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L’avventurosa storia dell’uzbeko muto, di Luis Sepúlveda

 
Luis Sepúlveda, L'avventurosa storia dell'uzbeko muto
Luis Sepúlveda, L'avventurosa storia dell'uzbeko muto
Luis Sepúlveda, L'avventurosa storia dell'uzbeko muto

 
Scheda del libro
 

Autore: Luis Sepúlveda (traduzione di Ilide Carmigani)
 
Titolo: L'avventurosa storia dell'uzbeko muto
 
Casa editrice: Guanda
 
Anno: 2015
 
ISBN: 978-88-235-1128-6
 
Pagine: 141
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


User Rating
1 total rating

 

Aspetti positivi


Sepúlveda ha la capacità di raccontare le storie in una maniera sempre affascinante e con quel pizzico di humour che le rende speciali

Aspetti negativi


Il titolo dell'edizione italiana non rende bene il contenuto


In sintesi

“L’avventurosa storia dell’uzbeko muto” è una raccolta di storie “clandestine” di Luis Sepúlveda che ricordano molto i suoi primi libri.

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Posted martedì, 13 Ottobre 2015 by

 
La nostra recensione
 
 

Luis Sepúlveda, L'avventurosa storia dell'uzbeko mutoL’avventurosa storia dell’uzbeko muto è una raccolta di racconti di Luis Sepúlveda pubblicata da Guanda. In tutto sono nove storie in cui Sepúlveda ripercorre gli anni giovanili in Cile è racconta di episodi che lì per lì possono anche sembrare marginali (non tutti, naturalmente: quando narra di alcuni particolari della morte del Che si sa che si assiste a un evento di portata storica e lo sanno anche i protagonisti del racconto) ma che poi, riletti con il filtro della distanza e, come si suol dire, con il senno del poi, mostrano tutta potenza di cui sono intrisi.

Con lo stile che gli è solito, fatto di narrazione scorrevole e humour che appare all’improvviso, Luis Sepúlveda ci mostra l’altro volto della quotidianità ai tempi della dittatura in Cile e delle altre dittature latinoamericane, attraverso i sogni di coloro che volevano lottare per la libertà ma spesso combinavano solo pasticci o gli aiuti che giungono dalle persone che non si penserebbe mai potessero condividere la causa. C’è il fervore per la militanza che giunge anche a estremi comici (come nel racconto che dà il titolo alla raccolta, ma anche ne Il soldato Capaëv a Santiago del Cile e non pochi passaggi de Anno 59 Juche), ma anche la vera passione per una lotta che va al di là della contingenza e riesce ad avere insoliti spunti di tenerezza (si veda il racconto L’Operazione Meraviglia) e può portare a commozione vera e propria (L’ultimo combattimento di Pepe Södertälje), dopo aver scansato veri e propri incidenti diplomatici (L’altra morte del Che).

L’avventurosa storia dell’uzbeko muto è un libro che ricorda i primi testi di Luis Sepúlveda e, come quei testi, affascina il lettore.

Non condivido la scelta del titolo italiano da parte della casa editrice: L’avventurosa storia dell’uzbeko muto fa pensare a un libro unitario mentre il titolo spagnolo – El uzbeko mudo y otras historias clandestinas – è molto più corretto e con quel “clandestinas” che dà la chiave a tutta la narrazione. Si ha un po’ l’impressione che l’editore italiano voglia continuare a spingere su un certo aspetto di Luis Sepúlveda: quello di Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare (struttura del titolo poi ripresa in Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico e ancora Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza).




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.


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