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«Maria Ines, hai visto che non ho messo le scarpe rosse?», di Luigi Accattoli

 
Luigi Accattoli, Maria Ines, hai visto che non ho messo le scarpe rosse?
Luigi Accattoli, Maria Ines, hai visto che non ho messo le scarpe rosse?
Luigi Accattoli, Maria Ines, hai visto che non ho messo le scarpe rosse?

 
Scheda del libro
 

Autore: Luigi Accattoli
 
Titolo: Maria Ines, hai visto che non ho messo le scarpe rosse?
 
Casa editrice: Clichy
 
Anno: 2016
 
ISBN: 9788867992850
 
Pagine: 160
 
Formato: cartaceo
 
Genere: , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Interessante modo di leggere alcuni aspetti del pontificato di papa Francesco

Aspetti negativi


Alcune riflessioni sono un po' tirate per i capelli; del restocome scrive lo stesso autore, tra i pensieri: «qualcuno è buono e qualcuno fa pena, ma è così che si fanno i libretti»


In sintesi

«Maria Ines, hai visto che non ho messo le scarpe rosse?» è il titolo di un librino di Luigi Accattoli che raccoglie detti memorabili di papa Francesco.

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Posted martedì, 26 Luglio 2016 by

 
La nostra recensione
 
 
Luigi Accattoli, Maria Ines, hai visto che non ho messo le scarpe rosse?

Luigi Accattoli, Maria Ines, hai visto che non ho messo le scarpe rosse?

Le scarpe rosse sono diventate un po’ il simbolo della disinformazione vaticana da quando qualcuno ha sostenuto che quelle indossate da Ratzinger quando era Benedetto XVI fossero di Prada. Non è vero, ma si sa che smentire le bufale non è un’operazione molto gradita ai mass media. Come non è vero che le scarpine rosse siano state inventate da Benedetto XVI: le hanno calzate Giovanni Paolo II, Giovanni Paolo I e anche Paolo VI (e di due tipi scarpe rosse papali – una di panno e l’altra di velluto – ne scriveva già il sacrista pontificio monsignor Landucci nel XVII secolo). Però con Ratzinger ci si è un po’ accaniti e quindi quando il suo successore, papa Francesco, ha sfoggiato dei robusti scarponi neri tutti hanno notato la cosa (come se questo fosse un punto cruciale dell’essere vescovo di Roma, ma si sa, nella società dell’immagine si guarda a questa non alla realtà).

Tra i tanti motivi che possono aver portato papa Francesco a non indossare scarpe rosse (e tutto il resto del classico guardaroba pontificio), sembra che ci sia un rimbrotto di sua nipote Maria Ines che prima del Conclave disse all’allora cardinal Bergoglio: «Un uomo con le scarpe rosse è ridicolo». Terminato il Conclave in cui Bergoglio ne è uscito Francesco, sembra che lo zio abbia chiamato la nipote: «Maria Ines, hai visto che non ho messo le scarpe rosse?». Questo aneddoto dà il titolo a un libretto di Luigi Accattoli, pubblicato da Clichy, che in copertina riporta «Detti memorabili di papa Francesco».

Un libro acuto quello di Luigi Accattoli che contiene alcuni «spilli» già pubblicati su La lettura del Corriere della Sera, altri sono stati rimaneggiati e altri ancora scritti appositamente per il testo. In pratica si tratta di riflessioni molto brevi a partire dalle parole usate da papa Francesco. Una parola per pensiero perché «papa Bergoglio ha il talento della lingua e l’ambizione di farsi capire. Ci riesce grazie alla più importante delle sue riforme che è quella del linguaggio».

Accattoli ha sempre avuto il dono di saper sviscerare il pensiero dei papi e di creare delle connessioni fra i vari pronunciamenti anche a partire da una sola parola: un’ermeneutica intrigante, non certo quella della cospirazione che troviamo in uno degli «spilli». Così in Maria Ines, hai visto che non ho messo le scarpe rosse? Luigi Accattoli segue l’itañolo di papa Francesco e ne trae pensieri e riflessioni, fulminanti («Li aveva chiamati “arrampicatori”, “carrieristi e nepotisti”, “cristiani vantaggisti”, ma infine – non potendone più, c’è da supporre – lancia un neologismo imparabile e li chiama “escalofonisti” (3 settembre 2015): da escala, cioè scalatori. Come a dire: non ho parole»), irriverenti («“La gioia è una virtù pellegrina: deve andare” dice Bergoglio il 10 maggio 2013. “L’economia deve girare” è l’assioma d’ogni scienza economica. “La patonza deve girare” pare che abbia detto una volta Silvio Berlusconi che ha sempre avuto la vocazione a proiettare le leggi dell’economia in altri camp »), simpatici e teneri («“Qui in Vaticano dicono che io sono indisciplinato: adesso hanno visto la mia razza” dice Bergoglio ai calciatori italiani e argentini il 13 agosto 2013, vedendo come se ne stanno “tutti in fila” gli italiani e sfusi gli argentini all’udienza»).

A mo’ di florilegio edificante le riflessioni di Luigi Accattoli in Maria Ines, hai visto che non ho messo le scarpe rosse? sono numerate, da 1 a 120. Un pensiero al giorno per un quadrimestre, per conoscere meglio papa Francesco. E anche Accattoli.




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.


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