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La sumera, di Valentino Zeichen

 
Valentino Ziechen, La sumera
Valentino Ziechen, La sumera
Valentino Ziechen, La sumera

 
Scheda del libro
 

Autore: Valentino Zeichen
 
Titolo: La sumera
 
Casa editrice: Fazi
 
Anno: 2015
 
ISBN: 9788876258220
 
Pagine: 155
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Una bella capacità di descrivere le situazioni fin nei più piccoli dettagli

Aspetti negativi


In alcune pagine c'è eccessiva lentezza che non invoglia alla lettura


In sintesi

La sumera è un romanzo di Valentino Zeichen, edito da Fazi, che narra le vicende di Ivo, Mario e Paolo, tre vitelloni del mondo dell’arte.

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Posted 6 Aprile 2016 by

 
La nostra recensione
 
 
Valentino Ziechen, La sumera

Valentino Ziechen, La sumera

La sumera è il titolo di un romanzo di Valentino Zeichen (è il suo primo romanzo, lui che si è sempre dedicato alla poesia) ed è la protagonista concupita nel romanzo stesso. È l’oggetto e il soggetto di desiderio di tre uomini – Ivo, Mario e Paolo –, tre raffinati uomini d’arte, che approfittano dei musei della Capitale per conquistare le donne visitatrici. Certo, anche per bearsi delle bellezze artistiche che colmano i musei, ma non solo.

La sumera – Lei, come viene indicata nel romanzo – è così chiamata per via della sua fisionomia e del suo portamento «Ivo, con modesta competenza, si disse che quei profili sembravano ricopiati geneticamente da una madre votata a fisionomie sumere e fatti dono alla figlia». In una lotta continua per la conquista femminile Valentino Zeichen racconta, quindi, le avventure di Ivo, Mario e Paolo, non più giovani ma ancora decisi a rimanere sulla scena.

Un romanzo che, a mio modo di vedere, parla più di solitudini che di conquiste. E se anche una conquista viene poi portata a termine e si conclude tra le lenzuola, rimane pur sempre tutto avvolto in un clima di silenzio e di impenetrabilità che rende l’incontro più amaro del previsto.

Si vedeva sgualcito e, per tutta la lunghezza del corpo, spartito dalle trame avverse dei ragni. Si sentiva come un calco di gesso abbandonato nello studio di uno scultore morto prematuramente, che non aveva fatto in tempo a fonderlo nel bronzo.

Lo spettro della solitudine aleggia per tutto il romanzo La sumera e, anche se tra qualche festa e lo splendore dell’arte di Roma, è una presenza costante, come risulta da alcuni spezzoni di dialoghi

«Rimani ancora, non mi lasciare».
«Sono polvere da sparo, se rimango inumidisco».

***

«Perché non resti con me?».
«Non sono una rendita fissa, ogni volta che qualcuno mi vuole mi deve guadagnare desiderandomi e tu non mi vuoi abbastanza».
«Allora perché mi hai sorriso in quel modo invitante sulle scale del museo?».
«Tu non vuoi me, ma desideri ch’io rimanga fedele alla copia della fotografia che conservi nella memoria»

Il museo diventa, così, luogo della bellezza, ma anche dell’amore. «Andiamo al museo, oggi è il ventuno d’aprile, primavera degli amori».




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.


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