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Life and Death. Twilight reimagined, di Stephenie Meyer

 
Stephenie Meyer, Life and Death. Twilight reimagined
Stephenie Meyer, Life and Death. Twilight reimagined
Stephenie Meyer, Life and Death. Twilight reimagined

 
Scheda del libro
 

Autore: Stephenie Meyer (traduzione di Lucia Olivieri, Teresa Albanese e Sabina Terziani)
 
Titolo: Life and Death. Twilight reimagined
 
Casa editrice: Fazi
 
Anno: 2016
 
ISBN: 9788876259166
 
Pagine: 860 (il libro contiene anche Twilight originale; la parte di Life and Death occupa 458 pagine)
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


User Rating
11 total ratings

 

Aspetti positivi


Interessante esercizio di stile e il finale cambiato

Aspetti negativi


Identico a Twilight con alcuni aspetti del finale cambiato; non si percepisce la differenza di comportamento fra Bella e Beau; Edythe che ridacchia di continuo


In sintesi

Life and Death. Twilight reimagined è la riscrittura di Twilight da parte di Stephenie Meyer per il decimo anniversario della pubblicazione.

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Posted 18 Gennaio 2016 by

 
La nostra recensione
 
 
Stephenie Meyer, Life and Death. Twilight reimagined

L’edizione speciale per il decennale di Twilight con la versione originale e la rivisitazione Life and Death. Twilight reimagined

In occasione del decimo anniversario della pubblicazione di Twilight all’autrice Stephenie Meyer è stato chiesto di scrivere qualcosa di particolare per celebrare l’evento. Come lei stessa ci spiega nella prefazione di Life and Death, l’idea che le è venuta è stata quella di riscrivere il romanzo di Twilight invertendo il genere dei personaggi. Esatto, proprio così: in Life and Death al posto dell’umana Bella abbiamo l’umano Bea (Beaufort), al posto del vampiro Edward abbiamo la vampira Edythe e via dicendo. Praticamente tutti i personaggi sono stati invertiti, tranne Charlie e Renee per una precisa scelta della scrittrice come ci spiega nella prefazione. Se ricordate, infatti, all’inizio del libro Bella viveva con la madre e poi si trasferisce a Forks col padre Charlie. Se in Life and Death fossero state invertite le parti, ovvero trasformato Renee nel padre e viceversa, sarebbe stato poco credibile che un ragazzo venisse affidato al padre piuttosto che alla madre a meno che la madre non avesse gravi problemi e se si fosse verificato quest’ultimo caso, al ragazzo non sarebbe poi stato permesso di tornarci a vivere; quindi la Meyer è stata costretta a lasciare queste due figure così come erano. Tutti gli altri sono cambiati, ecco come:

  • Bella > Beau (Baufort)
  • Edward > Edythe
  • Jacob > Julie (Jules)
  • Carlisle > Carine
  • Esme > Earnest
  • Rosalie > Royal
  • Emmet > Eleanor
  • Alice > Archer
  • Jasper > Jassamine
  • Mike > McKayla
  • Eric > Erica
  • Billy > Bonnie
  • Sam > Samantha
  • Jessica > Jeremy
  • Angela > Allen
  • Tayler > Taylor
  • Laure > Logan
  • Victoria > Victor
  • James > Joss
  • Laurent > Lauren

La trama di Twilight ormai la conosciamo tutti. Quella di Life and Death è la medesima, in tutto per tutto, inclusi molti dialoghi e battute, tranne per il finale: qui la Meyer ha voluto togliersi lo sfizio di cambiarlo.

Beau arriva nella piovosa Forks per vivere col padre Charlie. A scuola si imbatte nella misteriosa famiglia dei Cullen e si innamora della bellissima Edythe Cullen. Inizialmente la ragazza sembra respingerlo, ma poi i due scopriranno di essere irrimediabilmente attratti, con tutte le complicazioni del caso: gli amici a scuola, le rispettive famiglie, il fatto che Edythe sia una vampira come tutta la sua famiglia, antichi patti coi lupi mannari, vampiri rivali… per arrivare finalmente al lieto fine.

Life and Death. Twilight reimagined: la nostra recensione

La recensione parte dai nomi: già gli originali erano discutibili, ma almeno riscrivendo l’opera la Meyer non poteva sceglierne di migliori? Siamo seri? Beau e Edythe? Boh e Edit (Modifica)? Carine? Royal? Jassamine? Nomi a dir poco assurdi. Ma questo non è il problema maggiore: il fatto è che, tranne il finale e qualche particolare qua e là dovuto al fatto che Beau è un uomo e quindi reagisce come un uomo, tutto è uguale a Twilight. Quindi alla fine tanto valeva rileggersi Twilight. Capisco che la Meyer abbia voluto compiere un interessante esercizio di stile, ma rimane proprio questo, un esercizio di stile e nulla di più. Esercizio di stile che, a onor del vero, può essere riuscito in alcune parti: in effetti mentre Bella a tratti risultava piatta, noiosa, stucchevole, quasi antipatica, Beau appare un più adorabile imbranato, è un pochino più simpatico. Per contro dove prima avevamo un Edward misterioso e affascinante a modo suo, qui abbiamo una Edythe ridacchiante: sì, ridacchia di continuo, una cosa insopportabile. Certo, sempre un vampiro autorevole e dominante, ma appare decisamente troppo umana.

Non dovremmo fare paragoni? Difficile visto che l’edizione del decennale presenta da un lato il Twilight originale e dall’altro il nuovo Life and Death: quindi direi che il confronto è inevitabile, anzi, proprio voluto.

Assai discutibile anche il finale, non lo spoilero perché è l’unica parte originale del romanzo, però anche qui manca in alcune parti di coerenza, alcune cose sono accennate solo velocemente e si ha quasi la sensazione che la Meyer abbia voluto infilarcele a tutti i costi (anche se devo dire che qui Beau e Edythe hanno preso la decisione che tutti avremmo preso in quelle circostanze). Così come a volte appaiono poco coerenti alcuni comportamenti di Beau: è un ragazzo, ma in alcuni punti se ci fosse Bella sarebbe la stessa cosa. Lo so che la storia dovrebbe andare a parare lì, che la Meyer voleva dimostrare come in determinate circostanze (vivere circondati da esseri sovrannaturali) il fatto di essere uomo o donna non cambia, ma la mente maschile e quella femminile normalmente reagiscono a certe situazioni in maniera differente. Qui, invece, si ha la sensazione che non ci sia questa sottile sfumatura.

Che dire? Life and Death è un libro di cui francamente non c’era bisogno, interessante come esercizio di stile, ma nulla di più. Assai meglio, immagino, sia per i fan della serie che per tutti gli altri, sarebbe stato scrivere magari uno spin-off su uno dei mille vampiri che ci aveva presentato in Breaking Dawn, quello sì che sarebbe stato interessante. Oppure un romanzo per approfondire i Volturi, i lupi mannari… insomma, di spunti ne avrebbe a bizzeffe. Ma questo voler ricalcare un successo già certo è strano, sembra quasi riluttante a voler tentare una strada nuova accontentandosi di quella già sicura, finendo così per scontentare un po’ tutti.




Nymeria

 
Nerd inside, come scopo nella vita sto cercando di leggere tutta la letteratura fantasy possibile e immaginabile.. Beh, poi ci sono anche i manga, i videogiochi, i telefilm, i film... ce la farò?


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