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L’amore è tutto, di Michela Marzano

 

 
Scheda del libro
 

Autore: Michela Marzano
 
Titolo: L'amore è tutto: è tutto ciò che so dell’amore
 
Casa editrice: UTET
 
Anno: 2014
 
ISBN: 9788841896884
 
Pagine: 206
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Riflettere sull'amore non fa mai male.

Aspetti negativi


La novità è data dalla storia dell'autrice e non dal tema trattato.


In sintesi

Michela Marzano ne L’amore è tutto: è tutto ciò che so dell’amore volge lo sguardo verso di sé e afferma: “I dialoghi tra me e me sono i più duri”.

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Posted martedì, 4 novembre 2014 by

 
La nostra recensione
 
 

Michela Marzano, L'amore è tutto: è tutto ciò che so dell'amore

Ne L’amore è tutto: è tutto ciò che so dell’amore, Michela Marzano, filosofa, scrittrice, politica, affronta gli argomenti su cui siamo soliti fermarci quando appunto parliamo d’amore. Le possibili definizioni dell’amore, l’amore mancato dell’infanzia che caratterizza poi tutta la vita, le proiezioni sull’essere amato, la libertà e la rabbia nell’amore, la coppia, il matrimonio. Niente che non abbiate già sentito o letto almeno una volta.

L’amore, quello vero, è fatto di un andirivieni continuo tra la realtà e l’immaginazione. Un andare verso l’altro poco prima di allontanarsi. Un esserci che non può impedire all’altro di essere talvolta assente.

L’amore è tutto, però, non è un classico saggio. È invece una sorta di personalissimo diario che racconta i vissuti d’amore dell’autrice e il cambiamento che nella sua vita ha portato Jacques, prima compagno, poi marito.

Questa volta ho imparato che non devo chiedere quello che non può darmi, che non posso dargli quello che mi chiede, che l’amore con la passione non c’entra niente, e che è quel niente che mi è più caro di ogni altra cosa.

Intervallati da una twitter story su hashtag #quandolincantesimosispezza e #matantoquanto? e da intermezzi con citazioni filosofico letterarie, i capitoli raccontano al lettore la ricerca spasmodica di un amore totalizzante e curativo. Un amore che non può esistere, che dovrebbe dipendere esclusivamente dalla capacità totalizzante del principe azzurro quasi papà. Un amore che non può sostituire il percorso che ogni persona deve fare per scoprire e amare se stessa e rispettare/scoprire l’altro a partire da questo amore.

Tra i libri della Marzano mi sembra che questo sia il meno incisivo e interessante. È come se l’autrice si fosse data il permesso di abbandonare una riflessione strutturata per lasciar entrare nella sua storia, liberamente, i lettori che l’hanno seguita fin qui.

Bello dunque, solo se cerco non un saggio su cui misurare i miei pensieri, ma la possibilità di conoscere ancora un po’ di più una persona di così grande spessore intellettuale. A questo proposito c’è forse un tema secondario in questa narrazione di sé ed è la legittimità della rabbia e del distacco che molti di noi dovrebbero concedersi, per poter procedere dai propri genitori verso una vita propria.

Non posso smettere di amare papà. Anche se continua a farmi soffrire, a tormentarmi, ad abbandonarmi.
Posso solo tenermi a distanza.
E amarlo da lontano. Tanto, forse troppo…

Forse non possiamo smettere di amare i nostri genitori, anche quando ci hanno ferito in modo grave. Possiamo però non odiarci se li odiamo o se decidiamo, senza odio, di non cercare più né loro né quello che non saranno mai in grado di darci. Il distacco, insomma, un sano non fare memoria di quello che non c’è e non ci sarà mai. Per dare ai “nostri” bambini disperati la possibilità di guardare altrove, di lasciare il peso che grava sulle spalle e sul cuore e dirigersi verso nuovi orizzonti.

Con questo libro Michela Marzano ha vinto il Premio Bancarella 2014.




Mariantonietta Barbara

 
Autrice per il web, scrittrice, editor. Ha collaborato con diverse testate nazionali di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.


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