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La gemella sbagliata, di Ann Morgan

 
Ann Morgan, La gemella sbagliata
Ann Morgan, La gemella sbagliata
Ann Morgan, La gemella sbagliata

 
Scheda del libro
 

Autore: Ann Morgan (traduzione di Rachele Salerno)
 
Titolo: La gemella sbagliata
 
Casa editrice: Piemme
 
Anno: 2017
 
ISBN: 9788856657227
 
Pagine: 392
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Un approfondimento della psicologia dei personaggi degno di nota; debolezze e fragilità ma anche sentimenti poco nobili, affiorano fin dai primi capitoli, e sono ben raccontati in un romanzo denso di introspezione e intensità

Aspetti negativi


Definito thriller, del thriller ha solo le aspettative create nei primi capitoli. Poi perde di ritmo e scorre senza dei veri colpi di scena, non mantenendo le promesse e suscitando cali di attenzione o di interesse.


In sintesi

«La gemella sbagliata» è un il libro di esordio di Ann Morgan, presentato come thriller ma, secondo noi, è più un romanzo psicologico.

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Postedmartedì, 3 ottobre 2017 by

 
La nostra recensione
 
 
Ann Morgan, La gemella sbagliata

Ann Morgan, La gemella sbagliata

La gemella sbagliata, rappresenta per Ann Morgan l’esordio nella narrativa. Un esordio più che fortunato, se si considera che fin dalla sua nascita il libro è diventato uno dei thriller più premiati in Inghilterra (l’autrice vive a Londra), mentre a oggi è in corso di pubblicazione in molti paesi del mondo. Pubblicato in Italia da Piemme edizioni, viene osannato come thriller psicologico, ma noi abbiamo scoperto che non è sempre positivo il suo impatto sui lettori. Ci siamo dunque addentrati tra le sue pagine per scoprire perché – questo romanzo – non conosce vie di mezzo: o lo si ama o non convince per niente.

«Dai Ellie, facciamo un gioco!»

La storia de La gemella sbagliata, è intrigante: Helen ed Ellie sono due gemelle identiche nell’aspetto, tanto da essere facilmente confuse dalla gente. Sono due bambine vivaci, con una madre vedova devastata da mutilazioni e difficoltà e fin troppo tempo da trascorrere da sole. Ciò che i più non vedono sta nella personalità di ciascuna delle due ragazzine, in realtà totalmente diverse. C’è la leader, Helen, sicura di sé, temeraria, vivace e piena di inventiva. E poi c’è Ellie, insicura, ombra obbediente della sorella, impacciata e pronta a eseguire ciò che l’altra «comanda».

Un giorno, Helen propone di scambiarsi i ruoli… «Fai quello che faccio io, devi essere me!». I vestiti, la pettinatura, il modo di camminare, di comportarsi, magari anche lo sguardo: tutto dovrà rendere credibile lo scambio di identità, tutti dovranno cascarci. Sono due bambine, ridono, si stanno divertendo nel vedere in quanti abboccano, ma all’improvviso il gioco prende la mano di Ellie, che non vuole più vestire i suoi veri panni, dopo aver scoperto quanto la fanno star bene quelli della decisa e forte sorella gemella.

Che effetto può fare, essere derubati della propria vita?

È qui che la storia, quella vera, comincia. E inizia il crollo di tutte le sicurezze della leader che non riesce più a dominare o sottomettere la sorella e, peggio ancora, che non viene creduta da nessuno quando tenta di raccontare la verità. Il gioco innocente da lei stessa proposto diviene un incubo rendendola la gemella sbagliata, il che peggiora la situazione: quello che sta accadendo la trasforma in una bambina insicura e conferisce determinazione alla sorella, dunque è ancor più naturale confonderle, addirittura per la loro madre.

Che effetto può fare, essere derubati della propria vita? L’autrice sa ben raccontare i risvolti psicologici di una situazione non più innocente, e lo fa utilizzando due livelli di narrazione, due epoche differenti. Una è quella in cui tutto sta accadendo, l’altra è quella in cui tutto è già accaduto da parecchi anni, e la voce narrante è di una delle gemelle, oramai adulta.

Chissà se tutto è così come viene raccontato o…

«A volte penso di essermelo inventato. Ci sono giorni in cui credo che sia avvenuto tutto nella mia testa, che non ci sia mai stato nessuno scambio, che sono sempre stata Ellie, fin dall’inizio. Ci sono giorni in cui questa storia vive in quello spazio dentro di me dove si nascondono tutte le storie che non hanno un posto nel mondo».

Non è un thriller psicologico ma un romanzo psicologico

Qualcosa, nel romanzo, non funziona. Per molte pagine l’autrice ci lascia credere che l’irrimediabile stia per accadere, insinuando in noi la giusta atmosfera così come accade al cospetto di un thriller riuscito. Ma superato il tempo dell’attesa, ci accorgiamo che non succederà nulla perché tutto è già accaduto, e percorreremo insieme alle protagoniste un terreno non tanto minato da colpi di scena e sorprese quanto scosceso perché introspettivo. La gemella sbagliata, in realtà non è un thriller psicologico denso di suspense, bensì un romanzo psicologico ben congegnato, e se così fosse stato presentato non avrebbe deluso nessuno.

Nell’armadio non ci sono scheletri ma tante fragilità

Una famiglia disastrata, un padre che non c’è più, una madre la cui personalità è perfettamente delineata (tanto che ci è insopportabile), l’angoscia di Helen, la risalita di Ellie che da mite e insicura diviene quasi crudele, debolezze, vulnerabilità, bugie, sotterfugi, ammissioni di colpe: gli ingredienti per indurci a spiare i personaggi dal buco della serratura ci sono tutti, ma vi è un momento nel romanzo in cui la narrazione rallenta e si rischia di perdere interesse per tutto il resto della lettura.

«La ragazza del treno» e «La gemella sbagliata»

Non solo. Si ha l’impressione che dopo il successo de La ragazza del treno si sia aperto un filone narrativo che rischia di deludere, creando aspettative senza essere all’altezza di soddisfarle.

In conclusione, il romanzo rivela una scrittura notevole, ma a un certo punto perde di intensità dimostrando che tutto ciò che poteva accadere è accaduto (nei primi capitoli). Il resto è un approfondimento di fragilità umane che ci allontanano dal genere thriller che la stessa copertina promette.




Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.


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