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Le persone, di Roberto Carvelli

 
Roberto Carvelli, Le persone
Roberto Carvelli, Le persone
Roberto Carvelli, Le persone

 
Scheda del libro
 

Autore: Roberto Carvelli
 
Titolo: Le persone
 
Casa editrice: Kolibris
 
Anno: 2014
 
ISBN: 978-88-96263-95-2
 
Pagine: 72
 
Formato: cartaceo
 
Genere:
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Per riconciliarsi con una poesia pop, un linguaggio nuovo che indaga i sentimenti umani attraverso gli oggetti e i riti che ci appartengono.

Aspetti negativi


Una lettura raffinata, può essere un aspetto negativo? Carvelli usa la parola con sapienza, leggerlo è esperienza quasi formativa, di sicuro apre a riflessioni.


In sintesi

Roberto Carvelli, classe ’68, romano, nella silloge poetica Le persone (prefazione di Claudio Damiani) raccoglie delle impressioni confidenziali.

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Posted mercoledì, 8 Ottobre 2014 by

 
La nostra recensione
 
 

Roberto Carvelli, Le personeCosa sognano le persone? Dove vivono? Come sono ordinati gli spazi che occupano, dove si trovano gli oggetti, che uso ne viene fatto, per convenzioni ed usi sociali? E soprattutto, tutto questo, come può farsi poesia e poema? Roberto Carvelli, classe ’68, romano, ci ha già abituato a una scrittura lirica, prestata all’ironia e alla prosa che si è prodotta in volumi come Bebo e altri ribelli, Perdersi a Roma, Guida insolita e sentimentale e Letti, quest’ultima una sorta di autobiografia raccontata attraverso i letti, i giacigli, dove ognuno ha riposato, nel corso della vita, una visione in orizzontale, il letto, che è anche il passato prossimo di leggere, “io ho letto”, assume un valore simbolico fortissimo, perché è nei letti che si consuma una dimensione intima e di abbandono dalle persone, che sia l’amore o il sonno, e le stesse persone che sono protagoniste dell’ultimo lavoro, uscito per la casa editrice ferrarese Kolibris, con prefazione di Claudio Damiani.

Le persone raccoglie delle impressioni confidenziali. La poesia entra dappertutto, va sui divani e nelle stanze da bagno, nei parchi, dove si dà da mangiare ai piccioni, fra le suppellettili della cucina. Negli uffici e nella burocrazia, le persone e le loro cose, quegli oggetti che diventano sempre più centrali, non vengono mai risparmiati, come in Splendori e miserie dei capi:

Parlano difficile i capi
per confermare a loro
stessi e agli altri
il vuoto dentro
cui si imbozzola
il Lego servile
che li ha portati
al vertice della piramide di niente
su cui si fondano il potere
e il suo esercizio
(una meschina tautologia).
Capi stupidi generano
dipendenti incapaci:
questo l’assunto.
E il suo viceversa.

Essere persone, significa essere meschini e puri, dolci e duri, splendidi e ingenui. Come si legge ne La vacanza:

Dimentichi delle suole
che hanno solcato
i bagni scivolosi
dei camping,
faticando a espletare
le funzioni primarie
del loro mattutino,
tra rotoli di carta igienica
impilati umidi
e la difficoltà
di una mensola asciutta
su cui poggiare
il necessaire.
Vibranti di abbronzatura
torneranno alla quotidianità.

Oppure auspicare uno Spettacolo della società, invece della società dello spettacolo:

La parola “spettacolo”
etima da “spectare”
da cui pure figlia “spettare”.
Un sillogismo ci dice
che apparteniamo a quello che guardiamo,
siamo ciò che vediamo…




Daniela Gambino

 


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