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La ragazza che giocava con il fuoco, di Stieg Larsson

 
Stieg Larsson, La ragazza che giocava con il fuoco
Stieg Larsson, La ragazza che giocava con il fuoco
Stieg Larsson, La ragazza che giocava con il fuoco

 
Scheda del libro
 

Autore: Stieg Larsson (traduzione di Carmen Giorgetti Cima)
 
Titolo: La ragazza che giocava con il fuoco
 
Casa editrice: Marsilio
 
Anno: 2012
 
ISBN: 9788831714655
 
Pagine: 748
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


User Rating
2 total ratings

 

Aspetti positivi


La scrittura conferma lo stile incalzante e veloce di Stieg Larsson. Le settecento pagine scorrono senza problemi.

Aspetti negativi


Tutto troppo: cattivi troppo cattivi, psicopatici troppo psicodrammatici. Il minestrone è poco credibile, eccessivo in ogni sua parte.


In sintesi

La ragazza che giocava con il fuoco è il secondo volume della saga Millennium scritto da Stieg Larsson; si tratta di un thriller che non ha una conclusione.

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Posted 28 Agosto 2015 by

 
La nostra recensione
 
 

Stieg Larsson, La ragazza che giocava con il fuocoIl secondo capitolo della saga Millennium, La ragazza che giocava con il fuoco, di Stieg Larsson, riprende i principali personaggi del primo romanzo, Uomini che odiano le donne, ma è senza finale. Mi spiego: il secondo e il terzo romanzo narrano un’unica vicenda, una storia alquanto complicata che ricorda i film di spionaggio e i thriller americani in stile Arnold Schwarzenegger, incentrata sulla vittima poco perfetta: Lisbeth Salander. Ma, mentre Uomini che odiano le donne è un thriller autoconclusivo, per leggere il finale de La ragazza che giocava con il fuoco dobbiamo attendere La regina dei castelli di carta (terzo volume della serie). Ma torniamo alla trama e al contenuto del romanzo La ragazza che giocava con il fuoco.

Lisbeth Salander vanta una vita davvero complicata: dichiarata incapace semplicemente perché fin da bambina si è sempre rifiutata di rispondere alle insulse domande di psicologi, psichiatri e assistenti sociali, la ragazza è in realtà un genio. Un genio asociale, certo, ma pur sempre una mente analitica fuori dal comune. Lisbeth Salander ha una morale limpida e severa, e preferisce vendicarsi da sola, non si fida delle forze dell’ordine.

Quando si ritrova suo malgrado sospettata di tre omicidi, la sua soluzione è sparire dalla faccia della terra, e indagare da sola; fatica ad accettare anche l’aiuto del vecchio amico e amante Mikael Blomkvist, ma il giornalista non intende mollare. Mikael Blomkvist è convinto della sua innocenza e soprattutto vuole scoprire chi ha ucciso i suoi due amici, impegnati in un dossier che da solo basta a provocare la caduta di un paio di governi.

Come già dimostrato, Stieg Larsson sapeva scrivere: la storia narrata ne La ragazza che giocava con il fuoco procede con un ritmo incalzante, ricco di colpi di scena e inaspettate rivelazioni. Peccato che infilarci magnaccia, spie, contro spie, giganti psicopatici (che ricordano il personaggio di Dan Brown in Angeli e Demoni), gangster e addirittura criminali con tanto di Harley Davidson e borchie, dia l’impressione di un minestrone: manca solo James Bond per far apparire il tutto confezionato a puntino.

Inoltre, spezzare un thriller è un’azione meschina.

Molti i personaggi secondari ne La ragazza che giocava con il fuoco, addirittura pugili di fama mondiale e lesbiche utili a sottolineare gli stereotipi in generale, ma forse sono proprio gli stereotipi a eccedere e stancare il lettore, anche se lei, il nostro anti eroe per eccellenza, Lisbeth Salander, continua a stupire e si fa amare come il personaggio di un fumetto.

Quindi rimase seduta immobile davanti alle parole di Mikael. Stava lottando con sentimenti contrastanti. Fino a quel momento si era trattato di lei contro il resto della Svezia, la qual cosa nella sua semplicità era un’equazione abbastanza elegante e controllabile. Adesso tutto d’un tratto aveva un alleato, o almeno un potenziale alleato, che sosteneva di credere che fosse innocente. E ovviamente si trattava dell’unico uomo in Svezia che per nessuna ragione voleva incontrare. Mikael Blomkvist era come sempre un altruista terribilmente naif. Lisbeth Salander non era più innocente dall’età di dieci anni.
Non esistono innocenti. Esistono solo diversi gradi di responsabilità.




Anna Fogarolo

 
Fotogiornalista per le maggiori testate italiane come Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, Gente, Oggi, Focus... Dal 2009 sposta la sua attenzione sulle nuove tecnologie iniziando la carriera di Web content e blogger per alcuni noti portali e Network, successivamente si specializza come Social Media Manager. Attualmente: consulenza di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR per le Edizioni Centro Studi Erikson.


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