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I giorni della cagna, di Daniele Autieri

 
Daniele Autieri, I giorni della cagna
Daniele Autieri, I giorni della cagna
Daniele Autieri, I giorni della cagna

 
Scheda del libro
 

Autore: Daniele Autieri
 
Titolo: I giorni della cagna. La presa di Roma
 
Casa editrice: Rizzoli
 
Anno: 2016
 
ISBN: 9788817085755
 
Pagine: 489
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Autieri sa come raccontare. Sa bene come costruire personaggi coerenti, ben delineati, e sa come mantenere il giusto ritmo tra pagine e pagine sporche di desideri malsani, bramosia di denaro e di potere. Inoltre ci inchioda in dialoghi che esprimono al meglio la realtà e il carattere degli uomini e delle donne che si avvicendano in questa storia.

Aspetti negativi


Sono oramai tanti i romanzi che raccontano di malavita, organizzazioni criminali, droga, riciclaggio, uomini di governo corrotti, ovvero di tutto il marciume che impregna il nostro paese. Dunque questo è un libro destinato solo a chi ancora non si sente stanco della realtà e ama anche leggerne.


In sintesi

Ne I giorni della cagna. La presa di Roma Daniele Autieri costruisce personaggi coerenti e mantiene il ritmo giusto a ogni pagina.

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Posted 6 Maggio 2016 by

 
La nostra recensione
 
 
Daniele Autieri, I giorni della cagna

Daniele Autieri, I giorni della cagna

I giorni della cagna. La presa di Roma, di Daniele Autieri scrittore e giornalista de La Repubblica, è sì un romanzo, ma non si discosta poi tanto dalla realtà che ci circonda. In fondo, Autieri è abituato a raccontare la verità e lo ha fatto anche in pubblicazioni precedenti, non solo nei suoi articoli. Verità scomode, e in questo caso romanzate, ma pur sempre legate al mondo che si muove fuori dalle pagine di un libro, e che fin troppo spesso necessiterebbe di grande pulizia.

Ne I giorni della cagna, Rizzoli Editore, tutto ha inizio il 25 giugno 2005, quando Claudio, romano, dopo aver concluso a Caracas quello che crede un ottimo affare, naufraga senza neppure sapere come sia successo! Il Monarca, la sua imbarcazione di dodici metri, spiaggiata come una zattera qualunque, lui tumefatto e stordito, riverso sulla sabbia, e il prezioso carico – ovvero dieci chili di cocaina da piazzare nella Capitale – scomparso nel nulla. A chi rivolgersi, se non al suo amico Max? E Max lo aiuta, certo, ma non solo per amicizia…

Che sia questa, l’occasione da prendere al volo? si domanda intrigato, dopo la telefonata dell’amico.

Ha quarantatré anni e non ha ancora svoltato. Il padre ammiraglio della Marina, la madre casalinga e lui figlio unico di una normalissima famiglia borghese. L’adolescenza da velista professionista prometteva bene: le sfide, le coppe, le regate transoceaniche. Una meteora che precipita prima del previsto. Superati i trenta il lavoro ha cominciato ad andare e venire: un’esperienza da agente immobiliare, un solarium in società, e un piccolo giro di spaccio tra gli amici di Fregene che gli permette di entrare nei giri giusti e di arrivare a fine mese senza troppa fatica. Ecco la storia di Max.

Dieci chili di coca in una barca che potrebbe contenerne trecentocinquanta senza problemi: si chiama svolta. Diventare qualcuno saltando ogni gerarchia criminale. E avere soldi, tanti soldi…

Da quel momento, la vita del lettore si affolla di personaggi che divengono parte di un puzzle: Vento, il Sultano, il Pitbull, Dracula, Franky, il Papa Nero, lo Zio, i boss e i gregari, belle donne, e “Camorra, ’ndrangheta, mafia, preti, e ancora: cani sciolti disposti a tutto pur di diventare Scarface. Se la stanno mangiando un pezzo alla volta, questa città”.

Ma, in cima a tutto, persone insospettabili, quasi venerate, e comunque intoccabili. Persone che hanno addirittura potere di vita e di morte sugli altri, e dalle quali non siamo preparati né educati a difenderci. Perché “ci hanno insegnato a difenderci dai demoni, ma nessuno sa come proteggersi dai santi.”

Autieri sa come raccontare. Sa bene come costruire personaggi coerenti, ben delineati, e sa come mantenere il giusto ritmo tra pagine e pagine sporche di desideri malsani, bramosia di denaro e di potere. E ci inchioda in dialoghi che esprimono al meglio la realtà e il carattere degli uomini e delle donne che si avvicendano in questa storia.

«…il denaro si consuma, il potere invece si moltiplica, e io sono solo un po’ ammaccato».
«E chi non lo è? Siamo tutti in prestito. Le uniche cose che possediamo sono le nostre paure e i nostri dolori. Il resto ci sarà portato via insieme alla vita.»

Il vero attentato a una società civile, avviene quando i cani sciolti si uniscono in branco e insieme cominciano a mangiare, divorando ogni più piccola porzione residua di giustizia e onestà.

Volete sapere veramente chi si è mangiato Roma? Allora cominciate con i politici, affamati fin da quando attaccavano manifesti ai circoli di quartiere; continua con i funzionari pubblici, avidi e insaziabili; le guardie, frustrate e corrotte fino al midollo; i giudici, che si credono delle divinità, ma poi si lasciano comprare con due spicci. A Roma, amico mio, chiunque abbia qualcosa da vendere la mette sul banco e contratta. E ricorda: solo chi ha in mano il potere ha qualcosa da vendere.

È davvero un romanzo, questo? O è un’analisi lucida e spietata della realtà?

Eppure, in tutto questo marciume, c’è ancora qualcuno che desidera riprendere in mano la sua vita. Diventare di nuovo una persona, così come nella vita reale accade. Claudio, nei suoi limiti e nelle sue debolezze, nel suo lato oscuro e “sbagliato”, finirà per piacerci. Molto meno ci piacerà rispondere a una domanda che resterà impressa in noi anche dopo l’ultima pagina del romanzo: il senso della vita è davvero soltanto soddisfare la fame?




Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.


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