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Le voci dell’acqua, graphic novel spiazzante di Tiziano Sclavi

 

 
Scheda del libro
 

Autore: Tiziano Sclavi (storia) e Werther Dell'Edera (disegni)
 
Titolo: Le voci dell'acqua
 
Casa editrice: Feltrinelli
 
Anno: 2019
 
ISBN: 9788807550188
 
Pagine: 96
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


La grande libertà che si respira leggendo le storie che compongono il volume.

Aspetti negativi


La frammentarietà delle storie e una certa, compiaciuta tendenza all’ermetismo.


In sintesi

Le voci dell’acqua è il titolo di una graphic novel di Tiziano Sclavi con disegni di Werther Dell’Edera: leggi la nostra recensione e scoprine il contenuto.

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Posted lunedì, 11 Febbraio 2019 by

 
La nostra recensione
 
 
Tiziano Sclavi, Le voci dell'acqua. Disegni di Werther Dell'Edera

Tiziano Sclavi, Le voci dell’acqua. Disegni di Werther Dell’Edera

La recente uscita della graphic novel Le voci dell’acqua segna l’atteso ritorno di Tiziano Sclavi in libreria, dopo qualche saltuaria apparizione sulle pagine della sua più celebre creatura, Dylan Dog, nell’ambito della nuova, discussa gestione di Roberto Recchioni.

Una storia che… non è una storia: Le voci dell’acqua

Avvertiamo subito i nostri lettori che il dylaniato Sclavi ha concepito una storia di difficile lettura, scomposta e frazionata in più episodi, talora brevissimi e tenuti assieme da un tenue filo conduttore, rappresentato dalle voci percepite dal protagonista del volume, Stavros. L’uomo conduce una vita noiosa e triste, quasi kafkiana, divisa tra un lavoro squallido, affetti latitanti e una madre oppressiva.

«Tengono compagnia» all’alienato Stavros le voci, che sente ogni giorno ossessivamente, sotto una pioggia inestinguibile. E sono proprio questi i temi conduttori della storia: le voci e la pioggia incessante.

Gli episodi

Come accennato, il volume Le voci dell’acqua si articola in diversi episodi — alcuni quasi solo abbozzati — flash illustrati con consumata abilità dal grande scrittore e resi graficamente con altrettanta bravura da un Werther Dell’Edera in stato di grazia. Colpisce la grande versatilità dell’artista, in grado di passare con disinvoltura dalle pagine dei supereroi Marvel a una storia «d’autore» difficilissima da illustrare, nonostante la grande libertà espressiva concessa al disegnatore dallo stesso Sclavi.

Vendetta è forse l’episodio più riuscito, con un colpo di scena magistrale, degno del miglior Sclavi.

In Non siamo soli compare anche la fantascienza, genere pure caro a Sclavi. In una piazza qualunque di una città del Nord atterrano gli alieni, in quello che appare come un evidente omaggio all’iconografia di Incontri ravvicinati del Terzo Tipo del maestro Steven Spielberg. Ma l’arrivo degli extraterrestri avviene con modalità ed esiti spiazzanti, un po’ alla Ennio Flaiano per capirci.

L’Epilogo è raggelante, ma rivelatorio e finalmente chiarificatore.

I disegni

Werther Dell’Edera, curiosamente riportato in copertina con ben poco risalto rispetto al nome dell’autore, ha compiuto un lavoro davvero spettacolare. I disegni sono molto belli ed evocativi: ricordano a tratti le asperità e spigolosità di Guido Crepax, con qualche sprazzo di Dino Battaglia.

Ma a seconda delle storie il tratto muta, assumendo piacevoli morbidezze e sinuosità, e in quei momenti fa pensare al Gene Colan di certi lavori sperimentali in bianco e nero degli anni ’90.

Le voci dell’acqua: un’opera difficile ma affascinante

In conclusione, possiamo senz’altro affermare che Le voci dell’acqua aggiunge un tassello importante nel pur glorioso corpus sclaviano. Fedele a un approccio che non fa facili concessioni al lettore, né tantomeno al fan del più accessibile Dylan Dog, questo nuovo lavoro di Sclavi scandaglia con rinnovato vigore e immutata maestria le tematiche care all’autore dell’alienazione, della pazzia, della crescente disumanizzazione determinata da ambienti di lavoro malsani.

Non si pensi però solo a un’opera dominata dall’angoscia e dalla paranoia, dal momento che qua e là affiora anche la vena ironica del buon vecchio Sclavi, di cui ha dato ampia prova lungo tutto l’arco della sua carriera fumettistica.

Certo, inutile nascondere che si tratta di una lettura straniante e a tratti perfino sottilmente opprimente, ma crediamo che in fondo tali effetti collaterali siano stati previsti, se non desiderati, dal grande scrittore, al quale la qualifica di semplice — si fa per dire, eh! — fumettista va decisamente stretta, vista la sua statura di raffinato intellettuale.




Luigi Milani

 
Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Autore di due romanzi e una raccolta di racconti, ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tešanović, Processo agli Scorpioni e Nefertiti (Stampa Alternativa 2008-2009), e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). È tra i fondatori delle Edizioni XII. Vive e lavora a Roma. Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.


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