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LiBlog recensisce La Valle di Atopon di Fabio Marzocca

 

 
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Il nostro voto
 
 
 
 
 


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In sintesi

La fascetta allegata a questo libro recita: Tutti i diritti d’autore verranno devoluti all’Associazione PETER PAN Onlus. Tale associazione di volontari permette ai genitori che hanno un figlio malato di cancro e ricoverato a Roma di stargli vicino durante le cure mediche. Forniscono una casa dove alloggiare, assistenza e, soprattutto, conforto. Questo impegno, dei volontari […]

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Posted lunedì, 2 Febbraio 2009 by

 
La nostra recensione
 
 

La Valle di ÁtoponLa fascetta allegata a questo libro recita: Tutti i diritti d’autore verranno devoluti all’Associazione PETER PAN Onlus. Tale associazione di volontari permette ai genitori che hanno un figlio malato di cancro e ricoverato a Roma di stargli vicino durante le cure mediche. Forniscono una casa dove alloggiare, assistenza e, soprattutto, conforto.

Questo impegno, dei volontari e di Fabio Marzocca, meriterebbe da solo l’acquisto e la lettura del libro e magari… una recensione positiva.

La valle di Átopon è un racconto per ragazzi ambientato in un tranquillo paesino nei pressi di Orvieto. Uno di quei posti dove tutti si conoscono e si aiutano. Un luogo dove si possono vedere le stelle ed ascoltare i grilli, lontano dalle luci e dal chiasso delle città.

Il protagonista, Ughino, è un bambino costretto a prendersi cura della madre disturbata mentalmente. Per salvarla parte con due fedeli amici per il luogo di ciò che non ha luogo dove risiedono coloro che sovrintendono alla psiche umana…

Nonostante il target a cui è destinato questo breve racconto (appena 120 pagine) affronta tematiche difficili: l’alienazione, l’emancipazione, gli influssi sull’animo umano, la vita… ma lo fa con un linguaggio che cerca di mantenersi semplice e diretto e con efficaci allegorie tratte dalla mitologia greca.

Una storia sana come una fiaba ma che scende a guardare il mondo dell’anima in una visione onirica adatta ad un pubblico di giovani. Unico appunto che posso fare è il modo di parlare dei personaggi: un po’ troppo “corretto” per abitanti di un paesino dell’Umbria. Comunque questa piccola perdita di verosimiglianza nulla toglie al valore del libro ed io sono il primo fautore di un Italiano corretto in tutte le circostanze.

La lettura è scorrevole e non impegnativa, adatta per un paio di tranquilli pomeriggi. Direi che questo libro potrebbe essere un bel regalo per qualche bambino… e magari qualche genitore.

Livia in LiBlog




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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)


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