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«Il venditore di metafore», di Salvatore Niffoi

 
Salvatore Niffoi, Il venditore di metafore
Salvatore Niffoi, Il venditore di metafore
Salvatore Niffoi, Il venditore di metafore

 
Scheda del libro
 

Autore: Salvatore Niffoi
 
Titolo: Il venditore di metafore
 
Casa editrice: Giunti
 
Anno: 2017
 
ISBN: 9788809849174
 
Pagine: 192
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Uno stile unico, la capacità di giocare con una efficace mescolanza tra sardo e italiano, suggestive ambientazioni.

Aspetti negativi


Il romanzo risulta in realtà una raccolta di racconti che potrebbero esser letti singolarmente, poiché il collegamento tra loro appare spesso fragile, e non riesce a costruire del tutto un’unica storia.


In sintesi

«Il venditore di metafore» è un romanzo di Salvatore Niffoi che mette insieme varie storie ambientate nella sua amata Sardegna.

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Posted lunedì, 19 febbraio 2018 by

 
La nostra recensione
 
 
Salvatore Niffoi, Il venditore di metafore

Salvatore Niffoi, Il venditore di metafore

Il venditore di metafore, pubblicato da Giunti Editore, è un libro di Salvatore Niffoi, uno degli scrittori più apprezzati e popolari della «Nuova Letteratura Sarda» e Premio Campiello del 2006.

Ancora una volta, Niffoi, impregna le pagine di odori, suoni, versi d’animali, mostrandoci le ambientazioni con tale efficacia da farci sentire parte di esse. E così ci ritroviamo avvolti o strattonati dal vento che si abbatte sulle rocce granitiche, o respiriamo il profumo del lentischio, mentre osserviamo il muoversi e vivere di personaggi che non tutti i giorni capita di incontrare.

Insoliti incontri ne «Il venditore di metafore»

Il bambino misterioso

Il contastorie Agapitu nasce in un pomeriggio d’aprile, «quando il vento sapeva di rabbia e di sale» non si sa bene da quali genitori sebbene qualcuno lo voglia figlio di due amanti segreti. Bambino misterioso questo, che nasce a Thilipirches, un paese in cui si poteva nascere anche senza nome e nessuno ci avrebbe trovato niente di strano, ma poi un nome lo si doveva avere per forza, anche a costo di rubarlo. Quando oramai era grande e grosso, fu soprannominato dal suo grande amico, «Matoforu». Un contadino strano, Matoforu, che pur restando in mezzo ai buoi conosceva a memoria i versi di Omero, Virgilio, Dante…

Un paese che non legge, non sa ridere

Gli piaceva raccontar storie e, Mataforu, di storie ne conosceva tante!

«Ricordati che un paese che non legge storie è un paese che non ride, un paese cieco, morto!»

E allora perché non insegnare a ridere più e più paesi? Perché non vagare di territorio in territorio, nella sua Sardegna, a regalare storie in un cammino che storia diventa, e nel frattempo non stare anche ad ascoltarne? Tutti hanno qualcosa, là nella memoria o nel presente, che valga la pena essere raccontato, dopotutto, e il venditore di metafore lo sa bene.

Un romanzo che è un otre da cui abbeverarsi

Dottor Mitreddu Branca, primario del reparto psichiatrico dell’ospedale di Noroddile, sogna d’essere colui che racconta, che bussa alla porta di tutti per tre volte e con le sue parole fa sì che volti, storie, luoghi, incontri, non vadano perduti e si trasformino in memoria collettiva. E così è lui che scrive e racconta di chi queste cose sapeva farle bene: Matoforu, il venditore di metafore. Lui sì che ne conosceva, di storie! Ne aveva per tutti, grandi e piccini, e di storie questo libro è pieno come un otre che appena aperto profuma e lascia andare tutto ciò che contiene, affinché tutti possano abbeverarsene: amori, beghe, rancori, guarigioni miracolose, amicizie, versi poetici o crude espressioni che a tratti quasi schiaffeggiano il lettore.

Una lingua che è mescolanza

Tanti sono i nomi, bizzarri e insoliti come i soprannomi, e le piccole grandi vicende quotidiane a cui appartengono si tramutano nei singoli racconti che compongono il romanzo Il venditore di metafore.

Ambientazione che riporta all’incanto selvaggio di un’antica terra – la Sardegna – e narrazione densa di una mescolanza tra sardo e italiano, certo, ma condito anche di termini che gli abitanti di questo libro coniano, ne fanno uno stile unico… Miagolare a perdiscione, strumpare, isperdere, thraccare: li avevate mai sentiti? Eppure non sarà difficile comprenderne il senso o il significato, tanto da giungere alla conclusione che sinonimi presenti nel vocabolario e dunque appartenenti alla lingua italiana, non sarebbero stati così efficaci.

C’era una volta… il venditore di metafore

Salvatore Niffoi è parte di quelle rocce granitiche di cui parla, e di quel vento salato che tanto bene conosce. Vive in Barbagia e tanta Barbagia riconosciamo nelle ambientazioni, ma non solo. Una terra che vanta millenni di storia, caratterizzata da rudezza ma anche da generosità, da asprezza ma anche da calore, non può non contenere nel suo grembo, tanti «c’era una volta».




Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.


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