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M. Il figlio del secolo: il fascismo nella riscrittura di Antonio Scurati

 

 
Scheda del libro
 

Autore: Antonio Scurati
 
Titolo: M. Il figlio del secolo
 
Casa editrice: Bompiani
 
Anno: 2018
 
ISBN: 9788845298134
 
Pagine: 848
 
Formato: cartaceo; digitale
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


La scrittura di Scurati è piacevole, e certe pagine hanno il fascino del romanzo d’azione.

Aspetti negativi


La lunghezza eccessiva del libro e i numerosi errori storici nuocciono non poco alla validità dell’opera


In sintesi

Con M. Il figlio del secolo Antonio Scurati scrive un’opera colossale sul fascismo: leggi come si sviluppa il testo e scopri i suoi punti deboli e forti.

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Posted 1 Giugno 2019 by

 
La nostra recensione
 
 
Antonio Scurati, M. Il figlio del secolo (Il romanzo di Mussolini Vol. 1)

Antonio Scurati, M. Il figlio del secolo (Il romanzo di Mussolini Vol. 1)

Un’operazione, questa di Antonio Scurati, che può ricordare, per certi versi, quella analoga compiuta una decina d’anni fa da Giuseppe Genna con il suo strepitoso romanzo “non romanzo” Hitler.

Nel concepire l’architettura di M. Il figlio del secolo, l’autore sembrerebbe aver abbracciato, credo, persino velleità enciclopediche, tale è l’ampiezza e, diciamocelo, anche l’ambiziosità del disegno dell’opera.

Insomma, Scurati vuole lasciare il segno. E direi che vi riesce, nel bene e nel male, grazie anche a una scaltra e imponente campagna di marketing multimediale, che ha visto impegnati in prima persona il quotidiano la Repubblica con la pubblicazione ripetuta di estratti, podcast e commenti e perfino la nostra televisione di Stato. Quest’ultima infatti ha trasmesso di recente una serata di letture tratte dal libro, recitate da attori importanti quali Luca Zingaretti e Valerio Mastandrea.

Il figlio del secolo: un’opera colossale

L’opera di Scurati è ciclopica, stupefacente per l’opera di ricerca documentale, indubbiamente vastissima, compiuta dall’autore nella ricerca e nello studio delle fonti. Sappiamo, per averlo rivelato egli stesso, che il lavoro di preparazione e scrittura l’ha impegnato per ben cinque anni.

Al tempo stesso però, anche a causa di questa impostazione e delle proporzioni titaniche dell’opera, che consta di ben 850 pagine – e ricordiamo che si tratta solo della prima parte, alla quale, facciamoci forza, ne seguiranno altre due – dopo i primi capitoli risulta fin troppo impegnativa e assai faticosa da leggere.

La noia in agguato

Proprio così, inutile girarci attorno: il pericolo della noia è dietro l’angolo. Oltretutto non di rado il lettore si trova smarrito dinnanzi alla struttura, volutamente frammentaria, composta com’è da ripetuti cambi di scena, prospettive e personaggi. Questa continua, sistematica alternanza, se all’inizio può dare la sensazione di una certa vivacità, dopo pochi capitoli finisce per nuocere alla lettura, che diviene incostante e difficoltosa.

L’approccio cronachistico

Molte parti di M. Il figlio del secolo sono poi afflitte da un altro problema: l’approccio pedantemente cronachistico. Non solo: l’inserimento di minuzie e dettagli maniacali, come ad esempio certe descrizioni fisiche che sfociano nella caricatura, appesantiscono ulteriormente molte pagine.

L’inserimento dei documenti dell’epoca

Analogamente affatica il già prostrato lettore l’inserimento frequente, pur in teoria apprezzabile, di documenti storici ufficiali. L’intento è quello, evidente, di suffragare e a volte meglio illustrare gli avvenimenti narrati.

Tali testi, magari interessanti agli occhi dello storico, spezzano fatalmente il ritmo della lettura.

 

Il punto di vista

L’approccio di Scurati vorrebbe aspirare a una certa imparzialità, sia pure adottando il punto di vista fascista, ma vi riesce solo in parte.

Il ritratto che fa del Duce e di diversi altri personaggi è impietoso, a tratti quasi caricaturale. Il Mussolini degli inizi emerge dalla ricostruzione dell’autore come una sorta di rozzo e ambizioso arruffapopolo, quasi una marionetta tra le braccia di amanti manipolatrici, più colte di lui.

Al contrario, risultano abbastanza riuscite e avvincenti le pagine dedicate al “poeta guerriero” Gabriele D’Annunzio.

La tormentata amicizia col Duce prima e il racconto delle varie gesta epiche del Vate, prima tra tutte la grande impresa di Fiume, sono rese da Scurati con una certa efficacia. Sono certamente tra le pagine più riuscite del libro, benchè anche queste non sfuggano a tratti alla tendenza alla semplificazione e al macchiettistico.

Gli errori storici e gli svarioni

Pochi a dire il vero, nel generale coro di recensioni osannanti – il libro, com’è noto, compare nella rosa dei finalisti all’ambitissimo Premio Strega – hanno messo in risalto il cospicuo numero di errori storici, ricostruzioni semplicistiche e definizioni arbitrarie assegnate con una certa disinvoltura dall’autore a uomini e fatti.

A tal proposito sorge il fondato dubbio che non molti siano riusciti ad approdare al termine della in effetti sfiancante lettura; il che potrebbe spiegare la mancata segnalazione di queste problematicità.

A meno che, a pensare male, gli stessi recensori siano all’oscuro dei fatti rievocati nel libro… Auguriamoci però che sia vera la prima ipotesi.

L’audiolibro di M. Il figlio del secolo

Segnalo ai lettori di GraphoMania più aperti al multimediale che del volume monstre di Scurati è stata realizzata un’eccellente versione in audiolibro, letta con grande professionalità dall’attore e doppiatore Raffaele R. Farina, disponibile sulle apposite piattaforme digitali. Il suo ascolto può costituire un mezzo efficace per sfuggire alla fatica e al tedio della lettura tradizionale.

In conclusione

Il figlio del secolo è certamente un libro da leggere, ma non prima di essersi ben documentati sul periodo rievocato con troppe libertà dal suo autore. A mio avviso solo così sarà possibile apprezzarlo per quello che è: una voluminosa ricostruzione romanzata, beninteso affascinante e scritta con mano sicura da un autore di grido del panorama letterario italiano, che però, è bene ricordarlo, non è uno storico.




Luigi Milani

 
Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Autore di due romanzi e una raccolta di racconti, ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tešanović, Processo agli Scorpioni e Nefertiti (Stampa Alternativa 2008-2009), e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). È tra i fondatori delle Edizioni XII. Vive e lavora a Roma. Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.


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