti

Aspetti negativi


A volte alcune riflessioni di Pete Winters sono troppo lunghe e rischiano di diventare noiose


In sintesi

David Leavitt ne I due Hotel Francfort ci racconta il destino di quattro persone bloccate a Lisbona nel giugno del 1940, in attesa di tornare negli USA.

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Posted 28 Settembre 2015 by

 
La nostra recensione
 
 

David Leavitt, I due Hotel FrancfortI due Hotel Francfort è il titolo del nuovo romanzo di David Leavitt che torna in libreria dopo un silenzio di qualche anno (il suo ultimo romanzo prima di questo è stato Il matematico indiano ed è del 2007). Fin dal titolo Leavitt sembra invitarci a non guardare in un solo modo la storia che racconta: a Lisbona, infatti, c’erano due hotel con lo stesso nome, Francfort (il perché di questa curiosa situazione è spiegata nelle pagine del romanzo) e l’autore li usa come sfondo della sua storia per mostrare una realtà che può essere letta in altri modi, almeno due.

Ospiti de I due hotel Francfort sono due doppie: Julia e Pete Winters ed Edward e Iris Freleng che si ritrovano a Lisbona, nel giugno del 1940, per imbarcarsi sulla SS Manhattan e far ritorno in America prima che la furia di Hitler si abbatta sull’Europa. I primi due sono americani molto per bene che provengono da Parigi, dove lui vendeva auto; gli altri due sono anche loro americani e vivono grazie alle ricchezze familiari percorrendo in lungo e in largo l’Europa.

Ma, a quanto sembra, il desiderio di partire e tornare nella patria da cui si sono allontanati volontariamente è ben fievole e sembra prevalere la voglia di restare in Europa. Non per tutti e quattro e non contemporaneamente. Le due coppie si conoscono per puro caso (a Pete cadono gli occhiali a terra e proprio in quel momento Edward si trova a passare da quelle parti e li rompe calpestandoli) ma poi i loro destini sembrano intrecciarsi a tal punto da formare un’unica, inestricabile storia. Tra Edward e Peter scoppia l’amore, o forse solo la passione, e vivono la loro relazione (la “situazione” come la definiscono i protagonisti) in maniera clandestina, com’è ovvio che sia nell’Europa degli anni Quaranta e, soprattutto, per due uomini sposati. Ma siamo del tutto sicuri che le mogli, poi, non si accorgano di niente?

Sia chiaro, però: I due hotel Francfort non è la storia d’amore tra due uomini ambientata in Portogallo agli inizi della seconda Guerra Mondiale. Come dicevamo, la dualità del titolo, fa sì che la storia, anzi le storie, raccontate da Leavitt siano molte e le chiavi di lettura per tutto il libro siano molte e diverse tra loro: dal fare i conti con il proprio passato al voler vivere in un’illusione di presente, da cosa lega effettivamente le persone tra di loro a quanto la scrittura possa essere uno strumento di guarigione (e a tal proposito ho trovato geniale il fatto che Leavitt fa criticare a uno dei personaggi i classici consigli su come scrivere un bestseller che troviamo in tutte le salse in ogni dove: qui la lista è Le dieci regole che lo scrittore principiante dovrebbe seguire).




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.


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