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La compagnia delle anime finte, di Wanda Marasco

 
Wanda Marasco, La compagnia delle anime finte
Wanda Marasco, La compagnia delle anime finte
Wanda Marasco, La compagnia delle anime finte

 
Scheda del libro
 

Autore: Wanda Marasco
 
Titolo: La compagnia delle anime finte
 
Casa editrice: Neri Pozza
 
Anno: 2017
 
ISBN: 9788854513938
 
Pagine: 238
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Sopra a tutti, lo stile.

Aspetti negativi


Se così la si può intendere, la malinconia che accompagna.


In sintesi

«La compagnia delle anime finte» è un profondo romanzo di Wanda Marasco che racconta di Napoli e della sua impoeticità nel Dopoguerra.

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Posted venerdì, 2 Giugno 2017 by

 
La nostra recensione
 
 
Wanda Marasco, La compagnia delle anime finte

Wanda Marasco, La compagnia delle anime finte

A parlare di un libro è anche la sua materialità, la sua realtà di carta, e il libro di Wanda Marasco scivola elegante tra i suoi fogli spessi, l’impaginato stretto e ben leggibile, e la dimensione nascosta che elargisce il suo raggio di sole in copertina. La compagnia delle anime finte è un libro bello da vedere, da toccare, e non è un dettaglio insignificante. La sua natura sfugge sin dal primo contatto, ma predispone a una lettura inconsueta e disorientata. L’intero libro è il racconto poetico dell’impoeticità di una Napoli del Dopoguerra, che sembra difficile da scorgere, imprigionata com’è sotto tutta la polvere sollevata e animata dal teatrino delle anime finte.

La Marasco apre La compagnia delle anime finte con la dedica «alla poesia a colpi di realtà», quasi a dare un monito al lettore. Così impreparati, si è pronti a scoprire lentamente la saga familiare di Vincenzina Umbriello attraverso gli occhi di sua figlia Rosa Maiorana. Occhi un po’ astiosi, restii all’incondizionato amore filiale ed impudichi nello scrutare il passato. Si scioglie lentamente, secondo i tempi di un mondo scandito dalla parola, non dalla tecnica, la cera di una vita e di quelle a lei legate. Vincenzina, che apre il libro morendo, è raccontata con sua madre Adelì, nella crudeltà riservata a Iolanda, attraverso la seduzione di Rafele. Il suo matrimonio, i figli, il tradimento e la malattia del marito. E poi il prestito a usura, sempre accompagnata dalla piccola Rosa in veste di contabile.

La compagnia delle anime finte è un misto umbratile di poesia e vernacolo, con la veracità del napoletano riconvertita in energia mistica. Leggere questo romanzo assomiglia a sbirciare dalla porta una stanza polverosa inondata di luce del tramonto, tutto sembra fragilissimo, di carta in effetti, ma l’eleganza con cui viene maneggiato invoglia a insistere ancora un po’, un po’ di più. Un’eleganza profondamente insolita, lontana dalla delicatezza e dall’ordine: ogni emozione mostra la sua violenza con una sfrontatezza tale da sconcertare e rattristare. Ma questa malinconia soffusa, che si bea di uno stile davvero poetico, somiglia tanto alla gioia di aver ricevuto qualcosa di importante da questa realtà di carte e parole.




Anna Clara Basilicò

 
(Quasi) laureata in Lettere classiche, vivo tra Milano e Palermo per soddisfare il bisogno di agire e quello di sognare. Il mio motto è il kantiano “Sapere aude”, ma nel mondo dello scibile sono attratta soprattutto dalla letteratura e dalla filosofia medievale. O almeno per ora.


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