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Il sogno di mia madre di Alice Munro, Nobel letteratura 2013

 
Alice Munro, Il sogno di mia madre
Alice Munro, Il sogno di mia madre
Alice Munro, Il sogno di mia madre

 
Scheda del libro
 

Autore: Alice Munro (traduzione di Susanna Basso)
 
Titolo: Il sogno di mia madre
 
Casa editrice: Einaudi
 
Anno: 2005
 
ISBN: 9788806175153
 
Pagine: 366
 
Formato: cartaceo
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Oltre alle trame interessanti, che caratterizzano ogni singolo racconto, è la scrittura a catturare l'attenzione. Ogni parola sembra ricercata e incasellata creando un equilibrio perfetto. Come un opera d'arte pittorica ogni singola parte dona la vita un tutto incredibile.

Aspetti negativi


Non ne ho riscontrati.


In sintesi

“Il sogno di mia madre” di Alice Munro, Premio Nobel per la letteratura 2013, è un capolavoro. Inutile girarci attorno.

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Posted 19 Novembre 2013 by

 
La nostra recensione
 
 

Alice Munro, Il sogno di mia madreL’aspetto, a mio avviso, più gradevole dei racconti di Alice Munro è la sottile ironia con cui riesce a descrivere tragedie umane, dalla morte, al tradimento, alla stupidità (la tragedia maggiore); ironia condita con un distacco inusuale, come se le vicende narrate non le appartenessero, fatto impossibile data l’enorme qualità di dettagli che ci fornisce.

Il sogno di mia madre è un capolavoro. Inutile girarci attorno; avevo paura di ritrovare convinte femministe nell’atto di smantellare ogni ricordo passato e presente, e invece ho accolto con piacere ogni sfumatura, femminile e maschile.

Ovviamente non mancano le brutture – Alice Munro è realista non certo utopica – ma fanno parte della vita e rientrano con orgoglio in ogni racconto, quasi a pretendere il loro posto. Le brutture dell’essere umano, giovane, maturo o vecchio che sia, vengono addolcite dall’autrice attraverso un uso gentile della parola. Talmente gentile da accendere il sospetto del lettore. Come le vecchiette furbe, quelle che fingono di non dirti le cose e invece riescono perfettamente a infilare il dubbio, tanto che, alla fine, ti ritrovi a ridere della loro astuzia.

I racconti appaiono illuminati sul palcoscenico per poi uscire di scena, senza rumore eccessivo. L’impressione è che la Munro desideri raccontare quel fatto, quel dettaglio, per poi scivolare via dalla vita dei suoi protagonisti senza disturbare oltre. Con grazia. Ma, riuscendo sempre a sottolineare alcuni aspetti, non li cela, non li modifica, li porta in superficie, sarà il lettore, poi, a decidere se sono dettagli importanti o meno. Lei, il suo dovere, l’ha compiuto.

Ne Il sogno di mia madre troviamo la donna figlia, madre, moglie, abbandonata o che si lascia andare; la santa, la finta femminista che asseconda il volere culturale del marito per poi ritrovarsi vedova non certa della morte; la vecchia arrabbiata e la giovane sognatrice. Nonostante i fatti descritti appartengano a anni lontano da me, mi sono ritrovata in molte donne, in molti atteggiamenti.

 Deve smetterla: smettere di pensare e di volere, per acconsentire allo sprofondamento della propria coscienza che andrà sommersa in quella di lui. Come le canne ondeggianti sotto il pelo dell’acqua, che sono vive ma non salgono mai in superficie. È così che la sua natura di donna dovrà vivere dentro quella maschile di lui. Solo così lei sarà felice e lui forte e appagato. Solo così potranno dire di aver concluso un autentico matrimonio.

Kath dice che secondo lei tutto questo è cretino.

Giacarta | Il sogno di mia madre

 Parole gentili, affusolate, come una carezza del vento usate per stordirti, portati lontano; poi ,parole dure, dirette, immediate per ricondurti alla realtà

La fatica di mettere al mondo, nutrire e crescere un figlio viene descritta abilmente, senza nascondere nulla, senza perdersi nella naturale gioia di essere madre, per soffermarsi su ciò che ogni donna deve, a volte con piacere altre con sofferenza, abbandonare per occuparsi di un figlio. Non è affatto così semplice e mieloso come troppo spesso ci viene descritto, non sono tutti sorrisi e sospiri d’amore. È un salto, un cambiamento enorme, e anche oggi, nonostante l’evolversi del lavoro (che per certi versi rischia di tornare indietro, travolgendo i traguardi ottenuti con fatica), la nascita è ancora un ostacolo per il lavoro della donna. Esserne consapevoli non crea cattive madri.

Alice Munro
Il sogno di mia madre
traduzione di Susanna Basso
ISBN 9788806175153
pp 366, euro 12




Anna Fogarolo

 
Fotogiornalista per le maggiori testate italiane come Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, Gente, Oggi, Focus... Dal 2009 sposta la sua attenzione sulle nuove tecnologie iniziando la carriera di Web content e blogger per alcuni noti portali e Network, successivamente si specializza come Social Media Manager. Attualmente: consulenza di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR per le Edizioni Centro Studi Erikson.


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