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La bambina che salvava i libri, di Markus Zusak

 
Markus Zusak, La bambina che salvava i libri
Markus Zusak, La bambina che salvava i libri
Markus Zusak, La bambina che salvava i libri

 
Scheda del libro
 

Autore: Markus Zusak (traduzione di Gian Maria Giughese)
 
Titolo: La bambina che salvava i libri
 
Casa editrice: Sperling & Kupfer
 
Anno: 2013
 
ISBN: 9788860613714
 
Pagine: 563
 
Formato: cartaceo
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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26 total ratings

 

Aspetti positivi


La scelta della voce narrante, il “tono di voce” coinvolgente usato per tutto il romanzo, la capacità di mostrare quanta bellezza possa esserci in persone che vivono brutture e privazioni realmente esistite, nonché la straordinaria abilità di un autore che ha trovato un nuovo modo per mostrarci la grandezza e l’importanza dei libri.

Aspetti negativi


All’inizio può risultare un elemento di disturbo quell’anticipare a ogni capitolo ciò che si leggerà, attraverso dei sottotitoli che sembrano trasformare i capitoli in atti, accompagnati dall’elenco dei personaggi coinvolti. Tuttavia ci si abitua in fretta.


In sintesi

“La bambina che salvava i libri” è un romanzo di Markus Zusak che trasmette emozioni incredibili. “Storia di una ladra di libri“ è il film tratto dal romanzo.

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Posted venerdì, 17 Gennaio 2014 by

 
La nostra recensione
 
 

Markus Zusak, La bambina che salvava i libriLa bambina che salvava i libri, dello scrittore australiano Markus Zusak  è il romanzo che oggi desideriamo consigliarvi, per tantissime ragioni: intanto perché si tratta di un momento di poesia dell’anima nell’orrore della vita vera, di pura letteratura raccontata con uno stile davvero unico, di candore che vive e sopravvive nel fango delle azioni naziste, e che arriva al lettore nelle vesti di una bambina dall’intelligenza vivace: si chiama Leslie, ha più o meno nove anni, e fiorisce e cresce senza farsi intaccare da circostanze adulte e crudeli. Figlia di un Kommunist di cui non si sa nulla e di una madre che spera di salvarla dalle brutture della guerra e dalla fame affidandola a un’altra famiglia, Leslie ci porta con sé in una nuova casa alle porte di Monaco, dopo un triste viaggio in treno durante il quale subirà sì una dolorosa perdita, ma scoprirà anche la sua strana attrazione per i libri, attrazione che segnerà la sua intera vita.

Chi sono i suoi nuovi genitori? Rosa Hubermann è una donna rude; perfino le sue poche carezze risultano scortesi e brusche! Dalla bocca di questa nuova mamma, vengono fuori spesso insulti tremendi, e tra le sue mani appare di frequente un grosso cucchiaio di legno, strumento educativo che Leslie imparerà a conoscere molto bene. Certo, è una mamma non facile, tuttavia è l’unica che resta alla bambina ed è in grado di fare ciò che è necessario perché non le manchi nulla.

Hans Hubermann invece, è un uomo gentile che fa del suo meglio per essere giusto, un uomo ancora capace di sognare e di non sentirsi superiore e lontano dai sogni di un bambino. Sa voler bene, Hans, e la pazienza non gli manca. Con lui, la bambina impara il significato dei libri che tanto ama, leggendo per la prima volta e sillabando in segreto all’interno di una cantina. Proprio grazie a questo nuovo papà, che saluta alla maniera nazista per sopravvivere ma non si iscriverà mai al partito, Leslie scoprirà che cosa è realmente un libro, cosa può dare, quali magie può compiere, e noi conosceremo nuove sfumature e interpretazioni della potenza della parola scritta, in una realtà di morte e privazioni, di amicizie disperate o di solitudini coraggiose, di roghi di libri (Noi fermiamo i nostri nemici. Gli impediamo di raggiungere le nostre menti), nonché di visualizzazione di un nemico: il Führer.

Questo meraviglioso libro è stato tradotto in ben trentacinque paesi, considerato dal New York Times “un libro che ti cambia la vita” e ispirato alle vicende familiari dell’autore, i cui genitori conobbero la dura realtà del nazismo. È un’emozione incredibile, lasciar scorrere le pagine mentre Leslie cresce, matura, legge, salva i libri dai roghi voluti da Hitler, impara lei stessa a scrivere. Perfetta, nonché originale, appare la scelta della voce narrante, che è quella della Morte: la morte che conosce la pietà, che resta sconcertata dal vero mistero, che è quello racchiuso nell’animo umano, ora custode di brutalità ora di sensibilità e bellezza. La morte che osserva, risparmia taluni e altri porta via, che scrive e racconta, anche lei affascinata dal segno indelebile che una storia può lasciare…

Da questo romanzo Brian Percival ha tratto il film Storia di una ladra di libri con Geoffrey Rush ed Emily Watson. Il film arriverà nelle sale italiane il 30 gennaio 2014.

Markus Zusak
La bambina che salvava i libri
traduzione di Gian Maria Giughese
Sperling & Kupfer, 2013
ISBN 9788860613714
pp 563, euro 11,50

[In occasione dell’uscita del film, il libro è disponibile anche con il titolo di Storia di una ladra di libri]




Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.


4 Comments


  1.  
    Barbara Cordoni

    Alla vigilia del 27 gennaio, data in cui si celebra il giorno della memoria, trovo che recensire questo romanzo sia una scelta tutt’altro che casuale.
    Credo che mi lascerò guidare dall’ottimo giudizio che traspare dalla vostra recensione, oltre che dalla mia passione per le storie che hanno come protagonisti i libri e il loro straordinario potere.




  2.  
    Valeria

    Ho appena visto il film tratto da questo libro, (che invece non ho ancora letto) e mi è piaciuto moltissimo….. Leggendo questa recensione, sono ancora più attratta dalla storia scritta perchè davvero bella, poetica in un momento storico terribile, ingiusto e crudele e inoltre dentro una storia personale dolorosa e tragica per le troppe perdite di affetti subite dalla bambina. . La parola scritta ha avuto per la piccola Lisel la funzione di trainarla aldilà della realtà quotidiana o quantomeno di darle un senso…è stata il suo rifugio la spinta ad andare oltre a crescere e a sopravvivere nonostante tutta la bruttura circostante. Nel film tutto è perfetto, la fotografia, la colonna sonora, i protagonisti e la giovane attrice è semplicemente perfetta…… forse è un raro esempio di un film che non tradisce il libro da cui è ispirato…forse..lo saprò in seguito.




    •  
      susanna

      Spesso, il timore della delusione che provoca il vedere un film dopo aver letto il romanzo da cui è tratto, mi induce a non andare al cinema, e così è stato per questo meraviglioso libro. Ma devo ammettere che, se la mia recensione spingerà Valeria verso il romanzo “La bambina che salvava i libri”, il suo commento spingerà me ad andare a vedere il film! Grazie, torna a trovarci.





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