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Pape Satàn aleppe, di Umberto Eco

 
Umberto Eco, Pape Satàn aleppe. Cronache di una società liquida
Umberto Eco, Pape Satàn aleppe. Cronache di una società liquida
Umberto Eco, Pape Satàn aleppe. Cronache di una società liquida

 
Scheda del libro
 

Autore: Umberto Eco
 
Titolo: Pape Satàn aleppe. Cronache di una società liquida
 
Casa editrice: La nave di Teseo
 
Anno: 2016
 
ISBN: 9788893440226
 
Pagine: 480
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: , , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Lo sguardo di Umberto Eco sulla società e sul mondo contemporaneo ha sempre una marcia in più

Aspetti negativi


Nulla di nuovo per chi ha seguito con costanza Umberto Eco nel corso degli anni


In sintesi

Pape Satàn aleppe è il titolo dell’ultimo libro di Umberto Eco, pubblicato a tempo di record da La nave di Teseo, che raccoglie varie “Bustine di Minerva”

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Posted lunedì, 29 febbraio 2016 by

 
La nostra recensione
 
 
Umberto Eco, Pape Satàn aleppe. Cronache di una società liquida

Umberto Eco, Pape Satàn aleppe. Cronache di una società liquida

Pape Satàn aleppe. Cronache di una società liquida è l’ultimo libro di Umberto Eco, pubblicato a tutta velocità da La nave di Teseo (qualcuno ha parlato anche di funeral marketing, viste pure le immagini in tv durante i funerali dello studioso che mostravano la copertina di questo libro). Che poi sia effettivamente l’ultimo libro di Umberto Eco non è detto ed è probabile che prima o poi da qualche cassetto sbuchi fuori un altro suo testo. Ma torniamo a Pape Satàn aleppe un testo che, per usare le parole dello stesso autore, è una raccolta “sconnessa” (“non tanto per colpa mia quando per colpa dei tempi, è sconnessa”, chiosa Eco nell’Introduzione) che raccoglie diverse Bustine di Minerva pubblicate sull’Espresso dal 2000 al 2015. Non è la prima raccolta di Bustine, come è noto, ma è quella che mette insieme testi molto eterogenei tra loro (da qui “sconnessi”) che Umberto Eco ha ritenuto “ancora recuperabili”. Una di queste Bustine dà il sottotitolo alla raccolta: «Tutte (o quasi tutte) quelle che raccolgo in questo libro possano essere intese come riflessioni sui fenomeni della nostra “società liquida”, di cui parlo in una delle Bustine più recenti, che pongo a inizio della serie».

E il titolo? Cediamo sempre la parola all’autore: «La citazione è evidentemente dantesca (“Pape Satàn, pape Saràn aleppe”, Inferno VII, 1) ma, com’è noto, benché schiere di commentatori abbiano cercato di trovare un senso a questo verso, la maggior parte di essi ritiene che esso non abbia alcun significato preciso. In ogni caso, pronunciate da Pluto, queste parole confondono le idee, e posso prestarsi a qualunque diavoleria. Mi è parso pertanto comodo usarle come titolo di questa raccolta che, non tanto per colpa mia quando per colpa dei tempi, è sconnessa, va – come direbbero i francesi – dal gallo all’asino, e riflette la natura liquida di questi quindici anni».

Pape Satàn aleppe. Cronache di una società liquida è organizzato in quattordici sezioni (A passo di gambero, Essere visti, I vecchi e i giovani, On line, Sui telefonini, Sui complotti, Sui mass media, Varie forme di razzismo, Sull’odio e la morte, Fra religione e filosofia, La buona educazione, Sui libri e altro, La Quarta Roma, Dalla stupidità alla follia) e, trattandosi di un testo antologico, è del tutto naturale leggere qua e là seguendo le proprie inclinazioni e i propri gusti.

Ho trovato molto belle le riflessioni della sezione Su libri e altro come quelle Fra religione e filosofia e le Varie forme di razzismo (consiglio a tutti la lettura della Bustina “Chi ha detto di velarsi?”), ma, naturalmente, si tratta di scelte soggettive che potranno cambiare nel tempo: non è un caso, poi, che si parli di società liquida. A proposito:

C’è un modo per sopravvivere alla liquidità? C’è, ed è rendersi appunto conto che si vive in una società liquida che richiede, per essere capita e forse superata, nuovi strumenti. Ma il guaio è che la politica e in gran parte l’intellighenzia non hanno ancora compreso la portata del fenomeno




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.


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