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Lisario o il piacere infinito delle donne, di Antonella Cilento

 

 
Scheda del libro
 

Autore: Antonella Cilento
 
Titolo: Lisario o il piacere infinito delle donne
 
Casa editrice: Mondadori
 
Anno: 2014
 
ISBN: 9788804634478
 
Pagine: 300
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Trama ben costruita, scrittura coerente e curata dall'inizio alla fine, una protagonista intrigante, una Napoli ricca di contraddizioni, umanità, cultura, vita.


In sintesi

Candidato al Premio Strega 2014, “Lisario o il piacere infinito delle donne” è un intenso romanzo, ricco di avventure, di Antonella Cilento.

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Posted martedì, 13 Maggio 2014 by

 
La nostra recensione
 
 

Lisario o il piacere infinito delle donne, di Antonella CilentoIn occasione del Premio Strega 2014, su suggerimento di un amico, mi sono concessa la lettura dei tre romanzi finalisti che sono stati scritti da donne: Lisario o il piacere infinito delle donne (Mondadori) di Antonella Cilento, Bella mia (Elliot) di Donatella Di Pietrantonio, Ovunque, proteggici (nottetempo) di Elisa Ruotolo. Ve li racconto uno alla volta, a partire da quello che mi ha incantato di più.

Siamo nella prima metà del 1600. Lisario, pur essendo una bambina fortunata, perché di famiglia agiata, conosce ben presto e con incredulità le asprezze della vita e i limiti imposti alla vita delle donne. Privata della voce a causa di un intervento praticato male e privata della possibilità di scegliere il suo destino, Belisaria studia, legge, impara a scrivere di nascosto da tutti e da tutte.

Non ha nessuno con cui confidarsi. I genitori inorridirebbero sapendo che è intelligente e che accresce di giorno in giorno la sua cultura rubando libri ogni volta che può. Le amate servette non sanno leggere e non potrebbero comunque comunicare con lei. L’unica donna a cui Belisaria sa di potersi affidare è la Madonna, una signora che conosce la sofferenza e che nel testo biblico non proferisce quasi mai parola. Muta, come lei, accetta il dolore e diventa interlocutrice di altre donne che ne condividono la sorte.

Quando però il dolore si fa troppo forte, Lisario cade in una sorta di catalessi protettiva, interrotta dopo mesi e mesi, da Avicente un medico ciarlatano, che lasciato solo con lei comincia a toccarla fino a scoprire quale tipo di piacere provano le donne. Risvegliata, conscia di ciò che l’uomo le ha fatto, ma impossibilitata a parlarne, Lisario accetta il matrimonio con il suo salvatore, ma non si rassegna a una vita di sottomissione.

“Adesso siamo sposati” disse con un filo di voce Avicente, che si sentiva sullo stomaco l’ostia, il pranzo nuziale e il vino che gli avevano fatto bere e che gli gorgogliava in gola. “Forse sapete che dovremmo…” Ma la sposa con un saltello era andata a sedersi sul letto battendo entrambe le mani sulle lenzuola. “Che fate?” Lisario gli indicò il paravento. […] Si sporse a vedere e trovò Lisario che saltava sul materasso di lana […] I piedi di Lisario entravano e uscivano dalla visuale limitata del baldacchino che circondava il materasso a causa dei gran salti che faceva la sposa […]

Non racconto altro per non svelarvi le tante avventure in cui Lisario si andrà a cacciare grazie alla sua curiosità e al suo spirito di indipendenza. Sono d’altronde tanti i temi di questo romanzo ricco di avventure. L’impossibilità di parola e di piacere delle donne. La paura ancestrale dell’uomo che scopre il sesso femminile, i suoi organi, la loro indipendenza dal volere degli uomini. Napoli dominata dagli spagnoli e la rivolta di Masaniello. I pittori che fecero la scuola napoletana e ad essa si formarono.

Ho letto il primo romanzo di Antonella Cilento più di dieci anni fa. Allora, come oggi, sono stata colpita dal suo lavoro di cesello sui testi, sulla trama, sui protagonisti. Una delle caratteristiche che deve avere un bel romanzo, anche se non è detto che sia la più importante/vincolante, è, secondo me, la coerenza del linguaggio. Quando si sceglie un registro linguistico appartenente al passato o un tono aulico o uno slang particolare non è facile procedere dal primo all’ultimo paragrafo senza cedimenti di stile e senza annoiare il lettore.

Antonella Cilento, fondatrice, tra l’altro, del laboratorio La linea scritta, padroneggia da sempre una eccellente tecnica che sostiene egregiamente la sua capacità affabulatoria. Lisario conquista le lettrici e i lettori non solo per la forza vitale che le consente di guardare avanti anche nei momenti più neri, ma anche perché è l’unica che comunica davvero: ascolta, osserva, racconta, esplora, in un mondo di persone mute, cieche e sorde all’altro.




Mariantonietta Barbara

 
Autrice per il web, scrittrice, editor. Ha collaborato con diverse testate nazionali di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.


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