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Incidente notturno, di Patrick Modiano

 
Patrick Modiano, Incidente notturno
Patrick Modiano, Incidente notturno
Patrick Modiano, Incidente notturno

 
Scheda del libro
 

Autore: Patrick Modiano (traduzione di Emanuelle Caillat)
 
Titolo: Incidente notturno
 
Casa editrice: Einaudi
 
Anno: 2016
 
ISBN: 978-88-06-22936-8
 
Pagine: 115
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


La capacità di perdersi nei meandri dei ricordi e di ricongiungere fili che sembrano non avere nulla in comune

Aspetti negativi


La ripetitività dei temi di Patrick Modiano potrebbe annoiare


In sintesi

Incidente notturno è il titolo di un romanzo di Patrick Modiano, Nobel per la letteratura 2014, che parte da un incidente avvenuto a Parigi una sera.

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Posted martedì, 2 Febbraio 2016 by

 
La nostra recensione
 
 

Patrick Modiano, Incidente notturnoIncidente notturno è un romanzo di Patrick Modiano, Nobel per la letteratura nel 2014, pubblicato in Francia nel 2003 e ora in Italia da Einaudi con la traduzione di Emanuelle Caillat. Il romanzo tocca i temi cari di Patrick Modiano – la ricerca di qualcuno, seguendo i frammenti e le strade di Parigi – ma forse, a mio avviso, è un testo che più di altri spiega le motivazioni che spingono lo scrittore francese a ripetere nei suoi libri uno schema spesso simile.

Partiamo dalla storia raccontata in Incidente notturno. Una sera a Parigi, il protagonista della storia viene investito da una Fiat verde acqua, guidata da una donna. Entrambe le persone sono portate in ospedale, poi le loro strade si separano. Il nostro, però, ha come l’impressione di aver già visto da qualche parte la donna che lo ha investito e così inizia a tessere i fili della memoria, annodando ricordi e situazioni per cercare di ritrovare la misteriosa donna e verificare se effettivamente è quella che lui sta cercando. In sintesi questa è la trama del romanzo. Ma in Incidente notturno c’è di più, come dicevo. Sembra quasi che Patrick Modiano in questo libro voglia spiegare il perché di questa sua ossessione nel costruire le sue storie come cammini dietro le ombre della memoria.

È lo stesso Patrick Modiano a lasciare indizi di questa sua filosofia in Incidente notturno. Anzitutto, perché lasciarsi ossessionare da una persona incontrata per un caso fortuito? Scrive il Premio Nobel:

Avevo letto che il caso produce soltanto un numero piuttosto limitato di incontri. Ritornano le stesse situazioni, gli stessi volti, e sembrano i frammenti di vetro colorato dei caleidoscopi, con quel gioco di specchi che ci dà l’illusione di infinite combinazioni. Ma in realtà sono piuttosto limitate.

Questa limitatezza, dunque, è la molla che lo spinge a costruire storie del tutto particolare che si inseriscono in un contesto urbano ben specifico, quello di Parigi (“Forse attribuisco troppa importanza alla topografia”, chiosa Modiano in Incidente notturno).

Non ci si può certamente fidare dei ricordi che abbiamo, perché possono essere fallaci, come sa bene lo scrittore:

Com’è possibile stabilire un minimo di cronologia vedendo sfilare immagini tronche che si accavallano nella totale confusione della nostra memoria, o che si susseguono ora lente, ora a scatti, intervallate da spazi neri? Alla fine mi gira la testa.

Questo giramento di testa è quello che prende spesso noi lettori di Patrick Modiano che ci troviamo a vagare per le mille strade di Parigi alla ricerca di un flebile indizio che mai arriva; una tecnica narrativa che si avvicina al giallo e che a più di qualcuno fa storcere il naso per via della ripetitività dei romanzi di Patrick Modiano che, probabilmente, è consapevole di questa situazione, tanto che in Incidente notturno si chiede:

Certe notti mi chiedevo se quella ricerca avesse un senso, e perché l’avessi intrapresa. Forse era ingenuità da parte mia?

La domanda, disarmante nella sua semplicità, è posta a chi legge Incidente notturno e, in genere, ai lettori di Patrick Modiano.




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.


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