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La regina dei castelli di carta, di Stieg Larsson

 
Stieg Larsson, La regina dei castelli di carta
Stieg Larsson, La regina dei castelli di carta
Stieg Larsson, La regina dei castelli di carta

 
Scheda del libro
 

Autore: Stieg Larsson (traduzione di Carmen Giorgetti Cima)
 
Titolo: La regina dei castelli di carta
 
Casa editrice: Marsilio
 
Anno: 2009
 
ISBN: 9788831707084
 
Pagine: 857
 
Formato: cartaceo ; ebook
 
Genere: , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


User Rating
3 total ratings

 

Aspetti positivi


I personaggi principali Lisbeth Salander e Mikael Blomkvist sono ben costruiti e riescono ad accendere un istintivo e genuino interesse.

Aspetti negativi


Troppi cliché e troppe spie, il tutto diventa poco realistico.


In sintesi

Con “La regina dei castelli di carta” si conclude la trilogia Millennium come scritta da Stieg Larsson: un romanzo intenso, anche se con troppi cliché.

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Posted 3 Settembre 2015 by

 
La nostra recensione
 
 

Stieg Larsson, La regina dei castelli di cartaLa regina dei castelli di carta è il terzo capitolo della saga Millennium e completa la storia di  Lisbeth Salander: nel precedente volume La ragazza che giocava con il fuoco, l’avevamo lasciata moribonda, con un buco in testa e un paio di brutte ferite, vittima di un complotto davvero irreale, ma sempre capace di venire acclamata antieroe perfetto.

Ricordo che Lisbeth Salander vanta un’incapacità totale di socializzare, di amare o semplicemente di convivere con qualsiasi altro essere umano, ma è un genio assoluto. Un genio strano, ma pur sempre una mente incredibile.

Lasciata tra la vita e la morte, ne La regina dei castelli di carta ritroviamo Lisbeth Salander nello stesso letto di ospedale ma dopo un’operazione che sembra si sia risolta nei migliori dei modi; suo padre, l’ex spia russa Zalachenko, ricoverato a sua volta nella stanza accanto, vanta invece condizioni migliori.

I due si accusano a vicenda, la polizia fatica a credere che Lisbeth Salander così minuta e magra sia riuscita da sola a fare un tale sanguinoso disastro: un paio di energumeni messi ko, un piede bucato da un colpo di pistola, qualche ossa rotta, un’accetta in testa… oltre ai tre famosi omicidi, anche se oramai è chiaro a tutti la sua estraneità.

L’unico che sembra iniziare a capire i fatti è il giornalista super sexy  Mikael Blomkvist: Lisbeth Salander non è matta, e Zalachenko non è una spia, ma un criminale. Un’organizzazione governativa vuole mettere tutto a tacere, ma oramai gli errori si sommano e nasconderli risulta difficile. L’omicidio di Zalachenko conferma questa teoria. I protagonisti della vicenda non vogliono credere che si tratti di un insabbiamento voluto dal governo svedese ma sospettano che una cellula impazzita stia definitivamente andando alla deriva.

Dopo le agenzie di sicurezza in stile James Bond, i poliziotti bravi ma un po’ troppo impacciati, e spesso misogini, arrivano oggi anche gli agenti segreti del governo (i buoni) super belli, super atletici e ovviamente super donna. L’innamoramento tra Mikael Blomkvist e l’agente super bella lascia perplessi: veloce e privo di qualsiasi spontanea realtà, privo di imbarazzo, spiegazione, descrizione.

Da ben tre romanzi, oserei definirli romanzi corposi, Mikael Blomkvist ci illumina vantandosi della sua capacità di sedurre senza impegno, tanto che a ogni libro nasce una storia differente, e poi così senza alcuna avvisaglia viene sedotto dal sexy poliziotto. E si innamora.

Nel mentre, Lisbeth Salander deve affrontare un processo assurdo, per dimostrare che non è matta.

Sinceramente, la mia perplessità nei confronti di questa saga ha raggiunto il massimo storico con questo romanzo; inoltre i dialoghi non sono, a mio avviso, convincenti. Troppi “Aha”, che immagino sia un intercalare tipico svedese…

Alla fine della trilogia il mio giudizio è semplice: i personaggi funzionano, soprattutto i principali Lisbeth Salander e Mikael Blomkvist, entrambi sono capaci di accendere un istintivo e genuino interesse, ma la storia fatica a convincere. È tutto troppo: troppe spie che spiano le spie che a loro volta sono spiate. Inoltre, non mi è ben chiaro come mai in Svezia i cattivi, quelli che fanno il lavoro sporco, siano tutti stranieri: russi, albanesi, serbi, tedeschi … Un po’ come i mafiosi americani nei film: tutti con l’accento siciliano.




Anna Fogarolo

 
Fotogiornalista per le maggiori testate italiane come Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, Gente, Oggi, Focus... Dal 2009 sposta la sua attenzione sulle nuove tecnologie iniziando la carriera di Web content e blogger per alcuni noti portali e Network, successivamente si specializza come Social Media Manager. Attualmente: consulenza di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR per le Edizioni Centro Studi Erikson.


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