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L’importanza di chiamarti amore, di Anna Premoli

 
Anna Premoli, L'importanza di chiamarti amore
Anna Premoli, L'importanza di chiamarti amore
Anna Premoli, L'importanza di chiamarti amore

 
Scheda del libro
 

Autore: Anna Premoli
 
Titolo: L'importanza di chiamarti amore
 
Casa editrice: Newton Compton
 
Anno: 2016
 
ISBN: 9788854193550
 
Pagine: 320
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Ottima scrittura, capacità di trascinare il lettore nella storia. Anna Premoli sta creando una tradizione letteraria tutta italiana. Era ora.

Aspetti negativi


La prima parte della storia è meno convincente della seconda.


In sintesi

Anna Premoli parla dell’amore ai tempi dello stage nel romanzo «L’importanza di chiamarti amore», pubblicato da Newton Compton.

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Posted 8 Giugno 2016 by

 
La nostra recensione
 
 
Anna Premoli, L'importanza di chiamarti amore

Anna Premoli, L’importanza di chiamarti amore

Ho appena finito di leggere la nuova storia d’amore scritta da Anna Premoli, L’importanza di chiamarti amoreedita da Newton Compton. Prima di darvi il mio parere, ecco qualche nota sulla trama.

Che razza di nome è Ariberto? È quello che pensa Giada, studentessa veneta, che da anni si impegna a fare la dura, a contestare la famiglia e la vita privilegiata da cui proviene, a ostentare uno stile alternativo e niente affatto perfettino. Tra un colore di capelli e l’altro, per non mettere in mostra quello che lei considera un originario color biondo topo, Giada però studia economia, la sua passione e lo fa niente di meno che alla Bocconi.

A Milano la sua vita trascorre tra lo studio, appunto, gli incontri con le amiche per la pelle Lavinia (Vinny) e Ale, la band. Sullo sfondo un fidanzato che non la raggiunge mai, che non comprende la sua passione per l’economia e per gli studi universitari e con cui il rapporto sta sfociando in una relazione fraterna. A rompere la sua routine, Ariberto, che proviene da un ambiente privilegiato come il suo e che la attrae, nonostante le sue resistenze. I due si ritroveranno a frequentare insieme uno stage importante presso una prestigiosa azienda.

Quando sollevo il mio sguardo, incontro il suo volto divertito: ha un’espressione rilassata e soddisfatta e mi pare felice. Non che Ariberto in genere sia infelice – non sarebbe in grado di riconoscere un momento di depressione nemmeno se lo assalisse – ma oggi la sua felicità pare aver toccato nuove vette. Solleva una mano e afferra una ciocca dei miei capelli. La scruta con attenzione, analizzandola nel minimo dettaglio. «Mi piacevi più rossa…».

Giada e Ari, i protagonisti de L’importanza di chiamarti amore, prendono forma nella mente di Anna Premoli mentre sta lavorando a un altro suo romanzo che probabilmente già conoscete, L’amore non è mai una cosa semplice ovvero la storia di Vinny e Seb. Anche lì, la difficoltà principale che i due protagonisti devono affrontare è quella di mettere da parte i propri preconcetti e le proprie resistenze. Anche lì, il primo incontro tra i due è burrascoso e niente affatto facile. Solo che questa volta quella che ha costruito più barricate è lei, Giada, e non il lui di turno.

Anna Premoli, passata dal self publishing al Bancarella, è una scrittrice italiana che ha saputo crearsi uno spazio nella letteratura d’amore riservata ai giovani. Qua e là ogni tanto occhieggiano un po’ di stereotipi del genere, ma tutto sommato la sua è una voce piuttosto indipendente dei romanzi di genere ed è una voce accattivante, che si lascia leggere e che sa trascinare il lettore nella storia.

Sono convinta che limando ancora qualche passaggio (il ripetersi di dati inerenti l’abbigliamento di lui, il profumo, azioni da cavaliere con lui che la prende in braccio, situazioni alla “io ti salverò”) le sue storie potrebbero emanciparsi da alcune, secondo me, datate caratteristiche delle love story. D’altra parte, credo che le lettrici amino certi spessori (sì, mi riferisco alla consistenza del volume di carta) e ridondanze e chi siamo noi per togliere alle giovani sognatrici il mito del principe azzurro (mi sto rispondendo che siamo donne di una certa età che hanno tutto il diritto di smontarlo, ma questa è un’altra storia, immagino).

Giada è stata sin dall’inizio un personaggio complesso e comprenderla a fondo ha richiesto non pochi sforzi. In ultima analisi, per farla emergere appieno e per smussare tutti i suoi angoli ho avuto bisogno di dar vita a quello che reputo essere il personaggio maschile più dolce che io abbia mai creato, Ariberto. Alias un santo. Credo proprio che dovrò bilanciare con qualcuno di tremendamente perfido, in futuro. (dai Ringraziamenti)




Mariantonietta Barbara

 
Autrice per il web, scrittrice, editor. Ha collaborato con diverse testate nazionali di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.


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