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Lettera a Dina, di Grazia Verasani

 
Grazia Verasani, Lettera a Dina
Grazia Verasani, Lettera a Dina
Grazia Verasani, Lettera a Dina

 
Scheda del libro
 

Autore: Grazia Verasani
 
Titolo: Lettera a Dina
 
Casa editrice: Giunti
 
Anno: 2016
 
ISBN: 9788809811416
 
Pagine: 160
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


La bellezza di una storia raccontata sul filo dei ricordi, accompagnata da musica che per molti di noi è evocativa.

Aspetti negativi


Tranne che per Dina, gli altri nomi sono solo lettere maiuscole puntate, il che può generare un po' di confusione nella lettura.


In sintesi

In «Lettera a Dina» Grazia Verasani racconta l’amicizia tra due ragazze tra gli anni ’70 e ’80 con gli occhi di una di loro venti anni dopo.

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Posted mercoledì, 7 Settembre 2016 by

 
La nostra recensione
 
 
Grazia Verasani, Lettera a Dina

Grazia Verasani, Lettera a Dina

Sarà capitato anche a voi: mentre ascoltate la radio, magari in macchina, viene trasmessa una vecchia canzone. Una di quelle che vi piaceva tanto quando eravate più giovani. E così, all’improvviso, vi tornano in mente tante situazioni, persone, emozioni che pensavate di non ricordare più. Succede così alla protagonista del romanzo Lettera a Dina di Grazia Verasani. Mentre è in auto la radio trasmette …E mi manchi tanto degli Alunni del Sole (ah, gli Alunni del Sole!). E i ricordi scoppiano dentro di lei, producendo fiumi di lacrime. Sì, perché non si tratta di ricordi felici, ma dolorosi.

Lettera a Dina è un sapiente viaggio (sarà un caso che l’ascolto della canzone è avvenuto in auto?) tra il presente e il passato. La voce narrante si ritrova a fare conti con un presente che con la soddisfa e con un passato che ha visto una grande amicizia poi finita tragicamente. Nel passato ci sono le e Dina, compagne di scuola diversissime tra loro (la protagonista si dichiarava comunista e Dina fascista, per dire) che crescono insieme, pur seguendo vie molto diverse. Nel presente ci sono lei, R. il suo amante (sposato con un’altra donna) e tutti coloro che hanno conosciuto Dina ma di cui non parlano mai. Sullo sfondo, l’Italia degli anni Settanta e Ottanta, con tutto il fermento politico e culturale proprio di quegli anni.

Così attraverso il riannodarsi dei ricordi, lo sfogliare delle pagine del diario della protagonista, alcune lettere che Dina le mandava, le sedute dallo psicologo si dipinge piano piano dinanzi ai nostri occhi il quadro di un’amicizia per le strade di Bologna, ma anche tutta una serie di interrogativi e di porte che se si fossero aperte (o chiuse, dipende) avrebbero portato a una diversa situazione.

Grazia Verasani – che abbiamo già apprezzato in Mare d’inverno – lentamente, con uno stile cesellato e i dialoghi inseriti al punto giusto, conduce chi legge a porsi domande su se stesso, sul proprio passato e su come sta vivendo il presente. Forse è necessario combattere con alcuni fantasmi che ci perseguitano, ma è pur vero che se si guarda in faccia la realtà si riesce benissimo a riconoscerli e a pacificarsi.

Lettera a Dina è un romanzo che si legge con piacere anche se, unica pecca a mio modo di vedere, il fatto di non indicare i nomi dei personaggi se non con le iniziali, come anche sostituire con un asterisco i nomi propri di alcuni luoghi rende un po’ complicata la lettura di alcuni passaggi.




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.


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