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Perché amiamo i cani, mangiamo gli animali e indossiamo le mucche

 
Melanie Joy, Perché amiamo i cani, mangiamo gli animali e indossiamo le mucche
Melanie Joy, Perché amiamo i cani, mangiamo gli animali e indossiamo le mucche
Melanie Joy, Perché amiamo i cani, mangiamo gli animali e indossiamo le mucche

 
Scheda del libro
 

Autore: Melanie Joy (traduzione dall'americano di Alma Massaro e Paola Sobbrio)
 
Titolo: Perché amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo le mucche. Un’introduzione al carnismo e un processo alla cultura della carne e alla sua industria
 
Casa editrice: Sonda
 
Anno: 2012
 
ISBN: 978-88-7106-654-7
 
Pagine: 200
 
Formato: cartaceo
 
Genere: , , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Un saggio che fa riflettere e aiuta a guardare il mondo con altri occhi.


In sintesi

Perché amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo le mucche: una seria riflessione su quanto c’è nel nostro piatto deve condurci a porci delle domande.

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Posted 4 Agosto 2012 by

 
La nostra recensione
 
 
Melanie Joy, Perché amiamo i cani, mangiamo gli animali e indossiamo le mucche

Melanie Joy, Perché amiamo i cani, mangiamo gli animali e indossiamo le mucche

Amare gli animali è un piacere per noi della Graphe.it edizioni. Siamo fieri di aver pubblicato il libro di Adriana Zarri dal titolo La gatta Arcibalda e altre storie. Riflessioni sugli animali e sulla natura e prossimamente avremo anche un altro titolo sulla “spiritualità degli animali”, se così vogliamo dire. La Graphe.it edizioni, poi, è feudo incontrastato di tre mascotte: Shalom, meticcio bianco e nero che è la capobranco; Lilla, splendido esemplare di Golden Retriever che è buona come un pezzo di pane e Daphne, bassotto tedesco nano a pelo lungo, che, per via della sua propensione a fare le feste (ma solo a noi della casa editrice, però!) è stata ribattezzata Donna Felicità.

In questa nostra linea di amore per gli animali (e per gli esseri umani, naturalmente, con una certa predilezione per quelli che leggono…!), abbiamo trovato molto interessante, ben fatto e a tratti sconvolgente il libro Perché amiamo i cani, mangiamo gli animali e indossiamo le mucche, scritto da Melanie Joy e pubblicato da Sonda editore.

Il titolo credo che sia abbastanza esplicativo dei contenuti. Voglio proporvi qualche stralcio del primo capitolo: Da amare o da mangiare?

Immagina, per un momento, il seguente scenario: sei ospite a un’elegante cena tra amici. Sei seduto con altri commensali a una tavola imbandita. La stanza è accogliente, la luce delle candele tremola attraverso il cristallo dei bicchieri di vino e la conversazione sta fluendo liberamente. Profumi di cibo prelibato, da far venire l’acquolina in bocca, giungono dalla cucina. Non hai mangiato nulla tutto il giorno e il tuo stomaco brontola. Alla fine, dopo che ti sembra siano passate ore, la tua amica che ha organizzato la festa emerge dalla cucina con un vassoio fumante di saporito spezzatino. Gli effluvi della carne, del condimento e delle verdure riempiono la stanza. Ti servi da solo una porzione abbondante e dopo aver mangiato qualche boccone di carne tenera chiedi alla tua amica la ricetta.

Dite la verità: non avete l’acquolina in bocca? Se siete appassionati di cucina, non vorreste sapere come preparare questa deliziosa pietanza? Ecco la ricetta, dunque:

“Innanzitutto di vogliono 500 grammi di carne di Golden Retriever, ben marinato, e dopo…”

Ovviamente il mio sguardo si è posato subito su Lilla, la Golden Retriever che, come suo solito, non mi abbandona mai. E qui che ci troviamo dinanzi a un paradosso ben illustrato dall’autrice del libro. Che fareste, voi? Continuereste a mangiare lo spezzatino? È tanto buono, del resto… E se, come fa notare Melanie Joy, la vostra amica dicesse che ha solo scherzato e che si tratta di carne di manzo, riprendereste a mangiare senza problemi?

Esistono buone probabilità – continua l’autrice – che, nonostante tu abbia saputo che lo spezzatino nel tuo piatto è esattamente lo stesso cibo che stavi assaggiando giusto un momento fa, proverai un fastidio residuo a livello emotivo, fastidio che potrebbe continuare a farsi sentire la volta successiva in cui ti siederai a mangiare spezzatino di manzo.

E continua:

Che sta succedendo? Perché certi cibi provocano reazioni così emotive? Come può un cibo, una volta etichettato in un modo, essere considerato altamente gustoso e nello stesso tempo, se etichettato diversamente, diventare praticamente immangiabile?

Noi non siamo fondamentalisti in alcun modo e crediamo che ognuno di noi debba trovare la propria strada, anche al cibo. Quello che ci piacerebbe, invece, è che ci si nutrisse in maniera consapevole. Porsi delle domande è sempre importante: potete anche scegliere di mangiare un animale, ma dovete essere consci che quello che avete nel piatto fino a pochi giorni fa era un essere vivo e che, solo per per la vostra pace, chiamate bistecca e non carne morta. Ponetevi delle domande quando al supermercato vi trovate dinanzi a un bel pezzo di carne. Semplicemente, ponetevi delle domande.

E, a ben guardare, questo discorso che parte dal cibo, si applica anche alla lettura: ponetevi delle domande quando avete tra le mani un libro – cartaceo o digitale che sia. Se siete consapevoli del percorso che avete fatto per leggerlo forse lo leggerete con più gusto. O lo abbandonerete del tutto.




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.


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