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Racconti dalla camera oscura, a cura di Walter Guadagnini

 
Racconti dalla camera oscura, a cura di Walter Guadagnini
Racconti dalla camera oscura, a cura di Walter Guadagnini
Racconti dalla camera oscura, a cura di Walter Guadagnini

 
Scheda del libro
 

Autore: Walter Guadagnini (a cura di)
 
Titolo: Racconti dalla camera oscura
 
Casa editrice: Skira
 
Anno: 2015
 
ISBN: 9788857218557
 
Pagine: 192
 
Formato: cartaceo
 
Genere: , , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


La scelta dei brani proposti è da ammirare, così come l'idea di proporre la fotografia in chiave letteraria, per farci ricordare chi eravamo.

Aspetti negativi


Avrei preferito maggiori informazioni sui brani scelti, alcuni non sono così conosciuti da tutti.


In sintesi

Racconti dalla camera oscura è una raccolta di racconti sulla fotografia, curata da Walter Guadagnini autorevole storiciodella fotografia in Italia.

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Posted mercoledì, 19 Agosto 2015 by

 
La nostra recensione
 
 

Racconti dalla camera oscura, a cura di Walter GuadagniniFotografia e scrittura sono entrambe dei misteri perché capaci di stravolgere completamente i sensi, se ben fatte, o di farti venire l’orticaria in caso contrario. Eppure oggi, a causa del digitale o della rete o di chissà quale altra diavoleria, siamo tutti un po’ scrittori e un po’ fotografi. O meglio, ci riteniamo tali.

Il fatto di per sé potrebbe anche reggere, e credo che ognuno di noi abbia tutto il diritto di esprimersi come meglio ritiene, senza per questo ritenere le sue opere dei capolavori assoluti. No, il problema di fondo è che ci riteniamo tutti esperti, giudichiamo, critichiamo, analizziamo, senza alcun criterio logico e soprattutto senza alcuna esperienza in materia.

Racconti dalla camera oscura, a cura di Walter Guadagnini, è un libro per chi desidera andare oltre l’apparenza e vuole immergersi nella storia della letteratura e della fotografia, accostando senza alcun pregiudizio queste due meravigliose espressioni, così diverse eppure tanto amate.

Attraverso la scelta di Bioy Casares, Cortázar e Calvino si è voluto evidenziare il cambiamento di clima nella pratica e nella riflessione sulla fotografia che ha trovato in questi autori i suoi rappresentanti maggiori. Conta senza dubbio, come si è già detto, la matrice letteraria surrealista, conta evidentemente la riflessione di Borges sulle apparenze, ma contano anche le coeve esperienze degli artisti e dei fotografi con i quali questi racconti e questi autori si intrecciano.

I testi scelti descrivono la fotografia nella letteratura tra Otto e Novecento, la fotografia come non siamo più abituati a viverla, quell’attimo fermato da una forza incredibile, quella luce catturata e costretta a creare l’immagine; dal romanzo, al racconto fino al teatro. Lo scatto diventa un momento di ansia pura, l’attesa per impressionare la pellicola, il laborioso lavoro in camera oscura, ma soprattutto la narrazione ci porta a sorridere perché allora il grande nemico era la Kodak, quella piccola macchinetta, disgraziata amica anche dei meno professionisti. Sorridere, perché è un po’ quello che pensano oggi, pensano i fotografi, del cellulare e di chi tra selfie e immagini del mare e dei suoi piedi sta cambiando drasticamente il mondo dell’immagine.

Poi, ecco che arriva quella stupidissima macchinetta di una Kodak, che anche un bambino può tenere in tasca e che non dice mai una sola parola, e di colpo mi si crea il gelo intorno! (Mark Twain, Il soliloquio di re Leopoldo (a difesa del suo dominio in Congo), 1905)

L’amarezza viene però spazzata via dal sarcasmo sottile di Pirandello, per tornare tramite Adolfo Bioy Casares con la malinconia dello scatto eterno, quel momento fermato dalla memoria artificiale, impossibile ripeterlo, impossibile disfarsene.

Il mio abuso consiste nell’avervi fotografati senza il vostro permesso. È chiaro che non si tratta di una fotografia come le altre; è la mia ultima invenzione. Noi vivremo in quella fotografia, sempre. Immaginatevi un palcoscenico nel quale venisse recitata, integralmente, la nostra vita durante questi sette giorni. Noi stiamo recitando. Tutti i nostri atti sono rimasti registrati. (Adolfo Bioy Casares, L’invenzione di Morel, 1940)

Racconti dalla camera oscura è un gran bel libro, capace di far sorridere il vecchio fotografo, nostalgico, e contemporaneamente di farlo riflettere sul cambiamento che da sempre accompagna l’arte. Un libro da regalare, un successo garantito.




Anna Fogarolo

 
Fotogiornalista per le maggiori testate italiane come Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, Gente, Oggi, Focus... Dal 2009 sposta la sua attenzione sulle nuove tecnologie iniziando la carriera di Web content e blogger per alcuni noti portali e Network, successivamente si specializza come Social Media Manager. Attualmente: consulenza di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR per le Edizioni Centro Studi Erikson.


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