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Omac 1: Attivato! Quando il remake è da dimenticare

 
Omac 1: attivato!
Omac 1: attivato!
Omac 1: attivato!

 
Scheda del libro
 

Autore: Dan DiDio, Keith Giffen, Scott Koblish (traduzione di Dario Mattaliano)
 
Titolo: OMAC 01: Attivato!
 
Casa editrice: RW Lions
 
Anno: 2013
 
ISBN: 9788866918790
 
Pagine: 172
 
Formato: cartaceo
 
Genere:
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


User Rating
1 total rating

 

Aspetti positivi


Lettura agile, a tratti divertente.

Aspetti negativi


Scarsa fedeltà al personaggio originale; trama e disegni grossolani.


In sintesi

Scarsa fedeltà al personaggio originale, trama grossolana così come anche i disegni fanno sì che il fumetto Omac 1: Attivato! sia da evitare accuratamente.

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Posted mercoledì, 26 Marzo 2014 by

 
La nostra recensione
 
 

Omac 1: attivato!Oggi parliamo di fumetti d’autore. Per la precisione, di una miniserie pubblicata dalla casa editrice RW Lion lo scorso ottobre, Omac 1: Attivato! originariamente edita negli Stati Uniti dalla D.C. Comics nel 2012. Come fervente ammiratore di Jack “The King” Kirby, grande cartoonist di cui ci siamo occupati anche di recente su queste pagine, ho pensato bene – anzi male, come capirete presto – di acquistarne una copia, dal momento che l’editore nostrano aveva deciso di dare alle stampa l’edizione in un volume antologico da libreria.

Dirò subito che la delusione è stata cocente. Innanzitutto sul fronte della storia. Nel tentativo di operare in qualche modo un ritorno alle origini del personaggio primigenio, Keith Giffen, che pure in passato aveva dato buone prove di sé in altre serie da lui rivisitate, sviluppa una trama confusa e approssimativa, coadiuvato, o meglio aggravato, da un imbarazzante Dan DiDio. Di apprezzabile, al limite, c’è il recupero di certe atmosfere tipiche degli anni ’70, con un’attenzione più incentrata sull’azione che non sulla caratterizzazione dei personaggi.

Molto scadente anche la parte grafica. I disegni si richiamano, questo sì, allo stile di Kirby, ma risultano grossolani e infantili, quasi caricaturali. Si potrebbe dire che ricalcano in peggio lo stile dell’ultimo Kirby, comprensibilmente diverso dai fasti degli anni ’60 e ’70. Sfondi appena abbozzati, anatomie discutibili e una resa dei personaggi femminili a dir poco imbarazzante.

Ridicola poi la nuova incarnazione del protagonista, una sorta di “tecno” Hulk prima maniera, furia devastatrice e niente più, con dialoghi minimalisti “alla mostro verde” appunto. A completare il già avvilente quadro non mancano neppure errori e sviste marchiani, come un cordless che diventa smartphone e poi semplice cellulare a conchiglia nel giro di poche vignette…

A dirla tutta, Keith Giffen mostra di conoscere bene l’universo narrativo creato da Jack Kirby alla D.C. Comics nei primi anni ’70; vi attinge infatti a piene mani, utilizzando personaggi provenienti anche da altre saghe come Kamandi e Superman’s Pal Jimmy Olsen, ma lo fa in maniera raffazzonata, tirata via.

A voler tentare un confronto con analoghe operazioni, appare ben diverso il lavoro svolto da John Byrne, altro gigante del fumetto, da alcuni considerato uno degli eredi artistici di J.K., quando nel 1991 realizzò la miniserie O.M.A.C., una splendida rilettura in chiave moderna del personaggio, tra paradossi temporali e fedeltà assoluta alla matrice del “KIng”.

In conclusione, Omac 1: attivato! è da evitare accuratamente.




Luigi Milani

 
Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Autore di due romanzi e una raccolta di racconti, ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tešanović, Processo agli Scorpioni e Nefertiti (Stampa Alternativa 2008-2009), e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). È tra i fondatori delle Edizioni XII. Vive e lavora a Roma. Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.


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