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Le streghe di Lenzavacche, di Simona Lo Iacono

 

 
Scheda del libro
 

Autore: Simona Lo Iacono
 
Titolo: Le streghe di Lenzavacche
 
Casa editrice: E/O
 
Anno: 2016
 
ISBN: 9788866327233
 
Pagine: 151
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Una scrittura molto curata e una capacità di descrivere l'animo umano veramente unica

Aspetti negativi


Non avrei usato più volte il bel verbo “gloglottare” come fa l'autrice, ma mi sarei limitato a una sola volta, per non depotenziarlo


In sintesi

Le streghe di Lenzavacche è il titolo di un romanzo di Simona Lo Iacono ambientato nell’Italia fascista, ma che affonda le radici in secoli precedenti.

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Postedvenerdì, 3 giugno 2016 by

 
La nostra recensione
 
 
Simona Lo Iacono, Le streghe di Lenzavacche

Simona Lo Iacono, Le streghe di Lenzavacche

Ha il sapore di una storia d’altri tempi, non solo perché in un periodo lontano (ma nemmeno tanto) è ambientato, ma per come è scritto e per il tema trattato con grande delicatezza e, allo stesso tempo, fortezza. Mi riferisco al romanzo Le streghe di Lenzavacche di Simona Lo Iacono in libreria per E/O edizioni.

Il romanzo di Simona Lo Iacono parla di diversità, declinata qui in un modo particolare ma che può essere applicata a ogni situazione percepita “diversa” dalle persone. Siamo nel 1938 e a Lenzavacche, paese siciliano, troviamo il piccolo Felice, un bambino dall’intelligenza vivacissima in un corpo che però sembra essergli ostile, sua madre Rosalba e la nonna Tilde. Con loro, il farmacista Mussumeli che fa di tutto per far sì che la vita di Felice si svolga nel modo più normale possibile. Questa è, dunque, la prima diversità con cui veniamo in contatto: un bimbo diversamente abile in un contesto socio-culturale, quello del fascismo, che faceva della perfezione fisica un vessillo.

C’è poi la diversità di mente, diciamo così: Rosalba, la mamma di Felice, ama leggere e si è innamorata di colui che è il padre di Felice perché anche lui era un uomo che leggeva. La nonna Tilde, poi, è discendente da una genia di streghe, donne considerati tali dalla mentalità popolare, semplicemente perché erano donne che badavano a se stesse, senza gli uomini. E anche Mussumeli è diverso perché applica la sua arte medica in maniera non convenzionale. A questo terzetto si unisce il maestro Mancuso, giunto a Lenzavacche per insegnare sì ai bambini ma anche per scoprire qualcosa di più sulla sua famiglia. Tuttavia, il maestro Mancuso ha pochissimi alunni in classe – solo nove – perché il suo metodo di insegnamento non segue i dettami dei programmi ministeriali: Mancuso racconta storie ai bambini, fa vivere loro le emozioni dei personaggi. Se non troverà un decimo bambino entro Natale, la sua classe dovrà essere fusa con le altre e lui tornarsene nel suo paese. Ma perché questi quattro personaggi si trovano tutti insieme, nello stesso paese, nello stesso momento verrà spiegato nella seconda parte del romanzo Le streghe di Lenzavacche che è costituita da un manoscritto redatto secoli prima degli avvenimenti.

Non è questo un mondo di fantasmi addomesticati, di dissolvenze, di stravaganze? Non siamo forse disonorati e tentatori, senza pace, forcuti come tante maligne presenze dell’oltremondo? A guardarci gli uni con gli altri in una notte qualsiasi, le nostre ombre proietterebbero gobbe sul muro, indecenze, malattie medievali, code acuminate e speroni sulla zucca.
La stessa ombra di Felice.
Alla fine, ci somigliamo tutti.

Simona Lo Iacono è molto brava nel raccontare eventi, situazioni e, soprattutto, emozioni, grazie a uno stile coinvolgente, a un’attenta scelta dei vocaboli e a una lingua sorvegliata che fa rimanere incollati alla pagina.




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.


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