Random Article


Mette pioggia, di Gianni Tetti

 
Gianni Tetti, Mette pioggia
Gianni Tetti, Mette pioggia
Gianni Tetti, Mette pioggia

 
Scheda del libro
 

Autore: Gianni Tetti
 
Titolo: Mette pioggia
 
Casa editrice: Neo
 
Anno: 2014
 
ISBN: 9788896176238
 
Pagine: 208
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


User Rating
5 total ratings

 

Aspetti positivi


L’autore è abile nel raccontare le bassezze umane, il quotidiano apparentemente tranquillo che cela azioni sgradevoli; entrando in case e situazioni ci mostra i segreti delle persone “normali” senza nulla ingentilire.

Aspetti negativi


L’abuso di frasi troppo brevi, in un ritmo sincopato che spesso disturba, e un distacco tra i vari capitoli che finiscono per apparire al lettore come singoli racconti piuttosto che come parti del romanzo.


In sintesi

«Mette pioggia» di Gianni Tetti è una storia ambientata in una Sassari battuta dallo scirocco in cui non piove da mesi e tutto è polvere.

0
Posted lunedì, 15 Settembre 2014 by

 
La nostra recensione
 
 
Gianni Tetti, Mette pioggia

Gianni Tetti, Mette pioggia

Gianni Tetti, giovane autore sassarese specializzato in tecniche di narrazione per cinema e tv, dopo aver pubblicato raccolte di racconti giudicate interessanti, ci propone un romanzo dal titolo Mette pioggia, in libreria per  Neo Edizioni. La storia è ambientata in Sardegna, in una Sassari battuta dallo scirocco che fa impazzire i savi, caldo e portatore di sabbia, di arsura. Non piove da mesi, tutto è polvere che si posa soffocando gli animi che paiono quasi assetati di sangue: violenza, aggressività, cinismo, visioni negative rispetto ad ogni più piccola situazione, in un quotidiano in cui il male si annida ovunque. Ogni giorno è opprimente, e se metti il naso fuori casa eccolo pronto, il vento che ti attende, che ti stana, che ti viene a prendere.

È efficace, l’autore, nel rendere l’idea di quest’aridità che coinvolge anche la moralità degli abitanti, suddividendo il romanzo in capitoli che sono in realtà i giorni di una settimana, per l’esattezza l’ultima settimana che resta all’intera umanità. Angoscia, ansia, sensazioni sgradevoli causate dalle azioni dei protagonisti, che più che avvincere rischiano di infastidire, emergono in ognuno dei capitoli (forse più vicini a singoli racconti), con storie differenti e differenti voci narranti – ora maschili ora femminili – all’interno dei quali a volte si perde un po’ il senso dell’orientamento.

Gianni Tetti in Mette pioggia offre un ottimo incipit agganciando subito il lettore, tuttavia nel proseguire ci si affatica; ciò è dovuto al ritmo sincopato di cui a dire il vero abusa: frasi brevissime che bloccano lo scorrere della narrazione in un continuo di punti fermi che si susseguono, riga dopo riga, pagina dopo pagina. Naturalmente l’intento è quello si insinuare attesa nel lettore, e se in certi passaggi lo scopo è più che raggiunto, in molti altri la lettura diviene difficoltosa.

I personaggi di Mette pioggia si raccontano e ci raccontano la loro psicologia spesso dura da accettare, lo sgradevole incombe ed emerge in buste della spesa colme di piccoli cadaveri, in coppie dall’equilibrio discutibile, in descrizioni cupe sapientemente elargite, pagina dopo pagina…

Da piccolo avrò ucciso migliaia di formiche. Schiacciate, bruciate, affogate. Certe volte gli toglievo le zampe, poi le lasciavo a seccare al sole. Certe volte gli staccavo le antenne e le mettevo una di fronte all’altra. Senza le antenne, le formiche non sentono odori. Se non sentono odori non sanno chi hanno di fronte. E non sanno neppure dove andare. Allora iniziano a morsicarsi. Si morsicano con le mandibole e non si fermano finché una non muore o non se ne va. Ma quando c’ero io nessuna formica poteva andarsene.

Poi eccola, l’Apocalisse: è domenica, cessa il vento, arriva la pioggia, le strade vive di persone e di storie all’improvviso si svuotano ed è il nulla. Non c’è più niente, non c’è più vita, è la fine di tutto, là, in quell’ultimo capitolo senza più polvere, senza più arsura.




Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.


0 Comments



Be the first to comment!


Leave a Response


(required)


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.