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Il genio dell’abbandono, di Wanda Marasco

 
Wanda Marasco, Il genio dell'abbandono
Wanda Marasco, Il genio dell'abbandono
Wanda Marasco, Il genio dell'abbandono

 
Scheda del libro
 

Autore: Wanda Marasco
 
Titolo: Il genio dell'abbandono
 
Casa editrice: Neri Pozza
 
Anno: 2015
 
ISBN: 9788854508002
 
Pagine: 352
 
Formato: cartaceo, eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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4 total ratings

 

Aspetti positivi


La storia accattivante, ben ricostruita e narrata

Aspetti negativi


Lo stile che forse a volte risulta troppo ricercato


In sintesi

“Il genio dell’abbandono” è un romanzo di Wanda Marasco che racconta la vita di Vincenzo Gemito, il più grande scultore italiano fra Otto e Novecento.

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Posted 6 Maggio 2015 by

 
La nostra recensione
 
 

Wanda Marasco, Il genio dell'abbandonoVincenzo Gemito, ricordato come uno dei più interessanti artisti del periodo a cavallo fra il XIX e il XX secolo, visse un’esistenza drammatica che lo condusse dalle plebi più misere della sua città, Napoli, agli ambienti alto borghesi in cui si affermò come artista dotato e originale, che tuttavia non mancarono di colpirlo per sue rappresentazioni di giovinetti ritratti senza vestiti in pose solo in apparenza innocenti, ma che, a ben vedere, evidenziano la sottile vena erotica dell’autore.

Con una pregevole attenzione al particolare, al piccolo, al fremito, Wanda Marasco ne Il genio dell’abbandono si dedica a ricostruire la passionalità incontenibile di Vincenzo Gemito che sarà capace di imprimere una forza fra l’eroico e l’erotico ai suoi bozzetti e alla sculture dedicate e ispirate ai giovani scugnizzi che per pochi soldi l’artista portava nel suo studio, come ricorda anche Salvatore Di Giacomo, suo estimatore: «Gli adolescenti popolani ch’egli, per il premio di pochi soldi al giorno, conduceva “nel suo studio” offrivano all’impasto mirabile della sua cera e della sua creta magnifici brani di nudità, riarsa dal nostro sole ardente e intinta come nel colore del bronzo. La sveltezza delle membra piegava quei corpi efebici in una singolare grazia di forma».

La Napoli di Vincenzo Gemito è una città di plebi straccione e di salotti eleganti di respiro europeo, di manicomi maleodoranti e di straordinaria forza vitale, quell’energia che non si esprime, ma che si percepisce, si respira.

Il genio dell’abbandono si immerge nella vita dell’artista ritraendone ogni aspetto, delineando estro e follia di una personalità tanto vigorosa quanto fragile e dolente. Lo stile della scrittrice seduce con il magmatico connubio fra lingua e dialetto, ma, a mio parere, alla lunga, mette a dura prova il lettore, soprattutto se ha poca dimestichezza con il napoletano del secolo scorso. Il risultato è, in ogni caso, raffinato e perfettamente calato nell’ambiente di cui è espressione e colore. Un libro avvincente, sebbene a tratti viri verso un sottile autocompiacimento.




Natale Fioretto

 
Natale Fioretto è docente di lingua italiana e di traduzione dal russo presso l’Università per Stranieri di Perugia. Si occupa da anni di metodologia dell’insegnamento della lingua italiana come L2. È appassionato di Valdo di Lione e Francesco d’Assisi.


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