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Le vite di Monsù Desiderio, di Fausta Garavini

 
Le vite di Monsù Desiderio, di Fausta Garavini
Le vite di Monsù Desiderio, di Fausta Garavini
Le vite di Monsù Desiderio, di Fausta Garavini

 
Scheda del libro
 

Autore: Fausta Garavini
 
Titolo: Le vite di Monsù Desiderio
 
Casa editrice: Bompiani
 
Anno: 2014
 
ISBN: 9788845275708
 
Pagine: 324
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


È meraviglioso entrare nel mondo dell'arte, della scuola napoletana, degli eretici e farlo attraverso uno dei suoi personaggi più particolari e meno conformisti.

Aspetti negativi


Il tono a volte è troppo distaccato e suona leggermente didattico.


In sintesi

Fausta Garavini ne Le vite di Monsù Desiderio, in concorso al Campiello 2014, ci racconta la vita e le opere del pittore François de Nomé, alias Monsù Desiderio.

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Posted 27 Agosto 2014 by

 
La nostra recensione
 
 

Le vite di Monsù Desiderio, di Fausta GaraviniChe strane coincidenze mi sta regalando il 2014. In campo letterario, nella sezione dei premi, rispettivamente Strega e Campiello, mi imbatto in due romanzi, scritti da due donne, che parlano entrambi del Seicento napoletano e, a vario titolo, dei pittori che si formarono alla scuola napoletana e la resero celebre.

Del candidato allo Strega, Lisario ho il piacere infinito delle donne, scritto da Antonella Cilento, ne ho parlato qui su GraphoMania.

Oggi vi racconto invece del romanzo candidato al Premio Campiello 2014, Le vite di Monsù Desiderio, di Fausta Garavini, dedicato al pittore “fantastico” François de Nomé.

François/Francesco è solo un bambino quando, nel 1602, parte da Metz, cittadina del nord est della Francia, diretto a Roma. Sua madre, vedova, non può più mantenerlo ed è ora che il piccolo si guadagni da vivere da solo, andando a bottega. A Roma diventerà aiutante di un pittore e imparerà il mestiere.

Nel suo percorso verso la giovinezza e la maturità Francesco incontrerà non solo pittori importanti e meno importanti, ma anche filosofi, scienziati, pensatori, gente comune, religiosi.

I ricordi della sua città, la curiosità di scoprire i luoghi in cui vive, la sua capacità di andare oltre l’apparenza, la partenza da Roma per recarsi a Napoli, gli doneranno uno sguardo diverso da quello dei suoi colleghi, a tratti inquietante, che lo renderà famoso.

In tal modo Francesco si trovò a costeggiare i maggiori ingegni napoletani, consapevole solo a metà dell’importanza di quei personaggi. Del resto non era l’importanza che lo attirava. Più dei vantaggi che gliene deriverebbero per le commissioni, lo incuriosiva quello che poteva imparare.

Il romanzo di Fausta Garavini, arricchito dalle riproduzioni di molti dei quadri citati, prende il lettore e lo colloca accanto a Francesco, lo fa camminare con lui, a volte gli presta i suoi occhi. La Garavini riesce a rendere piacevolissima la scoperta di un’epoca storia che potrebbe sembrare, ai nostri occhi di ex studenti, un’accozzaglia di nomi, di date, di eventi da ricordare. Grazie a lei ogni data, nome, quadro, teoria filosofica o religiosa, diventa interessante. La sua scrittura non annoia mai e il suo libro si presta come compagno stimolante per molte settimane.

Io vi consiglio di leggerlo insieme al già citato Lisario di Antonella Cilento. I due romanzi si completano e vi consentiranno di scegliere il registro narrativo che in quel momento vi aggrada di più (più autorevole e distaccato quello della Garavini, più calato nel contesto e legato all’epoca storica narrata quello della Cilento).




Mariantonietta Barbara

 
Autrice per il web, scrittrice, editor. Ha collaborato con diverse testate nazionali di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.


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