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Renzo Piano e la responsabilità dell’architetto

 
Renzo Piano, La responsabilità dell'architetto. Conversazione con Renzo Cassigoli
Renzo Piano, La responsabilità dell'architetto. Conversazione con Renzo Cassigoli
Renzo Piano, La responsabilità dell'architetto. Conversazione con Renzo Cassigoli

 
Scheda del libro
 

Autore: Renzo Piano
 
Titolo: La responsabilità dell’architetto. Conversazione con Renzo Cassigoli
 
Casa editrice: Passigli
 
Anno: 2017
 
ISBN: 978-88-368-1244-8
 
Pagine: 208
 
Formato: cartaceo
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Grande interesse dell’opera, che riesce a mostrare l’approccio di Renzo Piano non solo all’architettura, ma anche al mondo dell’arte in genere.

Aspetti negativi


Una certa verbosità nella formulazione delle domande


In sintesi

La responsabilità dell’architetto è un libro intervista di Renzo Piano con Renzo Cassigoli: scopri di cosa parla e il punto di vista del grande architetto.

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Posted 26 Novembre 2019 by

 
La nostra recensione
 
 

“Ci vuole ottimismo e avventatezza per cercare le forme nel buio”.

Renzo Piano, La responsabilità dell'architetto. Conversazione con Renzo Cassigoli

Renzo Piano, La responsabilità dell’architetto. Conversazione con Renzo Cassigoli

Lo scorso primo ottobre è stato installato il primo tratto del cosiddetto impalcato del nuovo ponte sul Polcevera, a Genova. In prima linea assieme alle Autorità compariva ovviamente Renzo Piano, che in quell’occasione ha sottolineato che costruire è un lavoro di gruppo, e nel costruire nasce la solidarietà e il lavoro di gruppo.

Sono temi che, accanto ad altri non meno importanti, ritroviamo nel bel saggio-intervista La responsabilità dell’architetto di Renzo Piano curato da Renzo Cassigoli.

Un libro “in progress”

Approdato ormai alla settima edizione, il nucleo iniziale dell’opera è stato ampliato sino a ricomprendere i commenti del grande architetto alle varie imprese di volta in volta in corso di realizzazione: la Potsdamer Platz di Berlino, l’Auditorium di Roma, Nouméa in Nuova Caledonia, il museo di Sarajevo, la nuova sede de “Il sole 24 ore”…

L’intervista di Enzo Siciliano

L’opera La responsabilità dell’architetto, già interessante fin dalla prima edizione, è impreziosita da un’intervista inedita realizzata da Enzo Siciliano, che da sola meriterebbe l’acquisto del libro, e che apre il libro: una conversazione asciutta e quanto mai stimolante, nella quale i due intellettuali affrontano tra l’altro il tema del rapporto tra arte e scienza e tra il mestiere dell’architetto e quello dell’urbanista.

La responsabilità dell’architetto: l’architettura è l’arte più “contaminata”

Piano afferma che l’architettura è la più contaminata tra le arti: dalla vita, dagli aspetti economici, tecnologici, pratici, organizzativi. Alla luce di tutto ciò definire con esattezza il ruolo dell’architetto è impresa ardua. L’architetto diviene “una figura piuttosto complessa che deve fare una sintesi”. E quest’ultima in definitiva è il prodotto di una fusione tra pensiero e azione.

Architettura e arte

Quanto allo sfaccettato rapporto tra architettura e arte, Piano sostiene che “l’artista è colui che riesce a padroneggiare una teknè e riesce ad usarla per realizzare il suo obiettivo, che è l’arte”. L’architetto attinge ciò che utile dalla storia e lo trasforma in qualcosa di nuovo. È quello che fanno gli artisti.

L’ossessione per la leggerezza

Un altro caposaldo dell’approccio progettuale e costruttivo del grande architetto – guai a chiamarlo archistar! – è la ricerca, anzi l’ossessione, per la leggerezza.

“La leggerezza bisogna averla dentro, perché non è solo un fatto fisico, è un fatto mentale, e anche filosofico: riguarda l’intelligenza, che deve essere leggera, permeabile, paziente per poter aspettare fino a quando non hai trovato la soluzione giusta”.

L’importanza della luce e il richiamo a Italo Calvino

Accanto al costante lavoro di ricerca di leggerezza e trasparenza, Piano pone grande attenzione alla luce. Si tratta, a ben vedere, di campi strettamente interconnessi, sul piano logico certamente, ma anche sul piano artistico.

“La luce naturale (spesso diffusa dall’alto) è una costante del mio lavoro. L’immaterialità è anche di Calvino, appartiene alla sua fantasia. Calvino non è solo lo scrittore delle Lezioni americane, ma è anche l’autore de Le città invisibili”.

La città

Renzo Piano afferma che è la stessa idea di città a essere oggi in profonda crisi. Come dargli torto, quando le nostre metropoli sono sopraffatte dal traffico, da un’architettura caotica e raffazzonata, figlia della speculazione edilizia del secondo dopoguerra, insomma tutto fuorché architettura sostenibile?

Le periferie degradate, ridotte a squallidi dormitori, sono sotto gli occhi di tutti, e non ci stupiamo più del dilagare – secondo Piano inevitabile, dato il contesto – della delinquenza, della violenza, della rabbia sociale.

Le nostre città contengono molti spazi riutilizzabili: complessi architettonici dismessi, vaste aree abbandonate al degrado. Sorta di buchi neri di degrado ambientale, attendono solo di essere ricreate, nel rispetto della storia della città circostante.

È quanto ha fatto Piano ad esempio con la spettacolare realizzazione dell’Auditorium a Roma, oggi ammirato e fruito da una vasta comunità di artisti, spettatori, ma anche semplici cittadini che usufruiscono degli ampi spazi destinati alla socialità.

Ebbene sì, sembra volerci rincuorare Piano: la città

“rimane una bellissima invenzione. Bella perché costruita dal tempo, diventa lo specchio di mille storie vissute. Cresce adattandosi, stratificandosi, memorizzando se stessa. La città è molto più di un insieme di edifici, istituzioni, strade o piazze. È un modo d’essere, uno stato d’animo. La città è un’emozione”.

Il rapporto con la tecnologia

La tecnologia, osserva Renzo Piano, non va né condannata, né esaltata, come pure fanno molti. Va utilizzata con discrezione, per non lasciarsene condizionare troppo, anche perché il mestiere dell’architetto è in bilico tra tecnica e arte.

E tuttavia la tecnica non è un limite, come invece sembrerebbe suggerire l’intervistatore. Non incide sulla sostanza del nostro pensiero, ribatte il grande architetto: anche uno scrittore, ad esempio, rimane tale, quale che sia il mezzo tecnico che adopera, penna, macchina da scrivere, computer.

Limiti dell’opera

Il curatore del libro La responsabilità dell’architetto, nonché intervistatore informato e competente, contravviene alla regola aurea dei grandi giornalisti che consiglierebbe di porre domande brevi, semplici nella formulazione e senza dare sfoggio di erudizione, quasi a volersi mettere in mostra per non sfigurare al cospetto del personaggio intervistato.

Le ripetizioni

Complici le varie aggiunte apportate in occasione delle varie edizioni, alcuni temi sono ripresi più volte. Di conseguenza i punti di vista di Piano in merito a certi argomenti vengono a essere ripetuti, il che può indurre nel lettore un po’ di affaticamento.




Luigi Milani

 
Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Autore di due romanzi e una raccolta di racconti, ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tešanović, Processo agli Scorpioni e Nefertiti (Stampa Alternativa 2008-2009), e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). È tra i fondatori delle Edizioni XII. Vive e lavora a Roma. Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.


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