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“Ovunque tu sarai”, romanzo d’esordio di Fioly Bocca per Giunti

 
Fioly Bocca, Ovunque tu sarai
Fioly Bocca, Ovunque tu sarai
Fioly Bocca, Ovunque tu sarai

 
Scheda del libro
 

Autore: Fioly Bocca
 
Titolo: Ovunque tu sarai
 
Casa editrice: Giunti
 
Anno: 2015
 
ISBN: 9788809802407
 
Pagine: 160
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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7 total ratings

 

Aspetti positivi


Molto curata la scelta delle parole, il che rende la lettura piacevole

Aspetti negativi


Forse il tema dell'incontro fortuito che ti cambia la vita è un po' visto


In sintesi

Con “Ovunque tu sarai” Fioly Bocca costruisce un romanzo che, pur indirizzato per il pubblico femminile, è capace di appassionare lettori di ogni tipo.

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Posted 8 Aprile 2015 by

 
La nostra recensione
 
 

Fioly Bocca, Ovunque tu saraiOvunque tu sarai è il romanzo di esordio di Fioly Bocca, in libreria per Giunti. La storia – a volerla riassumere velocemente – racconta di una donna, Anita, che deve fare avanti e indietro tra Torino, città in cui vive con il fidanzato Tancredi e dove lavora presso un’agenzia letteraria, e Obra, frazione di Vallarsa (Trento) dove vivono i suoi genitori e dove, soprattutto, vive sua madre malata di tumore. Si sposta in treno e in uno di questi viaggi incontra Arun, scrittore italo-cambogiano di libri per bambini: l’incontro le permetterà di guardare il mondo in maniera nuova e diversa.

Al di là della trama, è interessante come è costruito il romanzo. Anzitutto, Fioly Bocca non ha timore di mostrare le tecniche narrative utilizzate nella scrittura. La prima frase del romanzo, per esempio, è questa: “Ci sono giorni perfetti per essere felici”. Una frase a effetto ma che, per esperienza, sappiamo quanto possa suonare falsa e, appunto, a effetto. Ebbene Bocca dopo un paio di pagine, annota: “Comincio a camminare e ripenso a quello che ho scritto [il libro inizia con una lettera, ndr], a quanto è lontano dalla verità. Ci sono giorni per essere felici: imparo che la disperazione si nutre di iperboli”. L’autrice ci sta quindi dicendo, fin dall’inizio, che ha voluto catturare l’attenzione del lettore in maniera esplicita.

Si provi, poi, a leggere le pagine di Ovunque tu sarai ad alta voce e ci si rende conto della cura del testo e dell’effetto che fanno le parole, anche a livello inconscio, come succede, per esempio, con il susseguirsi di lettere “g” in questo passo:

Le gambe vanno da sole, dentro la luce grigia di questo pomeriggio di gennaio. La mente galleggia nel vuoto, incapace di aggrapparsi a un’idea qualunque. Ripenso alla telefonata, cerco qualche indizio che faccia pensare. Ripasso i toni della voce, mi rifugio nelle inflessioni dubbiose, mi aggrappo ai puntini di sospensione. Nulla. Se i medici avessero lasciato spazio per l’ottimismo, mio padre, artigiano dei buoni sentimenti, non avrebbe mancato di farmelo notare.

Altro aspetto da considerare è il fatto che il romanzo si muove intorno all’antico detto nomen omen, perché, come diceva la madre della voce narrante, “è nel nome il senso della storia […] Scegli bene le parole, le scarpe e gli amori, se vuoi camminare lontano”.



Fioly Bocca vive sulle colline del Monferrato ed è madre di due figli. Laureata in Lettere all’Università degli Studi di Torino, si è specializzata con un corso in redazione editoriale.





Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.


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