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Il pescatore di tempo, di Michele Marziani

 
Michele Marziani, Il pescatore di tempo
Michele Marziani, Il pescatore di tempo
Michele Marziani, Il pescatore di tempo

 
Scheda del libro
 

Autore: Michele Marziani
 
Titolo: Il pescatore di tempo. Piccole storie di pesca in acque dolci
 
Casa editrice: Ediciclo
 
Anno: 2016
 
ISBN: 978-88-6549-173-7
 
Pagine: 96
 
Formato: cartaceo
 
Genere: , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Una narrazione ricca di suggestioni, la capacità indiscussa di usare le parole per mostrare un dipinto alla mente del lettore. Un modo originale e avvolgente di raccontare di una passione ma anche un percorso di crescita.

Aspetti negativi


Potrebbe essere considerato un libro per pochi intimi, ovvero per coloro che riescono a lasciarsi lambire dalle acque dolci di una passione come quella raccontata.


In sintesi

Il pescatore di tempo è un libro di Michele Marziani (Ediciclo) il cui sottotitolo illustra bene il contenuto: piccole storie di pesca in acque dolci

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Posted lunedì, 11 Aprile 2016 by

 
La nostra recensione
 
 
Michele Marziani, Il pescatore di tempo

Michele Marziani, Il pescatore di tempo. Piccole storie di pesca in acque dolci

Il pescatore di tempo, pubblicato da Ediciclo Editore per la collana della Piccola filosofia di viaggio, è il nuovo libro di Michele Marziani, autore che più volte abbiamo recensito – sempre positivamente – in queste pagine.

Piccole storie di pesca in acque dolci, è il sottotitolo che già ci anticipa il contenuto del prezioso scrigno che Marziani ci regala. Aprendolo, fin dalle prime righe ci avvolge un’atmosfera intima, quasi fossimo in compagnia di un amico che si consegna a noi, sebbene raccontandosi in terza persona. Un amico che ci spiega che cosa sia realmente per lui la pesca, mostrandoci la prima canna con le ghiere in ottone, ricordando con tenerezza affettuosa il libretto azzurro telato della prima licenza, e rivivendo con noi la giovinezza.

Quanto dura? Ebbene, potrebbe essere eterna, accompagnarci per sempre, se solo lo volessimo davvero. E lui, il ragazzo pescatore, lo vuole eccome. Diventa uomo con l’odore d’acqua dolce nelle narici ma poi scopre che per mantenerlo intatto – quell’odore – per conservare la purezza vissuta nelle albe, tra gli oggetti che costruiscono piccoli riti, avvolti da colori suoni e profumi, bisogna restare in qualche modo dei ragazzi, mantenere intatta anche la capacità di vedere e sentire di un tempo.

Il tempo della poesia che regalano i laghi, i torrenti, i fiumi, il vento, le zanzare (sì, le zanzare), i campi, le montagne, i canali o le foci, le erbe acquatiche e loro: i pesci.

Si diventa pescatori per questo, probabilmente, perché si prova a risolvere un enigma che non ha soluzione: per entrare nel mondo che sta sott’acqua vai a caccia dei suoi abitanti. E questi abitanti con le pinne, furbissimi e colorati, diventano la tua Moby Dick, la tua ossessione. Più ti innamori di quel mondo, più ti rendi conto della contraddizione: catturi, spesso uccidi, l’oggetto del tuo desiderio. Vivi e risolvi dentro te stesso il dilemma dell’amore e della morte. Non troverai mai una risposta.

Ritorna ragazzo, il nostro protagonista, in cerca di trote e trasgredendo alle logiche adulte, perché “trasgredire è meglio che pentirsi”.

Ne Il pescatore di tempo Marziani ci apre la mente a una visione della pesca che già si trova in altri suoi libri ma che continua ad ammaliare perché raccontata con armonia di parole e di sensazioni. Nell’intimo percorso compiuto dal ragazzo, poi dall’uomo, e ancora dall’uomo che ritorna ragazzo, condividiamo letture, frasi, citazioni, immagini di fiumi lontani o di luoghi mai visti seppur vicini, e le specie di pesci, i sistemi di pesca, riflessioni su estinzione e inquinamento…

Ci colpisce particolarmente una visione più profonda della pesca, che si allarga a un concetto di uguaglianza: nessuna classe sociale, nessuna differenza, solo persone senza storia e con in mano una canna da pesca; chi cattura il pesce più grosso è l’eroe, è lui colui che verrà ammirato, invidiato, festeggiato, raccontato.

Che cosa è dunque, per Michele Marziani, andare a pesca?

È correre verso il torrente nella neve, in certe aperture nel cuore dell’inverno, per vedere la riga grigia, azzurra, dell’acqua gelida e trasparente snodarsi sinuosa, serpente tra le pietre gelate. È sentire le lacrime del freddo farsi ghiaccio sulla prima peluria adolescente, su quei baffi che ti ostini a non tagliare. È guardare il fumo, il vapore, uscire dalla bocca mentre si scruta il luogo della trota e gli alberi grondano di neve.

Questo, ma anche molto altro al di fuori di questo, è ciò che l’autore sa esprimere con immagini create dalle giuste parole, dalla nostalgia, dalla passione e dalla cura di una narrazione come sempre perfetta e ricca di suggestioni.

La canna uno strumento, l’ambientazione una magia, la trota una regina. E allora “Forse non era la pesca la grande avventura dell’uomo? No, la grande avventura era tornare ragazzo.”

Si cresce per comprendere che sarebbe meglio non crescere troppo.




Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.


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