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In fuga, di Alice Munro. La storia di Juliet

 
Alice Munro, In fuga
Alice Munro, In fuga
Alice Munro, In fuga

 
Scheda del libro
 

Autore: Alice Munro (traduzione di Susanna Basso)
 
Titolo: In fuga
 
Casa editrice: Einaudi
 
Anno: 2006
 
ISBN: 9788806180737
 
Pagine: 316
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


L'unica raccolta con tre racconti che compongono la storia di una intera vita, quella di Juliet. Un respiro più ampio e la scoperta dei paesaggi canadesi più estremi.

Aspetti negativi


Molte, in questo libro, le storie di legami familiari, filiali, di coppia. Uno sguardo penetrante e impietoso. Poco adatto a chi ha bisogno di un po' di ottimismo e speranza.


In sintesi

“In fuga” è una delle raccolte più famose di Alice Munro perché tre dei suoi racconti costituiscono un corpo unico e raccontano la parabola di una vita intera.

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Posted 5 Novembre 2013 by

 
La nostra recensione
 
 

Alice Munro, In fuga

In fuga è una delle raccolte più famose di Alice Munro perché tre dei suoi racconti costituiscono un corpo unico. Fatalità, Fra poco e Silenzio, raccontano la parabola di una vita intera, quella di Juliet, studentessa brillante di greco e latino, proveniente da una famiglia all’apparenza “graziosa”.

Pur vivendo in una piccola cittadina, Juliet ha respirato in famiglia un’aria diversa. Il padre insegnante e la madre bella e svagata le hanno involontariamente mostrato che un altro modo di vivere è possibile. Questi almeno sono i suoi ricordi, mentre viaggia per andare a trovare Eric, un uomo sposato, conosciuto durante uno stranissimo viaggio in treno (momento narrativo particolare anche per la descrizione del paesaggio canadese). Innamorata di lui, resterà nella sua casa cambiando quasi radicalmente i propri progetti.

I professori l’adoravano – di questi tempi erano grati a chiunque scegliesse di studiare lingue classiche, specie poi se così dotato, ma si preoccupavano, anche. Il fatto è che Juliet era una femmina. Se si fosse sposata, eventualità possibile, considerando che non era brutta, per essere una borsista, nient’affatto brutta, avrebbe sprecato tutta la sua fatica e la loro, mentre in caso contrario era probabilmente destinata a diventare depressa e introversa, vedendosi passare avanti i maschi (che avevano più bisogno di fare carriera, dovendo mantenere una famiglia).

(da Fatalità)

Durante il viaggio di ritorno a casa, per far passare del tempo insieme a sua figlia Penelope e ai suoi nonni, Juliet scoprirà che i suoi ricordi non coincidono con la realtà. Che sua madre, affascinante, è in realtà una figurina problematica, da sempre protetta e coperta dal marito.

Scoprirà che suo padre, apparentemente anticonformista, si vergogna del suo non essere sposata con Eric e cerca di vivere i rapporti con il prossimo in base alle classiche convenzioni di una piccola e provinciale cittadina.

Juliet ripulì il passeggino, e Penelope, e se stessa, e si avviò a piedi verso il paese. Aveva la scusa ce le serviva una marca speciale di sapone neutro disinfettante con cui lavare i pannolini […] Ma aveva anche altre ragioni, irresistibili sebbene imbarazzanti. […] E ora eccola qui, riscattata. Come ogni altra giovane donna, a spasso col suo bambino. Preoccupata del sapone per pannolini. E poi la sua non era una neonata qualunque. Era figlia dell’amore.

(da Fra poco)

Negli anni seguenti, sganciatasi dal ricordo della sua famiglia, la sua vita cambierà radicalmente e si ritroverà a fare carriera in televisione. Scoprirà anche di non aver voluto vedere davvero Eric e si rassegnerà alla scomparsa volontaria di Penelope che, chiudendo il cerchio, si da alla fuga per poter sopravvivere.

Non c’era ragione di preoccuparsi, niente da stare ad aspettare, riguardo a Penelope. Penelope non era un fantasma, era al sicuro, per quanto chiunque possa esserlo, e probabilmente era felice, per quanto chiunque possa esserlo.

(da Silenzio)

La storia di Juliet è attraversata da temi complessi: il ruolo della donna nella società; i legami famigliari (leiv motiv di tutta la raccolta); il passaggio da testimone da madre a figlia; l’emancipazione dalle figure genitoriali; l’evoluzione dei rapporti di coppia. Potete quindi leggere e rileggere la trilogia nel tempo, trovandovi ogni volta spunti e significati diversi (sarebbe bello avere il tempo di parlare delle figure maschili che punteggiano la storia, ad esempio).

Il senso di inquietudine e paura, incombente nella trilogia, è incisivo perché non dipende da fattori estranei alla realtà, ma dal carattere, dalle scelte, dall’insofferenza e dalla noncuranza dei personaggi che la compongono. Quasi eternamente distaccata da sé stessa, Juliet dovrà, per crescere, allontanarsi da sua madre. Ma il suo non sarà un distacco costruttivo. Perderà così anche sua figlia e si ritroverà al punto di partenza, immersa in ricerche e mondi distanti anni luce dal proprio spazio/tempo.

Nei racconti di Alice Munro, come ripeto spesso, non ci sono finali che, nel bene e nel male, ci lasciano soddisfatti. Nella vita è impossibile che esistano. Quello che però reca dolore e smarrimento nel cuore del lettore è spesso il lasciarsi vivere dei suoi personaggi, questa sorta di inconsapevolezza costante del sé e delle conseguenze delle proprie azioni che spesso mi hanno riportata direttamente da Hannah Arendt e alla sua banalità del male.

Alice Munro
In fuga
traduzione di Susanna Basso
Einaudi, 2006
ISBN 9788806180737
pp. 316, euro 12,00
disponibile anche in eBook a euro 6,99




Mariantonietta Barbara

 
Autrice per il web, scrittrice, editor. Ha collaborato con diverse testate nazionali di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.


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