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La misura imperfetta del tempo, bel romanzo di Monica Coppola

 
La misura imperfetta del tempo
La misura imperfetta del tempo
La misura imperfetta del tempo

 
Scheda del libro
 

Autore: Monica Coppola
 
Titolo: La misura imperfetta del tempo
 
Casa editrice: Las Vegas
 
Anno: 2019
 
ISBN: 9788895744490
 
Pagine: 221
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Una scrittura scorrevole, la giusta alternanza tra momenti ironici e riflessioni importanti, tre donne la cui psicologia è ben delineata, l'uso sapiente del mostrare al lettore più che raccontare.

Aspetti negativi


Non è facile trovarne. Forse può essere considerato limitante il fatto che si tratti di una storia al femminile, dunque non è un libro per tutti ma... quale lo è?


In sintesi

Leggi la recensione del romanzo La misura imperfetta del tempo in cui Monica Coppola con maestria racconta di come tutto invecchi tranne la verità.

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Posted sabato, 8 Giugno 2019 by

 
La nostra recensione
 
 
La misura imperfetta del tempo

Monica Coppola, La misura imperfetta del tempo

La misura imperfetta del tempo. Un titolo suggestivo per il romanzo di Monica Coppola (Las Vegas edizioni), che ambienta a Torino una storia di donne appartenenti a generazioni diverse. Il sottotitolo, appare già come il preludio di un messaggio importante: Tutto invecchia, tranne la verità.

Variopinti tasselli pieni di significato

Zita è una nonna che può insegnare il buon uso del tempo, capace ancora di slanci, allegria, e di dar voce ai sogni che mai ti lasciano se sei davvero viva. Sua figlia Lara, pare rigida, quasi fredda, timorosa di lasciarsi andare a qualcosa di più profondo di storie senza strascichi. Una madre poco presente, dedita solo al lavoro, una cura maniacale per il suo aspetto, l’ostinata ricerca della perfezione che mai sente di raggiungere. Poi c’è Mia, a chiudere il cerchio delle tre generazioni: figlia di Lara, nipote un po’ troppo apprensiva di Zita, che l’ha cresciuta. Ha ventidue anni, non conosce suo padre, mostra delle fragilità nascoste così come è nascosta un’ombra del passato che tuttavia ha lasciato il segno. La sua vita è piatta: unico raggio di sole pare essere il senso di protezione nei confronti della nonna, il suo amore per lei.

Queste tre donne, compongono un puzzle avvincente: otteniamo pagina dopo pagina i vari tasselli da incastrare, ma nulla è scontato neppure quando ci pare di intuire ciò che potrebbe essere il risultato della nostra lettura.

Smarrirsi dentro un caos: è facile a ogni età

Quale delle tre generazioni, quale delle tre età, è la più difficile? Scopriamo, ne La misura imperfetta del tempo, che la vita non smette mai di sorprenderci, di metterci alla prova, di giocare a braccio di ferrò con noi per sfidare le nostre forze. E, per quanto possa sembrare assurdo, la gioventù è forse il momento più complicato, da… “mal di stomaco”. La vita davanti, i sogni intatti, progetti per un futuro ancora lontano, non sempre bastano sebbene possano apparire a un’attempata signora come grande ricchezza.

«Sfogliò il giornale, ci rivide i cerchi di parole che si confondevano le une con le altre. Pensò che lei, sua figlia e sua nipote erano come quelle parole, nate dalla stessa radice e poi bombardate da altre, fino a smarrirsi dentro un caos in cui non riuscivano più a ritrovarsi».

La misura imperfetta del tempo, un romanzo che funziona

Funzionano i dialoghi, il ritmo rende la lettura piacevole e priva di fasi di stanca sebbene la storia parta quasi in sordina, dandoci il tempo di conoscere le tre donne la cui psicologia è davvero ben delineata.

Belle frasi sono quelle che si incontrano durante la narrazione, che ci inondano di cose che conosciamo molto bene e nelle quali ci si può identificare: la paura di vivere, le armature fasulle, piccole bassezze, legami vincolanti, timore del giudizio. E quel sentirsi giovani che oggi rende vivi, domani ridicoli ai nostri stessi occhi…

«Salì su un taxi, abbassò i finestrini, le arrivarono in faccia le carezze taglienti di quella notte d’autunno. Pungevano, come gli schiaffi che ti prendevi per il tuo bene. Lolita cessava di esistere in quell’istante».

Il tempo che ha una misura imperfetta

È davvero brava, Monica Coppola, a portarci all’interno di dinamiche familiari, momenti di vita, debolezze e paure, legami a volte scomodi ma indissolubili. È brava perché non ha bisogno di troppe parole per farlo, sebbene di parole un libro sia composto. Lei mostra, più che raccontare: ci fa intuire grazie a sfumature sapientemente collocate tra le righe, aiutandoci a vivere tra ombre e reazioni dei suoi personaggi che fin da subito ci divengono familiari.

L’ironia di certi passaggi del romanzo La misura imperfetta del tempo, leva via l’ansia per un tema che tutti ci affligge: il tempo. Il tempo che passa, che ride dei nostri inutili tentativi di fermarlo, che ci illudiamo di avere in mano o che dalle mani scivola via trovandoci impreparati. Il tempo che non ha una misura, se non imperfetta perché legata soltanto ad ognuno di noi, che singolarmente la viviamo giorno dopo giorno, spesso senza trovare le parole per raccontarla.

«Però aspetta, adesso fammi trovare prima le ciabatte, dove diavolo sono finite di nuovo. Dannate, che non le trovo mai. Si nascondono come le parole. Che pure quelle non trovo mai».




Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.


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