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Ognuno potrebbe, di Michele Serra

 
Michele Serra, Ognuno potrebbe
Michele Serra, Ognuno potrebbe
Michele Serra, Ognuno potrebbe

 
Scheda del libro
 

Autore: Michele Serra
 
Titolo: Ognuno potrebbe
 
Casa editrice: Feltrinelli
 
Anno: 2015
 
ISBN: 9788807031618
 
Pagine: 152
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Si legge con piacere, grazie a uno stile molto discorsivo

Aspetti negativi


In alcune pagine c'è tanto pessimismo


In sintesi

“Ognuno potrebbe” è il titolo del romanzo di Michele Serra pubblicato da Feltrinelli, ambientato a Capannonia, un non-luogo comune a buona parte dell’Italia.

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Posted venerdì, 13 Novembre 2015 by

 
La nostra recensione
 
 

Michele Serra, Ognuno potrebbeOgnuno potrebbe è il titolo del romanzo di Michele Serra, edito da Feltrinelli. «Ognuno potrebbe salvare il posto dove vive – leggiamo a pagina 120 – O perlomeno ha il diritto di vivere per un istante – anche un solo istante, come capita a me questa mattina – pensando che sarebbe capace di farlo». Il romanzo di Michele Serra è una lunga riflessione sui cambiamenti di questi decenni, sia sui luoghi (o “non luoghi” per citare il romanzo) sia sulle persone. Una riflessione in forma di romanzo su Capannonia, questo luogo non ben preciso del nord in cui ormai non c’è più anima nei centri abitati che si riducono soltanto a capannoni di lavoro o per dormine, ma anche la Capannonia individuale che porta le persone a vivere con lo sguardo fisso sugli smartphone (che Serra chiama egòfono, con un accento sull’io che è tanto importante in tutto il testo) e non sul volto di chi sta loro dinanzi, o che li fa esultare per questioni futili o, ancora, che li porta a vedere complotti dappertutto. Serra cede un po’ a qualche luogo comune – come quello sul proliferare delle rotonde, per esempio, o, per rimanere in tema di auto, sulla sensualità della voce dei navigatori satellitari – ma racconta, con forza e molta disillusione, quello che siamo diventati noi italiani in genere e quelli del “profondo nord” in particolare.

Per contrasto, assume un ruolo centrale la figura del cinghiale – che troviamo anche in copertina con un disegno di Gipi: in Ognuno dovrebbe il cinghiale compare tre volte. La prima volta è morto, poi vivo che scappa verso la libertà e infine in sogno. Dinanzi al cinghiale che appare all’improvviso (e la prima volta crea non poca confusione, facendo sbagliare strada alle persone che imboccano un’uscita diversa di una rotatoria) si è costretti a fermarsi e a porsi delle domande: forse non si ha voglia di ascoltare risposte, perché ognuno rimane della propria idea, ma quest’elemento di disturbo in un non-luogo tutto uguale, sempre uguale, potrebbe portare a novità. Se si volesse salvare il posto in cui si vive.

La lettura di Ognuno potrebbe è gradevole e la storia raccontata è piacevole (in sintesi, un ricercatore trentaseienne precario che porta avanti un lavoro di ricerca, destreggiandosi tra la vita con la sua compagna e la gestione dell’eredità paterna) e potrebbe essere comune a molte persone, anche se forse è un po’ troppo definita geograficamente.




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.


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