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Parmy Olson, la donna che ha parlato “faccia a faccia” con Anonymous

 

 
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In sintesi

Noi siamo Anonymous. Noi siamo legione. Noi non dimentichiamo. Noi non perdoniamo. Aspettateci. Gli Hacker! Fino a qualche anno fa li conoscevamo solo grazie ai film e mai avremmo pensato di doverci, un giorno, misurare con loro. Nelle pellicole ci avevano mostrato che potevano fare cose incredibili, almeno a guardarli con gli occhi di allora: […]

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Posted giovedì, 28 Febbraio 2013 by

 
La nostra recensione
 
 

Noi siamo Anonymous.
Noi siamo legione.
Noi non dimentichiamo.
Noi non perdoniamo.
Aspettateci.

Gli Hacker! Fino a qualche anno fa li conoscevamo solo grazie ai film e mai avremmo pensato di doverci, un giorno, misurare con loro. Nelle pellicole ci avevano mostrato che potevano fare cose incredibili, almeno a guardarli con gli occhi di allora: entrare in una rete protetta, scatenare quasi una guerra globale per gioco, effettuare chiamate facendo in modo che non si capisca da dove sono effettuate. Insomma, i film, gli sceneggiatori, e prima di loro gli scrittori, ci avevano fatto credere che certe cose fossero solo frutto dell’immaginazione; troppo grandi e impensabili per poterle realizzare. E invece…

Come sceneggiature di un film che improvvisamente diventi reale, abbiamo assistito alla nascita di un paio di gruppi di Hacker che continuano a far parlare di loro, anche se ormai sono passati degli anni dai loro esordi. Sto parlando di Anonymous e WikiLeaks. Di quest’ultimo e del suo fondatore – Julian Assange – mi sono interessata a lungo, ma oggi la mia attenzione è invece rivolta a Anonymous.

Quando mi è stato proposto di leggere Noi siamo Anonymous di Parmy Olson per recensirlo ho accettato di slancio. Come avrete capito l’argomento mi interessa.

Cominciamo dall’autrice. Parmy Olson vive a Londra ed è caporedattrice di Forbes. Lei è la fortunata che è riuscita a parlare a quattrocchi con un paio di “Anon” – Hector “Sabu” Monsegur e Jake “Topiary” Davis. Ha raccolto informazioni per un anno, non solo grazie a Sabu e Topiary, ma anche attraverso altri Hacker basandosi sulle fonti che riteneva più degne di fede. In effetti, leggendo il libro si percepisce, anzi, si capisce che c’è stato un contatto diretto con quelli che sono i protagonisti della storia. Insomma, ci sono talmente tanti tecnicismi, termini che solo un hacker, meglio un appartenente di Anonymous, potrebbero sapere e spiegare il loro significato. La Olson si deve essere posta anche il problema della comprensibilità del testo, che ha giustamente corredato di un glossario finale. Devo ammettere che, nonostante mi sia interessata a Julian Assange e alla sua WikiLeaks, la maggior parte dei termini mi erano sconosciuti.

Il libro racconta, utilizzando lo stratagemma narrativo del romanzo, come è nato il movimento di Anonymous, come si è sviluppato, i suoi attacchi più eclatanti ai danni dei siti di Scientology, PayPal, MasterCard, HB Gary tanto per citare i più famosi. Senza dubbio è affascinante e coinvolgente seguire, attraverso il racconto iper dettagliato della Olson, la preparazione e l’attacco vero e proprio a un gruppo come Scientology. Ma, a mio avviso, c’è forse un eccesso di dettagli da parte a scapito di quella che potrebbe invece essere un’avvincente lettura.

 

Parmy Olson
Noi siamo Anonymous
traduzione di S. Puggioni
Piemme 2013
ISBN 9788856629576
pp 500, euro 19
disponibile anche in eBook: euro 9,99




Chiara Perseghin

 
Chiara Perseghin, nata a Padova, vive e lavora a Roma ormai da molti anni. L’amore per la lettura l’ha portata qualche anno fa ad aprire un blog letterario e ora si ritrova a scrivere su vari siti e riviste che parlano di libri. È autrice di diversi racconti pubblicati su antologie collettive. Addetta stampa di alcune case editrici, lavora in Rai da molti anni.


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