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La foresta assassina: tornano Sara Blædel e Louise Rick

 
Sara Blædel, La foresta assassina
Sara Blædel, La foresta assassina
Sara Blædel, La foresta assassina

 
Scheda del libro
 

Autore: Sara Blædel (traduzione di Alessandro Storti)
 
Titolo: La foresta assassina
 
Casa editrice: Fazi
 
Anno: 2018
 
ISBN: 9788893253208
 
Pagine: 302
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Una storia ben congegnata, numerosi colpi di scena che impediscono di allentare la tensione narrativa, un’ambientazione legata alla mitologia nordica che affascina.

Aspetti negativi


Presi dalla trama, a volte troviamo i capitoli iniziali su Camilla e suo marito poco interessanti, sebbene ci rendiamo conto molte pagine più in là che sono personaggi tutt’altro che secondari.


In sintesi

Con «La foresta asssassina» Sara Blæedel scrive una storia ben congegnata, con numerosi colpi di scena che impediscono di allentare la tensione narrativa.

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Postedgiovedì, 15 marzo 2018 by

 
La nostra recensione
 
 
Sara Blædel, La foresta assassina

Sara Blædel, La foresta assassina

La foresta assassina, Fazi Editore, è da oggi presente nelle librerie; si tratta della nuova pubblicazione di un’autrice danese che avete già incontrato su queste pagine: Sara Blædel. Ne parlammo in occasione del suo precedente Le bambine dimenticate, giallo scorrevole e dal buon ritmo in cui si muoveva Louise Rick, direttore tecnico del Reparto Investigativo Speciale.

La foresta assassina o soltanto testimone involontaria?

Ebbene, in La foresta assassina la ritroviamo per la seconda volta, con tutto il suo vissuto e le situazioni personali irrisolte, alle prese con un nuovo caso: la scomparsa – nel comune di Hvalsø – del quindicenne Sune Frandsen, figlio di un macellaio, introvabile dalla sera del suo compleanno.

Il caso appare fin da subito piuttosto strano: Sune, la cui madre è gravemente ammalata, ha un padre che sembra accettare passivamente la scomparsa del figlio, e ciò difficilmente si riscontra. Dunque già di per sé questa è una valida ragione per soffermarsi meglio su un caso che forse non è di «semplice» scomparsa. Occorre trovare altri tasselli, e qualcuno è presente proprio in un sottobosco della zona, dove sembra si compiano riti inquietanti… La quercia sacra, i sacrifici, i culti neopagani, così importanti per la storia della Danimarca. E quelle strane iniziazioni che trasformano gli adolescenti un uomini fieri… Tutto accade sotto le fronde di una foresta assassina, o la foresta è soltanto una testimone involontaria delle brutture umane?

Gli dei che tutto osservano in silenzio

«Suo padre lo spinse all’interno del cerchio e il goði intonò il canto, camminando lentamente tutt’intorno. Per ogni punto cardinale si fermò a invocare un dio: a nord Odino, il supremo; a sud Thor, protettore dell’umanità; a est Freyr, preposto alla fecondità; e a ovest Frigg, sposa di Odino e signora della stabilità di coppia e del matrimonio».

Interessante ambientazione, quella ricreata da Sara Blaedel, che ci introduce nella mitologia nordica regalando un insolito palcoscenico dove far muovere più personaggi. Così come è interessante il duplice piano narrativo che rende La foresta assassina molto più intrigante rispetto alla precedente vicenda di Louise.

Due piani narrativi

In uno, si muove Louise, il cui quotidiano è abitato da Jonas, figlio adottivo di quindici anni, dalla cagnetta Dina, dal fidato collega Eik, dalla cara amica Camilla, nonché dai ricordi che fanno male. Uno di questi, la sua spina nel fianco, è la presenza costante nella memoria del suo primo amore, Klaus. Giovanissimi, lei e lui avevano deciso di andare a vivere insieme ma appena coronato il loro sogno lui si era ucciso impiccandosi proprio in quella casa, dopo un solo giorno di convivenza.

Dell’altro piano narrativo, che si presenta fin da subito con l’incipit, non possiamo raccontare nulla senza rischiare di svelare qualcosa di importante – riguardo Sune, il ragazzo scomparso – che dovete scoprire da soli leggendo il romanzo La foresta assassina. Possiamo soltanto dirvi che la voce narrante ci mostra qualcuno di cui preoccuparci fin dall’inizio della storia, e ciò rende la lettura densa e avvincente.

Hvalsø, nella regione della Zelanda

Hvalsø è un paese importante, per Louise, e la riavvicina al suo passato doloroso e a persone legate al suo fidanzato d’un tempo, il quale aveva vissuto in quei luoghi. Il macellaio per esempio, padre di Sune, frequentava assiduamente proprio il suo Klaus. E lei conosceva molto bene anche Jane, sua moglie.

«Rivedere Jane le aveva fatto riemergere parecchi ricordi. Aveva quindici anni ed era innamorata pazza. Si piazzava davanti al campo sportivo, con qualunque clima, per vedere tutte le partite di pallamano in cui giocava Klaus, e poi ciondolava davanti all’ingresso degli spogliatoi in attesa che uscisse lui. Ridicolo, a pensarci adesso. Eppure allora la sua vita ruotava intorno a questo. Aveva provato a darsi un contegno, ma quella cotta adolescenziale aveva una forza indomabile. Ricordava ancora quella sensazione di avere il cuore stretto da un laccio ogni volta che lui le sorrideva».

Davvero un suicidio?

Non vi era alcun motivo perché il giovane Klaus si uccidesse in uno dei momenti più felici della sua vita. Lo ha sempre saputo Louise e lo hanno sempre sospettato i genitori di lui. E alla ricerca di Sune si affiancano situazioni che mescolano passato e presente inducendo Louise a occuparsi di entrambi poiché in entrambi c’è tanto su cui indagare ed è giunto il momento di farlo.

La trama è costruita con un intreccio che funziona, e non si incontrano fasi di stallo; al contrario, molti sono i colpi di scena che tengono viva l’attenzione rendendo la lettura molto piacevole.

Un secondo «episodio» riuscito più del primo

Se nel primo romanzo che narra le vicende di Louise avevamo trovato dei cliché, ovvero caratteristiche riscontrabili in ogni giallo moderno a banalizzare un po’ anche una trama interessante, ne La foresta assassina si può invece incontrare un’aria nuova. Nulla è scontato e sebbene spesso accada il contrario, possiamo dire che il secondo «episodio» è per noi riuscito più del primo.

Ma vogliamo precisare che, sebbene parliamo di «episodi», in realtà questi sono due romanzi che possono esser letti e compresi anche singolarmente, ovvero la lettura di uno non implica necessariamente il dover leggere l’altro. Nondimeno, a leggerli entrambi si conosce meglio Louise Rick, protagonista indiscussa di questi gialli/thriller danesi.




Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.


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