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Non baciarmi sulla bocca

 

 
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In sintesi

Valeria Ferracuti, Non baciarmi sulla bocca, prefazione di Blanca Cordero, 120 pp. euro 10,00 dalla prefazione di Blanca Cordero Mi trovo a riflettere sulle parole, amore, sesso e mi scopro a farlo come se fosse una cosa nuova. Sorrido perfino. Non baciarmi sulla bocca racconta di una storia come tante, iniziata per caso ai bordi […]

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Posted 30 Aprile 2008 by

 
La nostra recensione
 
 

Valeria Ferracuti, Non baciarmi sulla bocca, prefazione di Blanca Cordero, 120 pp. euro 10,00

dalla prefazione di Blanca Cordero

Copertina del libro Non baciarmi sulla bocca di Valeria FerracutiMi trovo a riflettere sulle parole, amore, sesso e mi scopro a farlo come se fosse una cosa nuova. Sorrido perfino. Non baciarmi sulla bocca racconta di una storia come tante, iniziata per caso ai bordi di un qualunque marciapiede metropolitano. Un lui adulto e sicuro di sé, una lei giovane e incasinata, come spesso sono oggi i giovani. L’università lontana da casa, la famiglia troppo impermeabile alla vita reale di Giulia.

Giulia, infagottata in vestiti ordinari, sempre puntuale al lavoro, un ristorante della città nella quale studia, un ex fidanzato dolce come pochi e poi gli amici. E fra gli amici Sara, la convivente. Sara che vive le mille avventure della sua età, senza farsi troppi problemi, almeno lei, e senza tenere disperatamente stretta, come al contrario fa Giulia) la donna fra la bambina e la donna. Sara, l’amica che c’è sempre, anche quando Giulia sbaglia.

E allora per una che, come Giulia, “non la dà mai prima del terzo appuntamento” un uomo che ti entra dentro senza chiedere il permesso, uno che non ti bacia sulla bocca, è una rivoluzione e alla rivoluzione si può rispondere in un solo modo: vivendola.

Per questo la storia di Non baciarmi sulla bocca va vissuta. È solo questo che vuole (o non vuole?) Giulia. Anche se gli altri, perfino Sara, faticano a capire. In fondo: «non c’è nessuna verità, nessuna realtà. Possiamo capire soltanto con i nostri sentimenti. La nostra testa è falsa» scrive Anaïs Nin in Fuoco, il diario al quale racconta senza censure il suo vero sentire, quel suo credere “solo nel fuoco”, che l’ha resa bella. E poi, si può anche cadere, discendere all’inferno, sbattere il sedere e risalire. L’importante è aver provato. L’importante è risalire. «Tutto quello che so – conclude la frase la donna Anaïs – è che amo Henry». È sicuramente un errore, eppure è l’unica cosa reale. E al reale, al “fuoco”, non si comanda. Certo, forse, servirebbe maggior leggerezza, per non dire addirittura maggior gioia, perché è questo che proviamo quando siamo innamorati.

Però poi si incappa in storie nelle quali non ci si bacia sulla bocca, perché “i baci veri sono per gli innamorati”, scrive l’autrice di questo libro, e allora non resta che buttarsi nelle storie di sesso altrui, magari finite per caso dentro a un romanzo da leggere d’un fiato: è questa la forza di un bacio non dato.




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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)


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