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Leonardo da Vinci. Il Rinascimento dei morti: recensione e intervista agli autori

 
Leonardo da Vinci. Il Rinascimento dei morti
Leonardo da Vinci. Il Rinascimento dei morti
Leonardo da Vinci. Il Rinascimento dei morti

 
Scheda del libro
 

Autore: Giorgio Albertini, Giovanni Gualdoni e Giuseppe Staffa
 
Titolo: Leonardo da Vinci. Il Rinascimento dei morti
 
Casa editrice: Newton Compton
 
Anno: 2019
 
ISBN: 9788822725738
 
Pagine: 334
 
Formato: cartaceo, eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Mescolare romanzo storico con tematiche horror, gli zombie, la precisione dei dettagli storici, le scene d'azione.

Aspetti negativi


Finale aperto (non è un vero difetto, si tratta del primo libro di un progetto più ampio)


In sintesi

Scopri di cosa parla il romanzo Leonardo da Vinci. Il Rinascimento dei morti e leggi la nostra intervista agli autori Albertini, Gualdoni e Staffa.

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Posted mercoledì, 20 Febbraio 2019 by

 
La nostra recensione
 
 
La copertina del romanzo Leonardo da Vinci. Il Rinascimento dei morti e gli autori (da sinistra): Giorgio Albertini, Giovanni Gualdoni e Giuseppe Staffa.

La copertina del romanzo Leonardo da Vinci. Il Rinascimento dei morti e gli autori (da sinistra): Giorgio Albertini, Giovanni Gualdoni e Giuseppe Staffa.

Cosa succede se mescoliamo un genio con gli zombie? Abbiamo il romanzo Leonardo da Vinci. Il Rinascimento dei morti. Scritto a sei mani da Giorgio Albertini, Giovanni Gualdoni e Giuseppe Staffa, si tratta di un romanzo horror-storico pubblicato da Newton Compton Editori nella collana Nuova Narrativa Newton.

Leonardo da Vinci. Il Rinascimento dei morti

La trama è ambientata nel 1493. Leonardo da Vinci viene convocato d’urgenza a Milano per indagare sulla strana morte di un cadavere. E strana lo è davvero: durante l’autopsia il morto si alza e aggredisce Leonardo e i suoi assistenti. Leonardo deve così andare da Ludovico il Moro: il signore di Milano lo mette a parte di un terribile segreto.

Numerosi casi di morti risvegliati stanno terrorizzando l’Europa. Toccherà a Leonardo andare a Roma per informare di tutto ciò il papa Borgia e cercare di contrastare la macabra minaccia.

Durante il viaggio alla volta di Roma, Leonardo sperimenterà ben presto l’enormità di tale pestilenza: non solo i morti tornano in vita, ma vogliono nutrirsi di carne umana.

Passando da Firenze, si troverà coinvolto nella follia di Savonarola, ma riuscirà anche a diventare amico di Michelangelo. Arrivato a Roma, Leonardo verrà sconvolto dalla verità sull’origine di questa piaga e dovrà anche cercare di porvi fine. Ce la farà?

Recensione Leonardo da Vinci. Il Rinascimento dei morti

Leonardo da Vinci. Il Rinascimento dei morti è un libro che mescola sapientemente il romanzo storico con quello horror, non disdegnando atmosfere più d’azione e avventurose. Lo fa con naturalezza, senza forzature. Molto interessante la parte relativa alle descrizioni storiche, le quali non si limitano a evidenziare importanti passaggi storici dell’epoca, ma ci spiega anche tradizioni e vita quotidiana.

Non mancano poi i giusti cliché da libro horror sugli zombie, adattati alle vicende rinascimentali. Spicca comunque il genio di Leonardo, molto più avanti nel riconoscere la natura del problema rispetto a tanti protagonisti di film e romanzi contemporanei sugli zombie.

Intervista a Giorgio Albertini, Giovanni Gualdoni e Giuseppe Staffa, autori del romanzo

Ma che ne dite di andare a discutere del romanzo ascoltando le parole degli autori stessi del romanzo Leonardo da Vinci. Il Rinascimento dei morti ? Ecco alcune domande che abbiamo rivolto loro.

Mescolare un personaggio storico come Leonardo da Vinci (e tutti gli altri che non menzioneremo per non fare troppi spoiler) con gli zombie è un’idea singolare. Come vi è venuto in mente di calare un personaggio quale Leonardo Da Vinci nel bel mezzo di una epidemia zombie?

L’idea è arrivata quasi per scherzo da una chiacchierata in macchina immaginando come potesse essere combinare una seria ricostruzione storica con uno degli elementi soprannaturali più in voga in questo periodo, vale a dire gli zombie. Sebbene il protagonista del romanzo sia oggi Leonardo, il primo nome che ci venne in mente fu quello di Cristoforo Colombo, immaginando uno svolgimento alternativo della sua spedizione. Da questi spunti, ci siamo allargati a tutto il periodo rinascimentale, cercando di coinvolgere più personaggi storici possibile che potessero rappresentare al meglio la molteplicità di voci del Tardo Medioevo. Leonardo si è però imposto come protagonista. D’altronde, quale se non il suo poteva essere il cervello più appetibile per uno zombie rinascimentale?

Il romanzo è un lavoro a sei mani: come vi siete suddivisi i compiti? E come avete organizzato il lavoro all’atto pratico? Anche tutti i puntuali riferimenti storici mostrano una ricerca notevole e precisa in questo campo.

La lavorazione del romanzo è cominciata con una fase progettuale di discussione che ha portato alla stesura di una prima trama generale e una successiva divisione in capitoli sempre più dettagliati. In principio la vicenda doveva riguardare esclusivamente l’indagine di Leonardo ma si è deciso poi di ampliare lo scenario mostrando, attraverso dispacci, memoriali, atti processuali o semplici missive redatti da varie figure, come l’epidemia si stesse propagando aldilà dell’indagine del protagonista. Questo ci ha permesso di entrare in modo più preciso nel racconto della quotidianità (una quotidianità alterata dall’apocalisse zombie, ovviamente) tardo medievale, mettendo in scena quanti più aspetti e ambiti sociali fosse possibile.

Siamo poi passati alla fase di scrittura vera e propria che è stata suddivisa tra Albertini e Staffa. Ognuno di noi tre ha delle competenze specifiche: Gualdoni è un esperto di letteratura di genere con una lunga esperienza nella narrazione horror; Albertini e Staffa sono entrambi medievisti con alle spalle molte pubblicazioni saggistiche e narrative. La conoscenza professionale, l’esperienza paleografica e archeologica del Medioevo sono alla base di una ricostruzione il più possibile attendibile dei contesti narrati nel romanzo.

Leonardo da Vinci si mostra molto più perspicace in merito alla piaga zombie di tanti moderni protagonisti di film e libri sull’argomento. Capisce più rapidamente cosa sta accadendo, come mai? C’entra il suo essere un genio in qualsiasi campo si sia mai applicato o è l’uomo del Rinascimento, abituato purtroppo a epidemie costanti, che salta fuori?

Sarà perché noi autori siamo più perspicaci di chi ci ha preceduto. (Questa magari non la scriviamo, ma non abbiamo resistito).

Come più volte sottolineato nel libro, Leonardo è mosso da un potente fattore: la curiosità, che considera una delle declinazioni più precipue dell’intelligenza. In virtù di questa si sforza di essere “attento” rispetto a ciò che gli succede intorno, risultando di conseguenza meno distratto di quanto non appaia l’uomo moderno e più pronto a cogliere interconnessioni nelle vicende che è costretto a vivere. È vero, è un uomo del Rinascimento e come tale è un ponte tra il mondo medievale – abituato a considerare le intrusioni sovrannaturali come “normali” manifestazioni del volere divino – e il mondo moderno, in cui si svilupperà il metodo scientifico di cui Leonardo sembra essere un anticipatore nell’analizzare l’epidemia e tentare di porre rimedio. Essere uno dei più grandi geni di tutti tempi l’ha di certo aiutato.

Quali sono i vostri modelli e le vostre fonti di ispirazione per quanto riguarda l’argomento zombie?

Senza nulla togliere al compianto Maestro George A. Romeo, senza il quale nulla di tutto questo sarebbe stato possibile, non possiamo nascondere che la fonte di ispirazione principale sia stata World War Z. La guerra mondiale degli zombi. Considerata da molti una vera e propria bibbia sull’argomento dei non-morti, il libro di Max Brooks, da cui è stato tratto un’infedele trasposizione cinematografica con Brad Pitt – che poco o nulla ha a che fare con l’opera originale –, parte da un’indagine giornalistica che fonde una serie di testimonianze di coloro che sono sopravvissuti all’apocalisse zombie. Max Brooks si è ispirato a sua volta a un classico della narrazione storico-divulgativa sulla seconda guerra mondiale che è The Good War di Studs Terkel, premio Pulitzer nel 1984. Importanti sono stati anche altri titoli, quali la trilogia di Apocalisse Z del galiziano Manel Loureiro e Orgoglio e Pregiudizio e Zombie di Seth Grahame-Smith.

Il finale del romanzo lascia il lettore in sospeso: una sconvolgente verità è stata rivelata, ma siamo ben lontani dall’aver capito come arginare la piaga zombie. Questo vuol dire che, probabilmente, ci saranno altri romanzi di questa serie. Avete già delineato un progetto più vasto? E quando pensate che potrà uscire un seguito? La curiosità di sapere come andrà a finire questa storia è tanta.

Durante la lavorazione di Leonardo da Vinci. Il rinascimento dei morti ci siamo resi conto che l’argomento aveva proporzioni vastissime e che un unico libro non sarebbe stato sufficiente per raccontare tutto. Ciò che più ci interessa in questo progetto è la possibilità di mettere in scena i grandi del Rinascimento di fronte all’incombente pericolo di una grande epidemia; un’epidemia che ha le caratteristiche di una peste ma ha i connotati di qualcosa di molto diverso, più vicino alla percezione delle catastrofi dell’oggi. Proviamo a spiegare: la scienza ha oggi la capacità di reagire a un’epidemia limitandone i danni come mai nella storia umana è stato possibile e quindi, per far percepire l’incapacità di reagire, risolvere e anche solo capire l’origine di un pericolo tanto grande esperita dagli uomini della fine del Medioevo, è stato necessario per noi dover utilizzare la metafora degli zombie. Diventa quindi auspicabile una continuazione del progetto che preveda il racconto sull’evoluzione dell’apocalisse zombie fino alla prima metà del ‘500 attraverso la pressoché infinita varietà di personalità che hanno reso quella stagione intellettuale e artistica quella che è effettivamente stata. Difficile dire con sicurezza quando questo accadrà ma speriamo sia il più presto possibile. Le cose da raccontare sono tante e i personaggi bussano continuamente alle nostre porte, forse mossi dall’urgenza di fuggire alle orde di morti viventi che gli stanno alle costole.




Nymeria

 
Nerd inside, come scopo nella vita sto cercando di leggere tutta la letteratura fantasy possibile e immaginabile.. Beh, poi ci sono anche i manga, i videogiochi, i telefilm, i film... ce la farò?


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