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La ferocia, vibrante romanzo di Nicola Lagioia

 
Nicola Lagioia, La ferocia
Nicola Lagioia, La ferocia
Nicola Lagioia, La ferocia

 
Scheda del libro
 

Autore: Nicola Lagioia
 
Titolo: La ferocia
 
Casa editrice: Einaudi
 
Anno: 2014
 
ISBN: 9788806214562
 
Pagine: 411
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Personaggi perfettamente delineati, una scrittura che mescola azione e radici, vulnerabilità e ferocia; una storia ben costruita che avvince, uno sguardo che si sposta continuamente tra passato e presente senza mai perdere il filo della narrazione.

Aspetti negativi


A volte vorremmo affondare un po’ meno nelle radici della famiglia Salvemini per restare nel presente, per mantenere il ritmo di una vicenda che abbiamo fretta di sbrogliare. L’autore non ce lo concede e, a tratti, le continue escursioni nel passato - sebbene utili alla comprensione del tutto – rischiano di rallentare il ritmo.


In sintesi

La ferocia è un interessante romanzo di Nicola Lagioia, decisamente attuale, scritto con lo stile impeccabile di un malinconico noir.

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Postedvenerdì, 3 aprile 2015 by

 
La nostra recensione
 
 

Nicola Lagioia, La ferociaLa ferocia (Einaudi), èun romanzo di Nicola Lagioia, autore pugliese dalla scrittura vibrante, intensa, vincitore di prestigiosi premi letterari e sempre molto apprezzato dai lettori. Non delude dunque neppure con questo libro, il cui titolo ci appare azzeccatissimo a mano a mano che la storia si dipana, mostrandoci la realtà del nostro paese attraverso le vicissitudini di una famiglia barese composta dal padre costruttore Vittorio Salvemini, dalla madre Annamaria, casalinga elegante che supera brillantemente i tradimenti del marito tra i rilassanti fumi di una sauna, o nei centri di bellezza, e da quattro figli. Clara è bellissima, affascinante, inquieta e piena di segreti, Michele, instabile e cupo, è nato fuori dal matrimonio, da una relazione del padre con una donna morta nel darlo alla luce. Poi ci sono Ruggero, oncologo, e Gioia, l’ultima nata.

Il romanzo ci avvince fin dall’incipit, che è quello di un giallo, e ci assale con la visione di una donna senza vestiti e insanguinata, che barcolla in una strada di periferia. Chi è questa donna? Che cosa le hanno fatto? Da qui tutto comincia, ma ben presto il presente si mescola al passato, in una storia complessa e impegnativa proprio per quell’affondare nel passato a ogni passaggio del presente, magari quando – oramai avvinti dalla vicenda – si vorrebbe che sul presente l’autore si soffermasse ancora, rimandando ogni interruzione. Tuttavia, quella che superficialmente definiamo “interruzione”, offre in realtà un quadro più che efficace dei personaggi – principali e secondari – e ci dà modo di completare lentamente la visione del tutto, mostrandoci le radici di una famiglia allo sfascio, impregnata di ipocrisia e falsi moralismi, con una vita pubblica ineccepibile e un privato di debolezze e vulnerabilità segrete che vengono da lontano, e sono appunto il prodotto delle radici e del passato. Il contesto in cui tutti – politici, liberi professionisti, piccoli uomini corrotti e assetati di potere o di danaro – si muovono spesso l’uno contro l’altro ma ufficialmente amici o collusi, nei salotti “bene”, nelle feste o nelle cene eleganti, è amaro, così come lo è la nostra Italia, dove la vanità, l’ego e proprio le debolezze umane generano la ferocia, e dove il limpido non è certo di casa.

L’autore ci tiene a precisare, sebbene tra le righe e in maniera velata, che la ferocia non è attribuibile alle bestie ma all’uomo, e inserisce proprio – qua e là – gli animali, mostrandoli al lettore come vittime della nostra bassezza.

A volte, una grande ascesa è seguita da una caduta rovinosa, e questo la famiglia Salvemini lo sa bene, vittima di un momento tutto italiano e al tempo stesso carnefice dei suoi stessi figli… perché

Nessuno ha più coscienza delle proprie azioni peggiori. Ci riuscivamo un tempo. Non ci riusciamo più. Diamo la colpa al meccanismo. Come darla alla natura. Se non c’è scelta, non c’è nemmeno colpa. Fare una cosa in luogo di non farla. Farla.

Un romanzo interessante, decisamente attuale, scritto con lo stile impeccabile di un malinconico noir.




Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.


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