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La parola rinvenuta

 

 
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In sintesi

Carlo Molinaro, La parola rinvenuta. Antologia di poesie edite ed inedite, pp. 588, euro 18,00 dalla prefazione di Sandro Gros-Pietro Di antologie d’autore si sta arricchendo l’editoria poetica. Paiono lo strumento più efficace per conoscere a fondo l’opera e la personalità dei poeti di buona statura, in quanto nascono dalla mediazione tra il soggettivismo del […]

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Posted 15 Maggio 2008 by

 
La nostra recensione
 
 

Carlo Molinaro, La parola rinvenuta. Antologia di poesie edite ed inedite, pp. 588, euro 18,00

dalla prefazione di Sandro Gros-Pietro

La parola rinvenutaDi antologie d’autore si sta arricchendo l’editoria poetica. Paiono lo strumento più efficace per conoscere a fondo l’opera e la personalità dei poeti di buona statura, in quanto nascono dalla mediazione tra il soggettivismo del poeta e la neutralità del curatore. Si giunge al compromesso: il poeta sceglie i testi e il curatore li commenta. Nel caso di Carlo Molinaro, l’intesa è stata raggiunta senza fatica, perché chi scrive, se avesse dovuto operare di persona la scelta dei testi, non avrebbe esercitato opzioni molto diverse da quelle proposte dall’autore; ma forse non avrebbe saputo personalizzare con altrettanta naturalezza le concezioni dell’autore stesso. La considerazione appena fatta serve a mettere a fuoco una caratteristica peculiare del mondo poetico di Molinaro: il suo autobiografismo non si limita a essere lo specchio di quel tale egocentrismo endemico che di per sé costituisce condizione di decenza universalmente accettata in poesia, ma istruisce, invece, la parte fondante di tutto il suo sistema poetico, in quanto in Molinaro l’io-poeta è l’icona principale della rappresentazione del mondo, dalla quale tutto il resto deduttivamente deriva. L’io centripeto non deve, però, automaticamente autorizzare un riferimento letterario rivolto ai versanti d’attualità di quella poesia moderna che cova nostalgie decadentiste, interpretate sia dal dannunzianesimo sia dal crepuscolarismo. In tutt’altra posizione si trova Molinaro, che appare sempre agganciato, in modo ruvido e crudo, al dato oggettivo della realtà, fino al punto da poter essere considerato come un rappresentante tra i più significativi del nuovo realismo ovvero dell’iperrealismo poetico, sensibile come egli è al dato concreto, alla materia, alla cosa tangibile e sperimentabile, a ogni più piccola scossa emotiva che nasca dall’incontro tra la sfera biologica e la materia inerte, o che tale si suppone sia.




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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)


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